Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 15.6.2013.
- Il desiderio di visitare e conoscere storicamente la Chiesa di Santa Maria Maddalena, solitamente nascosta a palermitani e turisti all'interno del Comando della Legione Carabinieri Sicilia, finalmente si realizza. L'occasione mi viene offerta dall'encomiabiale manifestazione "Palermo apre le porte - La scuola adotta la città".
Accompagnato dalla mia macchinetta fotografica mi presento di buonora all'ingresso di Corso Vittorio Emanuele 475, all'ombra della cinquecentesca Porta Nuova. Un gentile Militare mi guida fino al cortile, dove, appena sulla sinistra, fa stupenda mostra di sè la millenaria struttura dal volume compatto e dalle linee sobrie: i conci di tufo levigati e perfettamente assemblati, le armoniose absidi rivolte verso oriente secondo l'uso bizantino. Il mio accompagnatore mi affida ad un gruppo di giovani "ciceroni", alunni di una vicina scuola, che preparati per la bisogna ed entuasiasti dell'insolito ruolo, mi rendono edotto di quanto segue (integrazioni e commenti sono dello scrivente):
- Santa Maria Maddalena nel 1130 divenne titolare di una Cappella eretta a ridosso del fronte meridionale della Cattedrale in posizione simmetrica rispetto a quella settentrionale conosciuta come Cappella dell'Incoronazione. Il piccolo edificio sacro fu voluto dal sovrano normanno Ruggero II d'Altavilla (1095-1154) per accontentare la Regina consorte che apirava ad un mausoleo per le reali spoglie. L'ambizione dell'Arcivescovo Gualtiero Offamilio di ingrandire la Cattedrale di Palermo per farne magnifico monumento alla gloria del Re (ed alla sua) portò, previa autorizzazione di Guglielmo II il Buono (1153-1189), all'abbattimento della Cappella. Si decise al contempo di ovviare alle problematiche inerenti la tumulazione dei Principi che dipartivano, costruendo in gran fretta, nel 1187, una Cappella sul Cassaro (lato Monte Cuccio), distante un centinaio di metri dalla precedente, parimenti dedicata a Santa Maddalena.
Nel 1382, la devota Congregazione di Santa Maria Maddalena ne ottenne la disponibilità per alcuni lustri. Passò succesivamente ad esponenti dell'aristocrazia quattrocentesca. Nel 1608 subentrarono, sotto il patrocinio del Vicerè De Villena, i Padri Francescani Osservanti che oltre ad iniziare la costruzione della loro Casa nell'area ad ovest di Porta Nuova si impegnarono - in ossequio al gusto dell'epoca - a stravolgere le linee architettoniche del Tempio arabo-normanno con un portale rinascimentale esterno (tuttora esistente) e modifiche stutturali interne, tra cui quelle degli archi ogivali divenuti centrici e l'edificazione di cappelle nelle navate laterali.
Nel 1648, esigenze di difesa militare, con conseguente realizzazione di muraglie e Bastioni nel sito del Convento, costrinsero i religiosi a trasferirsi nel complesso dei Santi Cosma e Damiano (risalente al 1576) affacciato sull'attuale Piazza dei Beati Paoli.
Dopo l'unità d'Italia, la ventata anticlericale portò a sottrarre la Chiesa al culto.
Nel 1891, sventata la minaccia di abbattere l'edificio per acquisire nuovi spazi alle strutture militari, con Decreto Regio venne proclamato "Monumento Nazionale". Autorità illuminate ne decisero il ripristino, con ripulitura dalle sovrapposizioni settecentesche, ed affidarono i lavori all'insigne Architetto palermitano G. Patricolo.
Nel 1948 divenne Tempio Votivo per i Carabinieri caduti eroicamente in guerra e in servizio.
Particolari della facciata occidentale e ingresso del Tempio.
Prospetto settentrionale.
L'interno presenta pianta basilicale con sviluppo longitudinale. La profondità verticale è assicurata dal colonnato che tripartisce l'aula in navate. Gli archi a tutto centro sono frutto di manomissioni rinascimentali. L'arco che immette nel presbiterio conserva la struttura a sesto acuto di gusto islamico. La diversità delle colonne e dei capitelli, sia nella decorazione che nell'altezza, fanno pensare all'utilizzo di parti di dismessi edifici, con buona probabilità venne utilizzato materiale tratto dalla omonima Cappella addossata alla Cattedrale, di cui si fa cenno sopra.
Una insolita finestrella aperta al centro dell'abside inonda
di luce, con effetto mistico, il sottostante Crocifisso.
L'immagine del Crocifisso nella foto sopra sembra priva della ferita al costato.
Potrebbe rivelarsi un effetto ottico.
Potrebbe rivelarsi un effetto ottico.
Santa Maria Maddalena (opera marmorea di scuola gaginiana -Sec. XVI). Raffigurata con la coppa dell'unguento ed il Libro Sacro:
"Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che Gesù si trovavava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di Lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo". (Luca 7.36.50).
"Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che Gesù si trovavava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di Lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo". (Luca 7.36.50).
Maria di Magdala (paesino sulla sponda ovest del Lago Tiberiade) , "la peccatrice" che Gesù liberò da sette demoni, ne divenne discepola, pregò per Lui sul Calvario ed ebbe la grazia di vedere per prima il Signore risorto e di darne notizia agli altri discepoli (da qui l'appellativo di "apostolo degli apostoli"):
"Fu ancora lei, di primo mattino nel primo giorno della settimana, assieme a Salomè e Maria, la madre di Giacomo il minore, (Matteo 28.1 e Marco 16.1-2, Vangelo apocrifo di Pietro 12), ad andare al sepolcro, portando unguenti per ungere il corpo di Gesù. Le donne trovarono il sepolcro vuoto ed ebbero una "visione di angeli" che annunciavano la risurrezione di Gesù (Mt 28:5)".
"E quelle se ne andarono in fretta dal sepolcro con spavento e grande gioia e corsero ad annunciarlo ai suoi discepoli. Quand'ecco, Gesù, si fece loro incontro dicendo: «Vi saluto!» Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi e l'adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea; là mi vedranno". (Mt 28.1.10).
Santa Maria Maddalena si festeggia il 22 luglio.
"Fu ancora lei, di primo mattino nel primo giorno della settimana, assieme a Salomè e Maria, la madre di Giacomo il minore, (Matteo 28.1 e Marco 16.1-2, Vangelo apocrifo di Pietro 12), ad andare al sepolcro, portando unguenti per ungere il corpo di Gesù. Le donne trovarono il sepolcro vuoto ed ebbero una "visione di angeli" che annunciavano la risurrezione di Gesù (Mt 28:5)".
"E quelle se ne andarono in fretta dal sepolcro con spavento e grande gioia e corsero ad annunciarlo ai suoi discepoli. Quand'ecco, Gesù, si fece loro incontro dicendo: «Vi saluto!» Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi e l'adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea; là mi vedranno". (Mt 28.1.10).
Santa Maria Maddalena si festeggia il 22 luglio.
Il centro del transetto è sormontato dal tamburo della cupola (non più esistente) provvisto di nicchie angolari e di finestre. Gli studiosi di architettura arabo-normanna ritengono che, prima delle manomissioni settecentesche, anche sulla Chiesa di Santa Maria Maddalena svettassero, armoniose, due rosse cupolette: una, appunto, in posizione centrale e l'altra quale copertura del campanile. Ciò in analogia ad altri edifici di culto, presenti a Palermo, la cui realizzazione fu affidata dai Normanni alle esperte maestranze arabe: San Giovanni degli Eremiti; San Giovanni dei Lebbrosi; San Cataldo; SS. Trinità.
La Chiesa dal 1948 accoglie anche il Sacrario
dei Caduti dell'Arma, in guerra e in servizio.
Nella mensola a forma d'aquila è visibile il "Tomo"
con i nomi dei caduti siciliani a far data dal 1860.
Sotto una riproduzione a colori della "Virgo Fidelis"
e nel cippo marmoreo la lettera "Omega"
che simboleggia la morte.
"Virgo Fidelis" copia del bassorilievo realizzato nel 1948 dal pittore e scultore sardo Giuliano Leonardi (1899-1989) che vinse un concorso indetto dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri per raffigurare la Madre di Gesù che i Militari avevano scelto come loro Patrona. L'originale è custodito presso il Museo Storico dell'Arma. La Santa Vergine è raffigurata intenta nella lettura di un passo dell'Apocalisse "Sii fedele sino alla morte" che richiama il motto dei Carabinieri: "Nei secoli fedele" (alla Patria).
Pio XII accolse la supplica della Benemerita e, l'11 novembre 1949, con atto pontificio dichiarò la Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri.
Acquasantiera di epoca rinascimentale. Sulla parete laterale,
a ridosso della controfacciata, un piccolo arco incornicia
la porticina che si apre sulle scale del campanile.
Le diverse altezze dei soffitti lignei che coprono le tre navate hanno consentito agli architetti del tempo di illuminare quella principale con otto grandi finestre che vanno ad aggiungersi alle altre numerose aperture di svariate dimensioni che concorrono ad inondare l'ambiente di luce cadente, con i fedeli immersi in un'atmosfera mistica che invita al raccoglimento.
Lapidi sepolcrali (Sec. XVI) nel pavimento della chiesa.
Nella foto di Leo Sinzi/zio-silen, l'aula con la lapide sepolcrale nel pavimento. L'attigua Cappella conserva un pregevole dipinto con la " Resurrezione di Lazzaro".
Nell'antisacrestia si può ammirare una tavola con la "Santa Vergine Maria e Angeli".
Capitelli.
La foto scattata dal transetto mostra la controfacciata
con le due finestre centrali che convogliano, unitamente
al sottostante ingresso, una gran quantità di luce all'interno.
DX: Colonna angolare incassata.
Le absidi rivolte ad oriente: quella centrale con sagoma semicircolare sporgente; le laterali incassate nello spessore del muro.
In Corso Alberto Amedeo, integrato nel muro di sostegno di uno degli edifici che fanno parte del
Quartiere Militare di San Giacomo o degli Spagnoli (attuale sede del Comando Legione
Carabinieri Sicilia), è visibile uno dei tratti meglio
conservati di quella che fu la cinta muraria punica. Le Mura in immagine correvano
lungo il Fiume Papireto (oggi interrato) al fine di proteggere a
settentrione l'agglomerato urbano. Furono realizzate in conci di
calcarenite, materiale proveniente dalla sponde del vicino Kemonia.
Perfettamente assemblati, resistettero per secoli ai tentativi di
invasione.
La Chiesa di Santa Maria Maddalena, la Chiesa di San Paolo
(XIV Sec.) e la Chiesa di San Giacomo dei Militari (1840), si trovano
all'interno di detto Quartiere Militare e, per ovvie ragioni, sono visitabili solo su richiesta.
Leo Sinzi
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