Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 23.10.2017.
- Palazzo di Rudinì , eccezionalmente aperto nell'ambito dell'iniziativa culturale Le vie dei Tesori, consente di ammirare i Quattro Canti dall'alto dei suoi balconi immersi nella quinta ovest - lato Monte di Pietà - del Teatro del sole.
Il Palazzo, con ingresso da Via Maqueda 182, ha origini incerte. Di sicuro, negli anni 60 del '700, Giuseppe Maria Jurato, Giudice della Gran Corte Civile del Regno, lo ampliò e ne commissionò gli addobbi (il monumento funebre di G. M. Jurato si trova nella vicina Chiesa di Santa Ninfa). Nel primo scorcio dell'ottocento, entrò nella disponibilità Di Francesco Paolo della Famiglia Starrabba, Marchesi di Rudinì (da qui la denominazione dell'edificio barocco). La nobile dimora diede i natali ad Antonio di Rudinì, conosciuto dai palermitani soprattutto per il prezioso orologio che campeggia sulla facciata del Palazzo Pretorio, acquistato nell'agosto del 1864 dall'illustre orologiaio francese Armand
Fracoise Collin (*1822 +1895), cui si devono anche gli orologi
di Notre Dame e del Louvre. Sindaco volitivo si distinse, tra l'altro, per iniziativa e temperamento in occasione (settembre 1866) della sollevazione popolare ricordata come Rivolta del Sette e mezzo. Ribellione che si protrasse per sette giorni e mezzo prima di essere debellata dal Generale Cadorna al comando di 40.000 fanti e due navi da guerra che non risparmiarono alla città letali bombardamenti. Durante i tumulti, la residenza dei Quattro Canti del Sindaco (futuro Ministro e Presidente del Consiglio) venne assaltata e depredata. Nel 1925 l'edificio fu acquisito dall'INA. Il Comune, nel 1979, ne curò il restauro per accogliere propri uffici. Oggi presenta le stanze vuote, ma dovrebbe essere destinato a servizi di pubblica utilità.
Il portale - inquadrato da una coppia di colonne doriche - chiude la trabeazione con un balcone barocco dalla ringhiera a petto d'oca e reca, al centro dell'architrave (abbellito da un alternarsi di metope e triglifi) lo stemma araldico degli Starrabba di Rudinì.
Lo scalone monumentale diparte dal grande androne che, al piano terra, affiancava i magazzini e, nell'ottocento, il famoso Caffè Umberto I. Realizzato in pregiato marmo rosso, conduce al piano ammezzato (destinato alla servitù), al piano nobile ed alle soffitte.
IL salone è ricco di stucchi dorati e affreschi di architetture ed elementi floreali.
Al centro del soffitto lo stemma degli Starrabba realizzato a bassorilievo.
Finalmente alla stessa altezza (o quasi) di Filippo II... e di Filippo IV.
Scatti inusuali anche per Santa Oliva e Sant'Agata.
Le fontane con le allegorie dell'Autunno e della Primavera, viste dall'alto.
I corpi bassi di Palazzo Rudinì accolgono esercizi commerciali, tra i quali vi è una rinomata pasticceria nelle cui pareti si possono ammirare pregevoli affreschi.
Leo Sinzi G.C.
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