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mercoledì 12 giugno 2019

Chiesa di San Giorgio dei Genovesi


Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 14.10.2010.

Nell'omonima piazza - contornata dal Quartiere musulmano degli schiavoni,  dal Castello a mare, dagli anneriti pannelli del monumento ai caduti per mano mafiosa e dal Conservatorio di musica Vincenzo Bellini - si erge maestosa nel suo isolamento urbanistico la Chiesa di San Giorgio dei Genovesi. 
Gentilissimi ciceroni mi rendono edotto sulla storia, l'architettura, le opere d'arte e quant'altro. Così apprendo quanto segue:

Il nome del Tempio deriva dalla ricca e influente colonia di mercanti genovesi che nel XVI Sec., insediatasi nella Conca D'oro, volle celebrare la propria preminenza in campo commerciale e finanziario realizzando un grandioso tempio in cui officiare i riti per la comunità ligure e seppellirvi i morti più insigni.
L'edificio, di architettura rinascimentale, sorse sui resti della preesistente Chiesa di San Luca.
Il prospetto è segnato da paraste che si ripetono sui lati.
Custodisce, tra l'altro, una statua in marmo di Santa Rosalia di Giovan Battista Ragusa e splendide tele seicentesche di insigni pittori quali Filippo Paladini, Jacopo Palma, Luca Giordano ed altri.


Il fronte occidentale sul "Quartiere degli Schiavoni".


Sopra il cartiglio che incornicia il loculo del timpano è inciso il 1591 quale anno di consegna del tempio per lo svolgimento delle prime funzioni religiose.


L'aula è tripartita in navate da archi centrici sostenuti da gruppi di quattro colonne che si dipartono da alti basamenti.



Cupola



SX: Colonne binate e sovrapposte sul
fronte del presbiterio. Sull'altare maggiore
tela di ignoto del seicento: "San Giorgio e il drago".
La cupola si erge imponente all'incrocio tra navata e transetto.

DX: Colonne di marmo bianco di
Carrara, in gruppi di quattro, separano le tre navate.







SX: Il pavimento del corridoio centrale, quello delle navate laterali e quello del transetto accoglie numerose lapidi sepolcrali (alcune in marmi mischi).



DX: Luca Giordano (*1634-+1705): "Madonna del Rosario e Santi".
DX: "Lapidazione di Santo Stefano" del genovese Bernardo Castello (*1557- +1629).




SX: "San Luca dipinge la Santa Vergine" tela del pittore toscano Filippo Paladini (*1544- +1614).





SX: "Estasi di San Francesco" del palermitano Gerardo Astorino (*1624- +1663). DX: Opera seicentesca di Jacopo Palma (il Giovane) " Martirio di San Giorgio" (1604).




Jacopo Palma il Giovane (*1544- +1628): "Battesimo di Gesù" e "Annunciazione".


Pala dell'altare maggiore: "San Giorgio e il drago".
"Martirio di San Vincenzo di Saragozza" di Jacopo da Empoli (*1551- +1649).




 

 















"La Madonna Patrona di Genova" di Giovanni Andrea De Ferrari (*1598- +1699) di scuola genovese.








 
 Crocifisso ligneo su Reliquiario del XVII Sec.




Capitelli con intagli di volti umani.


Retrofacciata
  


La Chiesa di San Giorgio e, in primo piano,
il monumento alle vittime della mafia.



Leo Sinzi


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LE "SOFFERENZE CONDOMINIALI IN VERSI" DEL MEDESIMO AUTORE SU YOUTUBE