La grande area pianeggiante (3 ettari ca.) innanzi al Palazzo Reale, che oggi accoglie Piazza della Vittoria e Villa Bonanno, nel VII secolo a. C. vide insediarsi l'originario nucleo fenicio (Paleopolis - Città antica) di quello che i Greci, nell'VIII Sec. a. C., chiamarono Panormos (Tutto Porto). La Paleopolis
sorgeva nella parte più elevata (lato monte) della piattaforma
calcarenitica sita tra i fiumi Kemonia e Papireto. Essa si innalzava
progressivamente sino a raggiungere i trenta metri ca. sul livello del
mare.
I bizantini scelsero questo luogo per costruire la Chiesa di Santa Maria della Pinta ("Basilica discoperta": tre navate colonnate, aperte lateralmente verso le due ali dell'attiguo cimitero, con il solo Santuario, posto nella zona terminale, chiuso da pareti). Della Pinta, nel tempo, si è persa ogni traccia unitamente ad altri due edifici di culto: le Chiese di San Giovanni della Galca e di Santa Barbara.
Il toponimo "Piazza Vittoria" vuole mantenere vivo il ricordo della vittoriosa rivolta, datata 15 luglio 1820, dei Palermitani contro la guarnigione borbonica di stanza in città.
La foto mostra alcune vestigia di mura puniche che separavano l'antica Paleopolis dalla Neopolis. Taluni studiosi collocano la Paleapolis in una zona corrispondente, approssimativamente, a quella che oggi
insiste tra Via del Bastione, il Palazzo Reale, Piazza della Vittoria,
il Complesso Militare San Giacomo e L'Arcivescovado.
Oltre la cancellata che protegge le rovine s'intravede il cortiletto che collega la Cappella della Soledad all'ex Convento della SS. Trinità (Sec. XVII) che oggi accoglie Uffici della Questura Centrale. L'ex monastero è caratterizzato da due ingressi identici con colonne che reggono i balconi dalle candide balaustre.
Nel 1580 venne realizzato un camminamento scoperto tra la torre Pisana e Porta Nuova. Tale infrastruttura fu chiusa e coperta circa un secolo dopo per realizzare quei locali (ad occidente della futura Piazza della Vittoria) che oggi sono sede del Comando Regione Militare Sud.
Il Seminario dei Chierici (anni novanta del '500) ed il Palazzo Arcivescovile Nuovo, su Corso Vittorio Emanuele (antico Cassaro), delimitano la parte settentrionale della Piazza. Costruito nel 1460, per volere del Vescovo Simone Boccadelli, quest'ultimo edificio sostituì l'Arcivescovado Vecchio che prospettava sul lato nord della Cattedrale.
A seguire verso Porta Nuova sono Palazzo Reggio della Catena (Sec XVII) di proprietà dell'ARS e gli edifici del Quartiere Militare San Giacomo (oggi ospita il Comando Legione Carabinieri Sicilia), tra cui l'omonimo Ospedale riconoscibile dall'austera facciata dalle finestre decorate con bugne a scaglie dal disegno trapezoidale e grandi conchiglie. Nel cortile del Complesso militare si può ammirare la preziosa Chiesa di Santa Maddalena di origine normanna.
La facciata laterale di Palazzo Sclafani (Sec. XIV) sulla Piazzetta San Giovanni Decollato, visto dall'Arco dei Biscottai. In fondo, sulla sinistra, è visibile l'ex Monastero di Santa Elisabetta (Sec. XVI-XVIII), attuale sede della Squadra Mobile della Questura, che occupa parte del lato meridionale di Piazza della Vittoria.
Sempre sul lato sud dello slargo si trova L'Oratario dei Santi Elena e Costantino che sorse nel 1602 nei pressi della distrutta Chiesa di San Costantino alla Galca (Sec. XII). Accanto, un gradevole palazzetto dalle linee neogotiche.
Busto del Pretore Pietro Bonanno, opera dello scultore Domenico Costantino (*1840- +1915) con studio nel cortile della Gancia. Il piedistallo fu disegnato da Ernesto Basile (*1857- +1932).
Bonanno (*1863-+1905) fu un insigne politico che si prodigò con spirito di servizio a favore dei cittadini. Parlamentare e Sindaco di Palermo, viene ricordato - oltre che per la riqualificazione della Villa che, nel 1905 anno della morte, assunse il suo nome - per il risanamento di interi quartieri, per la realizzazione della carrabile che porta al Santuario di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino, per gli interventi significativi sul Teatro Massimo e sulla Via Roma, etc .
Filari
di maestosi platani corrono lungo tutto il perimetro di Villa Bonanno.
Mentre l'area interna accoglie bellissime Arecaceae (palme) da qualche
anno, purtroppo attaccate dal flagello proveniente dall'Africa e chiamato
Punteruolo Rosso.
Busto dedicato al Tenente Giuseppe Mancino, distintosi per eroismo
nella guerra 1915/18. Medaglia D'oro al valore militare.
Uno dei viali di Villa Bonanno.
Piedistallo che accoglieva il busto del Sottotenente di Fanteria Pietro Gullo,
morto in azione il 12 marzo 1912 in quel di Bengasi.
Busto di Salvatore Lo Forte ((*1809- +1885), Pittore che seppe spaziare con naturalezza dal Neoclassico al Realismo. Fu Direttore dell'Accademia dell'Uomo Ignudo di Palermo che nel 1805 - allorché l'Accademia degli Studi palermitana assunse denominazione e caratteri di Regia Università - venne associata alla Cattedra di Architettura Civile.
Sue opere presso il Museo cittadino d'Arte Moderna.
Sue opere presso il Museo cittadino d'Arte Moderna.
Monumento in memoria del Tenente Gaetano Bucceri di Aidone (*1891- +1917).
Busto di Ignazio Rotolo del 21 luglio 1918, "Maestro insigne
della gioventù, eloquente assertore dei nobilissimi ideali...".
della gioventù, eloquente assertore dei nobilissimi ideali...".
La Fontana al centro della villa con la vasca lobata che si inscrive in quella circolare.
Una delle fosse, rivestite in pietra, presenti nella Villa. Analoghe opere di scavo sono all'interno dell'Area archeologica, laddove un cartello informa che alcuni di questi pozzi, colmati in epoca sveva, raccoglievano acqua, altri - risalenti al XVI secolo - fungevano da fosse granarie.
Varietà botaniche
Il "Teatro marmoreo" con Filippo V, innanzi a Palazzo dei Normanni, è stato realizzato nel 1856 da Nunzio Morello. Le
otto statue poste sulla balaustra rappresentano gli stati governati dal
re, quelle ai suoi piedi (quattro) i regnanti sconfitti e supplici.
L'angolo della Villa realizzato sopra il Bastione meridionale
del Palazzo Reale. Include alcuni tratti di origine punica.
Villa Bonanno fu realizzata su progetto dell'Arch. Giuseppe Damiani Almeyda (*1834- +1911).
Antica fontanella in ghisa.
L'Area archeologica di Piazza della Vittoria costituisce uno degli elementi superstiti più significativi dell'antica Panormus, conquistata dai romani nel 254 a.C., nel corso della I Guerra Punica. In fondo si intravede l'artistica "Casa del custode" progettata da Giuseppe Damiani Almeyda.
Portale della Cappella della Madonna della Soledad (1590).
Piantina di Piazza della Vittoria esposta al pubblico all'ingresso dell'area archeologica.
Leo Sinzi
Riproduzione riservata
AVVERTENZE: Gli scritti di questo Blog contengono informazioni che, ferma restando la buona fede dell'autore,
potrebbero presentare qualche inesattezza. L'autore pertanto non si assume alcuna responsabilità per eventuali
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