Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 22.11.2015.
La Chiesa di Santa Maria del Piliere - con la sua Cripta - si trova in Piazzetta degli Angelini, alle spalle di Villa Whitaker sede della Prefettura di Palermo. I giovani ciceroni delle Vie dei Tesori (Vie da me percorse più volte) mi accolgono con gentilezza dinanzi alla struttura barocca e con professionalità mi rendono edotto sulla sua storia, l'architettura, le leggende e quant'altro. Così apprendo che il
nome deriva dal simulacro ligneo della Madonna con Bambino che, dopo essere
stata rinvenuto (1539) all'interno di un pozzo sito nel sottosuolo del
futuro edificio di culto, venne posto su una colonnina (piliere) di marmo ed offerto alla devozione dei fedeli che ne ricevettero innumerevoli grazie. Il campanile risulta quasi in asse con l'ingresso di Palazzo Branciforte ubicato sul lato opposto di Via Bara all'Olivella. Venne costruita verso la metà del '500 per volere (e finanze) della nobile Giulia De Panicolis mossa da particolare fervore verso la Santa Madre, ivi raffigurata dalla statuetta miracolosa che fu collocata - con il suo piliere - nella cappella eretta sopra la sorgente miracolosa, da cui venivano attinte le freschissime acque. Ambrogio, figlio di Giulia deceduta nel 1546, in tempi diversi affidò l'edificio di culto alle maetranze dei Calzettieri e degli Argentieri. L'Oratorio poi - correva l'anno 1683 - entrò nella disponibilità dei Pizzicagnoli, con la Compagnia dedicata a "Santa Maria degli Angelini". Tale titolo fu esteso alla Chiesa che, tuttavia, per il volgo rimase "del Piliere".
Il portale, esposto verso l'ovest, presenta due poderose colonne che reggono una movimentata trabeazione con medaglione coronato poggiante sull'architrave. Il timpano spezzato accoglie un finestrone ad edicola decorato con il motivo dei festoni che si ritrova, copioso, all'interno. L'ingresso principale è stato murato internamente per impedire le incursioni di ladri e vandali. L'accesso avviene dalla porticina laterale che immette nella Sacrestia. Si narra che un'altra entrata esistesse sotto il magnifico portico un tempo addossato al fronte meridionale, proprio dove oggi si levano le anonime strutture di un palazzotto moderno.
Simulacro ligneo della Madonna del Piliere (XVI sec.). Adeguatamente restaurato, è rientrato nella prima sede dopo cinquanta anni. Sulle origini della statua una versione, diversa da quella sopra accennata, racconta che essa venne commissionata da Giulia De Panicolis ad uno scultore in legno del tempo, forse al palermitano Vincenzo Vernaci per affiancare, nel realizzando tempio, un dipinto - risalente al tempo dei saraceni - recante il medesimo soggetto.
L'aula si presenta al visitatore con un ricco allestimento decorativo - tpicamente barocco - realizzato, in stucco, verso la metà del '700. I Profeti, sulle mensole parietali, sono di scuola serpottiana; come gli angiolini sull'arco trionfale e sopra l'altare maggiore. Ghirlande dorate, festoni e cornici completano l'addobbo.
Amos.
Re Davide. Ai suoi piedi è il leone, simbolo della tribù ebraica di Giuda, da cui Davide discendeva.
La statua del Profeta Amos si distingue per la magnifica fattura. Amos era uno dei dodici Profeti "Minori" (così detti per la brevità dei loro libri): Abacuc, Abdia, Aggeo, Amos, Gioele, Giona, Malachia, Michea, Naum, Osea, Sofonia, Zaccaria. I Profeti detti "Maggiori" erano quattro: Daniele, Ezechiele, Geremia, Isaia.
DX: Osea
SX: Giona. DX: Geremia
A sbalzo sopra l'ingresso è il coro.
La pala d'altare ("Natività") è affiancata da due simulacri in stucco. A sinistra si riconosce Mosè.
Altare maggiore con Tabernacolo a tempietto e frontespizio inquadrato da colonnine binate. Nelle formelle sono bassorilievi dorati che raccontano "il sacrificio di Isacco".
Quadroni del presbiterio: Manoach viene informato dalla moglie della visita dell'angelo che le ha annunciato la nascita di un figlio (sarà chiamato Sansone) che libererà Israele dai Filistei.
- L'angelo raccomanda di non nutrirsi di cibi impuri e di non tagliare i capelli del nascituro.
- L'angelo raccomanda di non nutrirsi di cibi impuri e di non tagliare i capelli del nascituro.
Gli affreschi della volta furono parzialmente distrutti dai bombardamenti del 1943. Vito D'Anna (*14 Ottobre1718 + 13 Ottobre 1769) descrisse la "Nascita di Sansone", episodi biblici e, nelle vele, le Sibille.
I dubbi sulla paternità delle opere pittoriche - alcuni studiosi vi videro la partecipazione di Olivio Sozzi, suocero del D'Anna - sembrano fugati con l'attribuzione a quest'ultimo.

Nel cartiglio retto dall'angelo si legge: "INCIPIET LIBERARE ISRAEL _ IUDIC 13" (Comincerà a liberare Israele). L'affresco sulla volta del presbiterio rappresenta l'annuncio della nascita di Sansone.
I dubbi sulla paternità delle opere pittoriche - alcuni studiosi vi videro la partecipazione di Olivio Sozzi, suocero del D'Anna - sembrano fugati con l'attribuzione a quest'ultimo.
- Manoach sacrifica un agnello al Signore, mentre l'angelo ripete il suo annuncio.
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Le cappelle sono ricavate negli spessi muri longitudinali. L'Ostensorio è custodito nell'altare barocco, tra angiolini ed elementi vegetali. Sul frontespizio di due altari, che si fronteggiano nei pressi dell'ingresso monumentale, è dipinto il simbolo francescano.




Sul pavimento della chiesa si apriva una botola verso la sottostante Cripta. Il contorno di tale boccaporto, oggi murato, è ben visibile dal vano seminterrato, laddove incornicia uno dei simboli della passione ivi affrescato: " scala incrociata con lance".
I resti di tre altari sono presenti nella Cripta: il "maggiore" all'interno di un nicchione balaustrato e i due laterali lungo le parenti longitudinali.

Vano un tempo destinato a colatoio degli umori cadaverici.

Negli affreschi delle vele sono quattro Sibille, di cui tre recano libri e cartigli con l'indicazione del loro nome: Artemide (Delfica); Sambeta (Persica); Amaltea o Demofila (Cumana), mentre la quarta potrebbe essere Erifide, Sibilla Eritrea. Le Sibille (insieme ai Profeti) erano considerate la massima espressione
delle virtù e della sapienza e soprattutto (anche loro come Isaia,
Geremia, Daniele etc.) conoscitrici della venuta del Messia.
Le cappelle sono ricavate negli spessi muri longitudinali. L'Ostensorio è custodito nell'altare barocco, tra angiolini ed elementi vegetali. Sul frontespizio di due altari, che si fronteggiano nei pressi dell'ingresso monumentale, è dipinto il simbolo francescano.
Cappella della Madonna del Rosario
con San Domenico e Santa Caterina.
Particolare del gruppo scultoreo con la Madonna del Rosario di Pompei.
Il parapetto della cantoria (sopra l'ingresso principale) reca al centro un medaglione con il simbolo francescano: due braccia strette intorno alla Croce; uno, quello di Gesù ignudo e l'altro, di San Francesco, coperto con il saio, a rappresentare la conformità agli insegnamenti di Cristo.
Tra i tanti miracoli ascritti alla Madonna del Piliere viene ricordato
quello a beneficio di una ragazza caduta proprio in quel pozzo che per
secoli conservò - intatta - la
statuetta della Vergine. I genitori, dopo giorni di vane ricerche, la
ritennero morta. Trovandosi casualmente a passare vicino al pozzo,
sentirono delle grida provenire dal fondo: era la figliola che,
riportata alla luce, raccontò di una meravigliosa Signora che, fermata
la sua caduta, la consolò e mantenne in vita fino al ritrovamento.
Sul pavimento della chiesa si apriva una botola verso la sottostante Cripta. Il contorno di tale boccaporto, oggi murato, è ben visibile dal vano seminterrato, laddove incornicia uno dei simboli della passione ivi affrescato: " scala incrociata con lance".
Cripta sottostante la navata della Chiesa di Santa Maria del Piliere.
Vano un tempo destinato a colatoio degli umori cadaverici.
Nell'abside si intravede una lanterna affrescata, simbolo della Passione di Cristo. Un altro, raffigurante una scala legata a due lance ed una tromba, è ben visibile sulla volta, al centro della botola - oggi murata - da cui venivano calati i cadaveri per l'essiccazione e la successiva collocazione nelle nicchie.
Lo spazio che accoglie l'altare è delimitato da balaustra marmorea.
SX: Una finestrella strombata sta ad indicare che la Cripta si trova sotto la Chiesa in posizione seminterrata.
DX: Sull'Altare è il Tabernacolo con l'Occhio di Dio sul timpano triangolare e l'Agnus Dei sullo sportellino.
Nella foto, a destra, è visibile l'accesso alla scaletta che conduce alla superiore Chiesa.
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Foto e
didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)
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