Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 11.09.2009.
Le prime mura fortificate poste a presidio dell'antico porto di Panormus si fanno risalire all'epoca normanna (XII sec.). Tra l'XI e il XII sec. sarebbe stato realizzato - all'estremità nord della PIAZZA D'ARMI, contiguo alla NECROPOLI DI RITO ISLAMICO - il MASTIO o Torre Mastia, che oggi fa bella mostra di sé all'ombra delle gru dello scalo marittimo.
Mastio (XI-XII sec.)
Successivamente vennero aggiunte delle costruzioni fortificate protette, sul lato opposto al mare, da profondi ed ampi fossati.
Vennero altresì costruite le prigioni sotterranee. Al complesso si accedeva attraverso la PORTA ARAGONESE dopo aver percorso il RIVELLINO - piccolo baluardo posto a protezione della porta stessa - ed il ponte fiancheggiato dalle FALSABRAGHE (parapetti dietro i quali si appostavano i fucilieri).
Porta Aragonese (XV sec.)-Rivellino(XVI - XVII sec.)-Falsabraga (XVIII sec.)
Porta Aragonese: interno
Falsabraga (XVIII sec.) - Baluardo San Pietro (XV sec.) - Bastione San Giorgio (XVI sec.)
Ne '500, la fortezza divenne residenza dei Vicerè e si provvide a realizzare il BALUARDO DI SAN PIETRO, la cui funzione era quella di ospitare, a scopo difensivo, delle batterie di cannoni.
Più tardi, su impulso dell'Imperatore Carlo V, si allestirono il BALUARDO DI SAN GIORGIO e il BALUARDO DI SAN PASQUALE.
Baluardo San Pasquale (XVI sec.)
Nella seconda metà del XVI sec. la Santa Inquisizione ne fece la propria sede, utilizzando le prigioni sotterranee per segregare tantissimi infelici accusati, tra l'altro, di eresia e di stregoneria.
Nell'ultimo tratto del '500 l'esplosione di una polveriera provocò numerose vittime tra cui il poeta Antonio Veneziano che vi era recluso per via di uno scritto satirico in cui irrideva il Vicerè.
La statua in immagine fu voluta, dal "Responsabile" della Fortezza del tempo, che la fece realizzare dall'Architetto e Frate domenicano Tommaso Maria Napoli (*1659 +1725). Fu collocata, con fede, su un piedistallo al centro dello slargo antistante il Castello per preservare tale struttura dai marosi e da altre calamità alluvionali. Il simulacro, dal 1860 trasferito presso la Gancia - Chiesa di Santa Maria degli Angeli, oggi è esposto - nella Cappella dedicata - presso la Chiesa di San Giacomo dei Militari, nel Piano della Galca.
Dopo la cacciata dei Borboni, la Fortezza fu parzialmente distrutta dalla popolazione che la considerava un simbolo della tirannide.
Nei successivi 60 anni venne utilizzata dai militari come loro acquartieramento.
Nei primi anni venti le Autorità del tempo ne decisero la demolizione per ampliare il porto. Quel che si salvò fu ricoperto, giorno dopo giorno, con migliaia di tonnellate di terriccio e materiale di risulta, la cui rimozione - ultimata da pochi mesi - ha permesso ai cittadini di poter ammirare le interessanti vestigia che racchiudeva.
Nell'ultimo tratto del '500 l'esplosione di una polveriera provocò numerose vittime tra cui il poeta Antonio Veneziano che vi era recluso per via di uno scritto satirico in cui irrideva il Vicerè.
La statua in immagine fu voluta, dal "Responsabile" della Fortezza del tempo, che la fece realizzare dall'Architetto e Frate domenicano Tommaso Maria Napoli (*1659 +1725). Fu collocata, con fede, su un piedistallo al centro dello slargo antistante il Castello per preservare tale struttura dai marosi e da altre calamità alluvionali. Il simulacro, dal 1860 trasferito presso la Gancia - Chiesa di Santa Maria degli Angeli, oggi è esposto - nella Cappella dedicata - presso la Chiesa di San Giacomo dei Militari, nel Piano della Galca.
Dopo la cacciata dei Borboni, la Fortezza fu parzialmente distrutta dalla popolazione che la considerava un simbolo della tirannide.
Nei successivi 60 anni venne utilizzata dai militari come loro acquartieramento.
Nei primi anni venti le Autorità del tempo ne decisero la demolizione per ampliare il porto. Quel che si salvò fu ricoperto, giorno dopo giorno, con migliaia di tonnellate di terriccio e materiale di risulta, la cui rimozione - ultimata da pochi mesi - ha permesso ai cittadini di poter ammirare le interessanti vestigia che racchiudeva.
Leo Sinzi
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