Santa Ninfa - protettrice del Mandamento Monte di Pietà prima dell'avvento di Santa Rosalia come patrona dell'intera città - domina il quartiere dall'alto del cantone del Teatro del Sole. Quello sguardo rassicura e guida il visitatore che si inoltra nei vicoli alla ricerca dei gioielli dimenticati del patrimonio storico-monumentale. Ad angolo tra Via Celso e Via Montevergini la Chiesa dei Tre Re (Magi) si apre, per due giorni, agli appassionati d'arte antica. L'ex edificio di culto sembra tornato a nuova vita grazie ai lavori di recupero che, in parte, hanno posto rimedio ai danni inferti dai bombardamenti dell'ultima guerra unitamente a ladri e vandali.
Nello stesso luogo sorgeva la Chiesa di San Giorgio lo Xheri (le prime strutture si fanno risalire ai normanni). "Xheri" potrebbe derivare dall'arabo "Sheri", camminamento sulle mura, da cui la "Shera Sancti Georgi de Balatas", una delle due vie sopraelevate che un tempo correvano parallele al Cassaro. La chiesa venne ricostruitanegli anni ottanta del'500 dalla Compagnia dei Tre Re - già nota come Confraternita dei Putiari (Bottegai) - che ne acquisì la disponibilità per realizzare la propria sede e un Tempio più grande. L'attuale facciata, corredata di portale barocco colonnato - mistilineo nella trabeazione e spezzato nel timpano - risale alla metà del '700 e nasce da un progetto di rivisitazione architettonica complessiva del trapanese Francesco Ferrigno, discepolo dell'insigne Architetto del Senato palermitano Andrea Palma.
L'interno a navata unica presenta un addobbo decorativo realizzato negli anni cinquanta del '700 da Procopio e Giovanni Maria Serpotta, rispettivamente figlio e nipote del grande stuccatore Giacomo. All'opera contribuirono anche Gaspare Firriolo genero di Procopio e Domenico Guastella (stuccatore di liscio).
Nella foto: il cappellone aggiunto nel 1750 su disegno dall'Architetto Ferrigno. Sul cornicione, due angeli (opera dei Serpotta) che reggono la Croce.
In basso due serafini - realizzati dalla stessa Bottega sepottiana - ai lati dello spazio un tempo occupato dalla pala d'altare: una settecentesca "Adorazione dei Magi" di Gioacchino Martorana, che venne salvata dal degrado e dall'umidità custodendola presso il Museo Diocesano.
La chiesa, in epoca antecedente alla realizzazione del Cappellone, ospitò un'altra bellissima "Adorazione" che oggi si può ammirare al Castello Ursino di Catania.
La chiesa, in epoca antecedente alla realizzazione del Cappellone, ospitò un'altra bellissima "Adorazione" che oggi si può ammirare al Castello Ursino di Catania.
Ai lati dell'abside due quadroni con cornici in stucco bianco ed oro recano il "Martirio di Re Baldassarre" e il "Battesimo di Re Amilcare" di Vito D'Anna magnifico interprete del rococò.
Arco in pietra - rinvenuto alla base dell'abside - che probabilmente appartenne alla prima chiesa, ove in epoca medievale, sembra, si celebrassero funzioni di rito greco per la comunità palermitana di origine ellenica.
Nella foto sono visibili "Nobiltà" e "Astrologia": due delle quattro allegorie rappresentate dalla felice mano dei Serpotta con figure muliebri, oggi acefale per mano vandalica. La Nobiltà, l'Astrologia e la Sapienza rimandano chiaramente ai Magi ritenuti - al di là dell'iconografia che li vuole re - Nobili Sacerdoti che sapientemente esercitavano l'astrologia.
"Obbedienza" e "Sapienza" ornano le pareti dell'aula.
Due inferriate chiudono l'accesso alla cripta
scoperta durante recenti lavori di ristrutturazione.
Due delle quattro cappelle parietali e nella foto a sinistra, chiuso da una rete rossa, l'ingresso alla sacrestia.
L'abside curvilineo è introdotto da un arco trionfale avvolto dal cornicione aggettante che si sviluppa lungo tutto il perimetro della chiesa.
Al centro dell'Arco trionfale un cartiglio dorato
invita all'adorazione del Bambino-Dio.
Particolare dell'addobbo decorativo serpottiano: Testa alata e festoni.
La volta a botte, oltre ai decori serpottiani, ospita questo affresco settecentesco di Vito D'anna con "Trionfo dei Magi".
Una parte del dipinto è resa con tecnica "trompe l'oeil"
che conferisce l'effetto tridimensionale.
che conferisce l'effetto tridimensionale.
"Virtù"
Nell'immagine, la controfacciata con il portone principale, mentre l'ingresso laterale (unico praticabile al momento) è visibile a destra, sotto la tribunetta chiamata matroneo in quanto ricorda strutture analoghe che, in epoca medievale, accoglievano le signore della nobiltà assicurando loro riservatezza.
Nella controfacciata, sopra l'ingresso, è posta questa composizione in stucco che reca la scritta: "OMNIA GLORIA EIUS FILIAE REGIS AB INTUS" (Tutta la gloria della figlia del Re viene dal di dentro).
L'edificio era lambito dal fiume Papireto, oggi interrato.
Il portale cinquecentesco, in origine sul prospetto di Via Montevergini,
nel XVIII secolo venne collocato su Via Celso.
Particolare della trabeazione con il frontone spezzato
per accogliere il simbolico "cero nel pugno" che ricordava
ai confrati l'obbligo assunto - all'atto della concessione della
chiesa - di curare, oltre i riti nel giorno dell'Epifania,
l'approvvigionamento di ceri per la Candelora.
ai confrati l'obbligo assunto - all'atto della concessione della
chiesa - di curare, oltre i riti nel giorno dell'Epifania,
l'approvvigionamento di ceri per la Candelora.
Leo Sinzi
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