Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 14.7.2011.
A Piazza San Giacomo La Marina, a metà strada tra la Vucciria ed il porticciolo della Cala, fa bella mostra di sé la facciata dalle linee di gusto gotico-catalano palesemente ispirate a quelle ben più conosciute della Chiesa di Santa Maria della Catena. Molto eleganti si presentano le tre arcate a sesto ribassato del portico e le piccole arcate cieche che decorano i pilastri angolari. A partire dagli anni trenta del '300 in quel luogo fu realizzato un piccolo ospedale con oratorio, voluto dalla nobile e ricca Famiglia De Cesario-Pagano, per assistere i pellegrini portatori di malattie. La prima pietra dell'attuale edificio di culto fu posta nel 1534. Sopra il loggiato, sul finire del cinquecento, fu costruito un nuovo oratorio (oggi in disuso). Il relativo prospetto in stile gotico venne realizzato nell'ottocento. La chiesa fu sede di un gruppo di confrati che, mossi da spirito pietoso, istituirono la "Deputazione per la redenzione dei Cattivi" con la caritatevole finalità di liberare i cristiani prigionieri (captivi) dei turchi offrendo a quest'ultimi, a titolo di riscatto, le cospicue somme frutto di elemosine e donazioni dei fedeli sensibili alle sorti dei fratelli di fede. La denominazione di Santa Maria La Nova potrebbe derivare dall' "antico" edificio di culto parimenti intitolato a Maria sui cui resti sorse il "nuovo" tempio.
La chiesa, lontana dai circuiti turistici, accoglie il visitatore in una atmosfera ovattata che ben si presta al raccoglimento ed alla preghiera.
La foto di Leo Sinzi mostra sulla sinistra la seicentesca Chiesa di San Sebastiano a Porta Carbuni.
La foto di Leo Sinzi mostra sulla sinistra la seicentesca Chiesa di San Sebastiano a Porta Carbuni.
DX: Particolare delle arcate a sesto ribassato del portico gotico-catalano.
DX: La volta a crociera del portico cinquecentesco. Le chiavi di volta, molto accentuate, colpiscono l'occhio del visitatore.
L'interno si sviluppa su tre navate divise da un leggero colonnato che regge arcate a tutto centro.
Le navate confluiscono nell'originale tribuna ottagonale della seconda metà del '500 da cui si diparte l'abside dai pregevoli decori serpottiani. Gli stucchi barocchi che ornavano l'intera tribuna, per scelta architettonica, sono stati totalmente asportati nei primi anni del '900 nel corso di uno dei numerosi restauri.
La Cupola ottagonale, luminosa e spartana, copre la tribuna.
La volta è ad archi ellittici con decori monocromi in stucco.
La navata di destra si apre con questo
" Angelo Custode" (Sec. XVIII).
Sulla parete destra: dipinto su tavola di ardesia raffigurante "Cristo e la Vergine" (Sec. XVII).
SX: Sul pavimento, innanzi la Cappella di Santa Maria la Nova, si trova questa lapide sepolcrale provvista di botola. DX: Coretto della navata destra decorato con foglie e festoni in stucco di mano serpottiana.
SX: "Transito della Vergine" di Antonio Manno *1739- +1810). Antonio, con i fratelli Francesco, Vincenzo e Salvatore, faceva parte di una famiglia di rinomati pittori. DX: Madonna dai richiami bizantini.
TRIBUNA OTTAGONALE
Il primo nicchione della Tribuna (partendo da destra) ospita questa mirabile Madonna.
Segue: "Ritrovamento della Croce" (fine XVI Sec.) .
da Angiolini e Spirito Santo (stucchi di Procopio Serpotta),
questa tela seicentesca con "L'Immacolata".
realizzati da Procopio Serpotta (*1679-+1755)
figlio del grande Giacomo.
DX: "Martirio di Santa Caterina d'Alessandria" opera cinquecentesca del cremonese Giovanni Fondulli.
La navata di sinistra si apre con la tela
raffigurante la "Sacra Famiglia e Santa Rosalia",
opera di Antonio Manno (°1739- +1810), discepolo di Vito D'anna.
raffigurante la "Sacra Famiglia e Santa Rosalia",
opera di Antonio Manno (°1739- +1810), discepolo di Vito D'anna.
SX: Crocifisso ligneo (Sec. XVIII).
DX: "L'Addolorata" il cui fercolo, il venerdì santo, viene portato in processione per le vie del quartiere dai Confrati dei Cassari.
Sant'Antonio Abate, San Sebastiano
e San Nicola di Bari" di Antonio Manno.
Particolare del prospetto laterale del secondo ordine aggiunto nel XIX sec.
Leo Sinzi
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