Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 13.11.2010.
La facciata principale della Basilica, che insiste sull'esiguo cortile Gancia, si presenta allo sguardo di visitatori e fedeli con le linee sobrie dei conci squadrati e spogli che non lasciano intuire quale splendido addobbo decorativo offra l'Interno. Il portale, gotico-catalano, risalente alla seconda metà del '500 presenta un arco a tutto sesto e radi ornamenti floreali.
In alto, scudo con due braccia incrociate
intorno alla Croce (simbolo dei Francescani):
uno, quello di Cristo ignudo e l'altro di
San Francesco coperto con il saio, a
rappresentare la conformità
agli insegnamenti di Cristo.
Particolare della "Buca della Salvezza".
Nel cortile del Convento francescano, resiste alle intemperie,
la campana dell'insurrezione che con i suoi rintocchi diede l'avvio alla rivolta
antiborbonica del 4 aprile 1860.
Il campanile risalente al XV Sec. è stato
parzialmente ricostruito, negli anni cinquanta dell'800, dopo un
terremoto che aveva arrecato notevoli danni.
L'immagine ravvicinata del campanile
consente di leggere le scritte relative al
restauro poste sopra e sotto il cornicione.
Portale dell'Oratorio dei Terziari Secolari alla Gancia .
Sulla destra, entrando, c'è l'ingresso dell'Archivio
di Stato che occupa un'ala dell'antico Convento.
Affresco seicentesco sulla parete corta del Portico:
"Albero Genealogico dei Monaci francescani
dell'Ordine dei Minori della Sicilia".
Pavimentazione del Cortile del Convento realizzata con
ciottoli e piccole basole che compongono disegni geometrici.
Prospetto laterale su Via Alloro.
Nel tempo vi sono state apportate
varie modifiche architettoniche.
Nel tempo vi sono state apportate
varie modifiche architettoniche.
intorno alla Croce (simbolo dei Francescani):
uno, quello di Cristo ignudo e l'altro di
San Francesco coperto con il saio, a
rappresentare la conformità
agli insegnamenti di Cristo.
La lapide, sul prospetto di Via Alloro, ricorda l'episodio storico della "Buca della Salvezza": Le iscrizioni sulle mura della basilica raccontano che nell'aprile del 1860, in quel luogo ebbe inizio la rivolta contro gli oppressori borbonici. Questi però, ben presto, riuscirono ad avere ragione degli insorti ed avviarono una accurata azione di rastrellamento alla ricerca dei ribelli mazziniani. Due di essi, Gaspare Bivona e Filippo Patti, rifugiatisi nella cripta sotto dei cadaveri , riuscirono a resistere per cinque giorni, quindi, il 9 aprile, praticarono una buca nel muro che dava su Via Alloro e con l'aiuto di alcune donne del posto, che attirarono l'attenzione delle milizie che presidiavano la strada simulando una zuffa, riuscirono a fuggire.
la campana dell'insurrezione che con i suoi rintocchi diede l'avvio alla rivolta
antiborbonica del 4 aprile 1860.
parzialmente ricostruito, negli anni cinquanta dell'800, dopo un
terremoto che aveva arrecato notevoli danni.
consente di leggere le scritte relative al
restauro poste sopra e sotto il cornicione.
Il portico ancora esistente su un solo lato del cortile.
di Stato che occupa un'ala dell'antico Convento.
"Albero Genealogico dei Monaci francescani
dell'Ordine dei Minori della Sicilia".
ciottoli e piccole basole che compongono disegni geometrici.
Leo Sinzi
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