Riparo di tanti palermitani quando - durante l'ultima guerra - le sirene urlavano l'allarme bombardamenti dal cielo: è il rifugio antiaereo di Piazza Pretoria. Vi si accede dall'androne di Palazzo delle Aquile. Una porticina, quasi invisibile, si apre in un angolo all'interno della portineria per condurre, tramite una ripida scaletta al Ricovero. Altri ingressi, oggi murati, vennero realizzati nella piazza, ai margini dell'ampia scalinata che fiancheggia Via Maqueda, proprio a ridosso delle due sfingi scolpite da Domenico Costantino negli anni settanta dell'800.
Il rifugio non dimostra i suoi ottanta anni e passa. Venne realizzato infatti - con altre analoghe strutture sparse per la città - nel 1935.
Freddi sedili in pietra bordano i nastri di cemento grigio che, collegati da stretti passaggi, si dilungano per centinaia di metri. Le pareti bianco sporco dei tunnel recano scritte con divieti.
Sulle volte delle gallerie, a tratti, si scorgono gli arrugginiti chiusini antigas dei condotti di aerazione.
Ben pochi degli innumerevoli visitatori della splendida Fontana Pretoria sanno che il sottosuolo, a qualche metro di profondità, nasconde i cunicoli di un ex rifugio antiaereo.
Leo Sinzi
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