La Chiesa della Vittoria, con ingresso principale sotto le arcate di tufo bugnato di Via dello Spasimo, è allocata al piano terra dell'edificio che nel livello superiore accoglie l'Oratorio dei Bianchi. Conserva ancora la porta lignea che chiudeva uno degli accessi (Bab el Fotik) al primo insediamento fortificato arabo, l'Al Kalisah, l'eletta,
(oggi Kalsa), espugnata, nel 1072, dai fratelli - condottieri normanni - che rispondevano ai nomi di Gran Conte Ruggero d'Altavilla e Roberto il
Guiscardo (l'astuto), Duca di Puglia, Calabria e Sicilia. Laddove sorgeva la porta venne realizzata una cappella di
ringraziamento dedicata a Santa Maria della Vittoria (sugli arabi).
Nell'ultimo tratto del '400, su impulso del Domenicano Michele Majali,
attorno a quella cappella fu costruita la Chiesa della Vittoria, ben
presto abbattuta per far posto al Bastione dello Spasimo voluto da
Ferrante Gonzaga (Viceré di Sicilia dal 1535 al 1543) per difendersi
dalle incursioni del turco Solimano il Magnifico. Il nuovo tempio, che
assunse il titolo del precedente, fu alzato nell'attuale sito attorno
alla metà del 500; esso presenta navata unica con cappelle parietali.
L'ex chiesa viene utilizzata per mostre, tra cui quella, permanente, di stucchi dei Serpotta dismessi da altri luoghi di culto quali la Chiesa delle Stimmate di San Francesco, sacrificata per far posto al nascente Teatro Massimo.
L'ex chiesa viene utilizzata per mostre, tra cui quella, permanente, di stucchi dei Serpotta dismessi da altri luoghi di culto quali la Chiesa delle Stimmate di San Francesco, sacrificata per far posto al nascente Teatro Massimo.
L'aula
CAPPELLA DELLA VITTORIA
Porta lignea risalente alla dominazione araba (XI Sec.)
Bassorilievi parietali in stucco: gli angeli recano oggetti simbolici quali la tromba, la corona, il vessillo e la palma.
Nell'affresco
della lunetta si può ammirare la Madonna della Vittoria, assisa in
trono con Bambino. Ai suoi piedi sono Santa Rosalia, San Pietro ed il
normanno Roberto il Guiscardo (alcuni cronisti riconoscono in quella figura barbuta il fratello del Guiscardo, il Conte Ruggero), che ebbe in visione la Santa Vergine prima
della vittoriosa battaglia sugli arabi.
Serafini reggono teatrini con Spirito Santo e Madonna con Bambino.
Allegorie con fattezze muliebri poste su piedistalli decorati con marmi mischi ed altorilievi.
Virtù Cardinali: Fortezza e Purezza (1703-1704)
Leo Sinzi G.C.
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