Ogni palermitano che si rispetti, almeno una volta si è recato presso lo Stabilimento balneare di Mondello. Quantomeno per ammirarne le armoniose forme liberty scaturite, all'alba del '900, dall'estro dell'Architetto belga Rodolf Stualcker. Questi aveva ricevuto l'incarico dalla Società Italo-Belga "Les Tramwais de Palerme" che aveva ottenuto la concessione per l'utilizzazione commerciale della splendida spiaggia e dintorni. L'accordo con il Comune di Palermo contemplava peraltro la realizzazione, oltre che dello Stabilimento balneare, di una linea tranviaria che collegasse, percorrendo la Real Riserva della Favorita, il borgo marinaro con Palermo, delle opere di urbanizzazione, di un albergo ed di un cospicuo numero di villette. Fino a poco tempo prima, l'entroterra mondelliano con le sue paludi malariche si presentava del tutto inospitale: gli occupanti arabi nel IX secolo avevano denominato il luogo "Marsa 'At Tin", "Porto del Fango". La vasta opera di bonifica fu avviata a fine '800 grazie ai buoni uffici del Principe Francesco Lanza di Scalea. Il nobile palermitano aveva sostenuto il progetto sin dalla sua nomina, avvenuta qualche anno dopo l'unità d'Italia, a Senatore del Regno. Il buon esito dell'impresa trasformò l'acquitrinoso inferno in paradiso. La struttura in "stile floreale", realizzata con sistema a palafitte conficcate nel basso fondale marino, è raccordata alla terraferma da un ponticello sorretto da piloni e ornato, all'ingresso, da una scenografica esedra. La passerella conduce ad un ampio salone che si apre sulla retrostante terrazza dove gli ospiti del rinomato ristorante godono di ottimi cibi respirando aria di mare. Altra terrazza, parimenti aperta su golfo, funge da copertura alla prima. Sulle ali dell'edificio si rincorrono 175 cabine destinate ai bagnanti, i quali possono scendere in acqua tramite aeree scalette. Gli angoli sommitali ospitano torrette pilastrate con vasotti da cui si dipartono parafulmini ed aste di bandiere. L'elemento decorativo che domina sulle facciate e sui pilastri dell'esedra è quello del delfino.
Lo Stabilimento al centro del Golfo di Mondello
(visto dai tornanti di Monte Pellegrino)
Lo Stabilimento in un giorno di pioggia.
Sullo sfondo la scura mole di Monte Pellegrino.
Sullo sfondo la scura mole di Monte Pellegrino.
L'esedra d'ingresso, con il suo "stile floreale", incornicia il complesso
Le due ali cabinate.
Sullo sfondo dell'esedra l'inconsueta immagine
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Leo Sinzi
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