- La Chiesa di San Cataldo sorse, verso la metà del XII secolo, come Cappella della nobile dimora dell' Ammiraglio Maione di Bari, comandante della flotta di Guglielmo I (il Malo), ricordato anche per l'episodio dell'Elsa sul portone arcivescovile. Questi dedicò il tempio al Monaco Cataldo, uomo pio e dotato del potere di guarire i malati, vissuto nel VII Sec., e famoso per aver placato un tremendo fortunale in quel di Bari lanciando il proprio anello tra le onde (la leggenda vuole che in quel punto sia sgorgata una sorgente di acqua dolce conosciuta come "L'anello di San Cataldo"). L'edificio di culto cambiò proprietario diverse volte: nel 1161, il Conte Silvestro Marsico ne fece un mausoleo per le spoglie della figlia Matilde, scomparsa prematuramente; qualche anno dopo il Sovrano Guglielmo II (il Buono) ne fece dono al Monastero dei Benedettini di Monreale che lo utilizzò quale astanteria per ammalati. Nel tempo subì svariati rimaneggiamenti, allorché Giuseppe Patricolo, insigne architetto, negli anni ottanta dell'800, con un accurato restauro lo riportò allo splendore originario.
La Cappella, unitamente alla coeva Martorana (Santa Maria dell'Ammiraglio) ed alla barocca Chiesa di Santa Caterina, si trova a Piazza Bellini e dagli anni trenta del '900 ospita le funzioni liturgiche per i membri dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
simboleggia la terra. Le figure geometriche
(cerchi ed esagoni) dovrebbero indicare le posizioni
degli officianti e dei nobili che li assistevano.
Abside e altare con Gammàdia che reca le quattro figure (Angelo; Aquila; Toro; Leone), simbolo degli evangelisti, disposte negli angoli della croce
SX: Merlatura di gusto arabeggiante che chiude il prospetto posteriore e cupoletta purpurea con finestrelle ad arco DX: La cappella presenta forma cubica interrotta dall'abside
e ornata da arcate cieche
La Cappella di San Cataldo è stato riconosciuta come Patrimonio dell'Unesco all'interno dell''Itinerario Arabo-Normanno che si snoda tra Palermo, Monreale e Cefalù.
Leo Sinzi
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