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giovedì 4 aprile 2019

Oratorio dell'Immacolatella

In Via Immacolatella, stretto tra la Chiesa di San Francesco d'Assisi e l'Oratorio di San Lorenzo, si trova l'Oratorio dell'Immacolatella, con la severa facciata appena ammorbidita dall'elaborato portale barocco. Una targa toponomastica ne colloca le origini e (presumo) i successivi lavori di ampliamento tra il XVII ed il XVIII secolo. La Compagnia dell'Immacolata, ospitata nella chiesa di San Francesco d'Assisi, già negli ultimi anni del '500 ne avviò progetti e realizzazione.



Ricorrenti iniziative culturali  volte a far conoscere il patrimonio artistico di Palermo, hanno consentito agli appassionati - quali lo scrivente - di attingere immagini e preziose informazioni.

 Il prospetto si fa risalire agli albori del '600. Il timpano spezzato del portale sostiene due putti che affiancano il simulacro in stucco dell'Immacolata.























La trabeazione del portale marmoreo è sostenuta da volute a squadra a loro volta sorrette da una duplice coppia di semicolonne con capitelli ionici.


L'aula è rettangolare con il doppio ingresso che fronteggia il cappellone con l'altare. Sull'ingresso è la cantoria tripartita da pilastrini.  Il parapetto in legno traforato, intagliato e dorato, unitamente ai decori color oro, conferisce all'insieme un carattere opulento. L'organo è ottocentesco. Le pareti dell'aula sono addobbate con stucchi  (1726 ca.) di Procopio Serpotta (*1679 +1756), talentuoso figlio naturale del grande stuccatore Giacomo, collaborato da Vincenzo Perez.



L'altare maggiore ha una trabeazione con timpano triangolare e sottostante fregio dall'originale decorazione. E' sostenuta da quattro colonne tortili in marmo rosso con capitelli compositi. La candida statua dell'Immacolta è posta innanzi a un fondo in marmi mischi e tessere marmoree policrome composte in modo da rappresentare la Gerusalemme Celeste.

Sopra il presbiterio, la cupola ribassata è interamente coperta da bassorilievi realizzati da Procopio Serpotta. I quattro pennacchi recano le immagini di quattro profeti: nelle foto si intravedono Isaia ed Ezechiele.















Sul frontone, immerso in una raggiera, è il Padreterno circondato da angeli e putti. I quadroni laterali, recano "Maria con Anna e Gioacchino" e  "L'Assunzione", opere di Antonio Manno (*1739 +1810) dipinte nell'ultimo scorcio del '700.


Nel padiglione della volta sono gli affreschi di Vincenzo Bongiovanni (vissuto a cavallo tra XVII e XVIII secolo) che raccontano episodi della vita della Santa Madre.


L'affresco centrale descrive il Trionfo della Vergine Maria. Le foto a destra evidenziano la tecnica trompe l'oeil (finto tridimensionale) adottata per dipingere un paio di personaggi  che sembrano voler uscire dalla cornice perimetrale.


Quadroni dell'apparato pittorico. Nella foto a DX:  la Presentazione di Maria al Tempio.


Particolari dell'addobbo decorativo serpottiano.
 
 
Medaglioni parietali in stucco.


Calendario perpetuo delle ricorrenze religiose.


Una porticina nei pressi del presbiterio conduce ad un secondo Oratorio di ridotte dimensioni. L'altare, con decorazioni in marmi mischi, accoglie in alto un mirabile Crocifisso ligneo e nella teca, in basso, una Madonna dormiente.


 
Il Crocifisso si deve alla felice mano del maestro lignaro Salvatore Passalacqua, attivo tra il '500 ed il '600.


SX: Calendario perpetuo. DX: Un ovale ligneo incornicia il bellissimo volto di Maria.



DX: Memoria dei Confratelli defunti.


 
Una gradevole fontana di gusto barocco occupa il centro del cortile dell'Oratorio.

Il vestibolo, aperto sul cortile con un artistico arco, reca un sovraporta in stucchi policromi. 


 
I genitori di Maria, Sant'Anna e San Gioacchino, rafffigurati nei due medaglioni decorativi posti sui cornicioni delle porticine che dall'antioratorio conducono all'Oratorio.


Nell'antioratorio si possono ammirare anche due bassorilievi marmorei, incorniciati da stucchi, che rappresentano L'Annunciazione e la Fuga in Egitto.





Leo Sinzi (zio-silen)


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