Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 8/10/2011.
Nel primo quarto del XVI secolo a ridosso della chiesa fu costruito un Convento voluto dalla nobile famiglia dei Duchi di Verdura per accogliere le monache dell'Ordine Olivetano. Un ventennio dopo, per volere delle Autorità ecclesiastiche, divenne dimora delle "Ree pentite", donne prima dedite al meretricio decise a ravvedersi ed a prendere i voti. Le religiose si sostennero con i proventi di un balzello che il Senato di Palermo impose alle loro ex colleghe che intendevano abbigliarsi come le dame virtuose.
Nel tempo, quelle che furono anguste celle monacali ospitarono gli Uffici delle Guardie doganali ed altri settori della Pubblica Amministrazione. Il complesso, oggi, è nella disponibilità dell'Università per le proprie attività istituzionali.
Oggi al posto della chiesa cinquecentesca
si leva questo edificio dal bianco intonaco.
In esso spicca una finestra ogivale dai cui
vetri traspare l'immagine su legno - dai richiami gotici - di Maria affiancata da due Santi.
CRIPTA DELLE REPENTITE
DX: Loculi in cui venivano deposte, secondo l'usanza dell'epoca, le salme delle suore defunte, ed ivi conservate sino all'essiccazione. I ripiani erano provvisti di poggiatesta.
SX: Sepolcro che fu della Badessa Ignazia
di Gesù Squatrito m. 1782, come si legge nell'iscrizione incisa nella lapide marmorea. Le mattonelle in ceramica fanno parte del pavimento delle origini.
DX: Crocifissi rinvenuti nella Cripta. Forse ex voto delle stesse monache.
di biciclette lungo la Via Divisi,
all'ombra del prospetto gotico.
Leo Sinzi
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