L'Oratorio fu costruito a cavallo dei secoli XVI e XVII. Committente fu la Compagnia della Madonna del Rosario che ebbe i natali nell'ultimo scorcio del 1568. La Compagnia, intesa "dei Sacchi" per via dell'abito di sacco bianco corredato di mantello nero, ottenne la disponibilità dei locali (magazzini) verso la fine del '500 e gli inizi del '600. Architetti dell'opera, in tempi diversi, furono il confrate Giuseppe Giacalone, Antonio Muttone e Pietro Carnimolla. Tra i confrati (civili) potè vantare, tra gli altri, artisti del livello di Giacomo Serpotta, Pietro Novelli e Giacomo lo Verde da Trapani.
ANTIORATORIO
L'Antioratorio - raggiungibile dal piano stradale tramite sei gradini che colmano il notevole dislivello -, con le sue raffinatezze artistico-architettoniche, anticipa le meraviglie dell'attiguo Oratorio. Un timpano multilineo, arcuato e spezzato, corona il portaletto interno. La volta, a botte ribassata, è decorata con lacunari. Un fregio con motivi vegetali percorre l'intero perimetro interrotto dai capitelli compositi delle paraste. Nei due teatrini contrapposti recitano plastici angioletti e putti. In asse con l'ingresso, incorniciato da edicola con colonne scanalate e timpano triangolare, si staglia il grande Crocifisso poggiato su reliquiario barocco.
ARCO TRIONFALE E PRESBITERIO
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L'arco trionfale che immette nel presbiterio è sovrastato da un drappo dorato attorniato da angeli. Un serafino, attrezzato di pennello, è intento a completare la scritta "Virginea Rosae SS.ma Trinitatis Roseo Triclinio Semper Triumphatrici Aulam Roseam Rosei Filii D. D".
Sui fianchi dell'arco due mensole sostengono la Sapienza e la Giustizia.
PRESBITERIO
Il presbiterio è dominato della pala d'altare recante la Madonna del Rosario e i Santi Domenico, Rosalia, Agata, Oliva, Ninfa, Cristina, Vincenzo e Caterina da Siena. L'opera fu realizzata del pittore fiammingo Antoon Van Dyck (*1599 +1641). Dal centro della cupola emerge la Colomba-Spirito Santo entro una raggiera d'oro; nel tamburo - appena sopra i pennacchi con bassorilievi di putti musici - è ricavato una sorta di palco teatrale dal quale alcuni spettatori osservano la scena sottostante.
Sulle mensole laterali sono posizionati i simulacri allegorici della Provvidenza e della Grazia Divina.
L'Oratorio di San Domenico è titolato ai Misteri del Rosario, qui egregiamente raccontati nelle quattordici tele seicentesche e nell'affresco della volta. I Misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi, nella loro rappresentazione iconografica, si immergono - in un intreccio di relazioni e rimandi contenutistici - nell'addobbo decorativo nato dall'estro di Giacomo Serpotta, per emergere in una irripetibile opera di immenso valore estetico e pedagogico.
MISTERI GAUDIOSI o DELLA GIOIA (PARETE DI SINISTRA)
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La parete del lato sinistro esibisce, oltre al manipolo di putti (spettacolo nello spettacolo), quattordici preziosità artistiche.
I medaglioni in stucco, incorniciati da ghirlande d'oro, del grande Giacomo (*1652 +1732) vengono illustrati ai visitatori, con dovizia di particolari, da giovani ciceroni. Riverso qui - memoria permettendo - le preziose informazioni acquisite:
- I Seniori in adorazione del Signore Onnipotente, con l'Angelo - in primo piano - che versa l'acqua per quanti hanno sete di Dio;
- Adorazione dell'Agnello mistico;
- La Donna (la Chiesa, il popolo di Dio) sconfigge il drago dalle sette teste;
- Il Redentore, Cavaliere mitrato, in veste di giudice finale;
- Gerusalemme, Città Santa, discende dal Cielo glorificata da Dio;
Le Virtù. Allegorie serpottiane rappresentate con figure muliebri di
grande bellezza, abbigliate secondo il costume settecentesco e
riccamente adornate:
- Carità;
- Umiltà;
- Pace;
- Purezza di cuore;
I dipinti seicenteschi con i Misteri del Rosario (Gaudiosi):
- Annunciazione dell'Arcangelo Gabriele a Maria (di incerta attribuzione tra la bottega di Pietro Novelli *1603 +1647 e quella del fiammingo Geronimo Gerardi *1595 +1648);
- Visitazione di Maria alla cugina Santa Elisabetta che portava in grembo Giovanni il Battista (Guglielmo Borremans *1672 +1724);
- Natività di Gesù (opera attribuita a Geronimo Gerardi *1595 +1648);
- Presentazione di Gesù al Tempio (Scuola fiamminga);
- Ritrovamento di Gesù in disputa con i Dottori al Tempio (attribuita a Pietro Novelli *1603 +1647).
MISTERI DOLOROSI (PARETE DI DESTRA)
La parete del lato destro, apprendo, offre opere bi-tridimensionali con sistemazione speculare rispetto alla parete dirimpettaia:
Anche qui i medaglioni in stucco con scene apocalittiche, incorniciati da ghirlande d'oro, del grande Giacomo (*1652 +1732):
- l'Angelo reca il Libro della salvezza a S. Giovanni;
- l'Angelo stringe nella mano la chiave con cui sigilla la prigione di Lucifero incatenato;
- l'Angelo segna la fronte delle donne in salvazione;
- I ventiquattro Seniori si prostrano al cospetto del Redentore.
- l'Onnipotente accetta il sacrificio dell'Agnello che apre l'ultimo dei sette sigilli del Libro.
Le Virtù. Allegorie serpottiane [con tanto di firma dell'autore ben visibile sopra la colonna dorata su cui poggia il braccio della Fortezza: una lucertolina (la serpotta)]:
- Obbedienza;
- Fortezza;
- Pazienza;
- Mansuetudine.
I dipinti seicenteschi con i Misteri del Rosario (Dolorosi):
- Orazione nell'orto (forse opera di Mario Minniti *1577 +1640);
- Flagellazione (dell'olandese Matthias Stomer *1600 +1650);
- Coronazione di spine (Scuola fiammingo-genovese);
- Gesù salendo al Calvario cade sotto la croce (autore fiammingo-siciliano);
- Crocifissione (dipinto dalle chiare influenze Vandyckiane - evidente la somiglianza con l'opera custodita a Palazzo Alliata di Villafranca).
MISTERI GLORIOSI (PARETE D'INGRESSO)
Due piccoli varchi alle estremità del lato breve (meridionale) dell'aula rettangolare immettono nell'Oratorio titolato alla Madonna del Rosario. L'occhio del visitatore, al primo impatto, recepisce una miriade di immagini e di plastiche figure che si rincorrono e si fondono. Poi, mettendo bene a fuoco quell'insieme di tele e stucchi, si rende conto di trovarsi dinanzi un addobbo decorativo sistemato secondo un ordine geometrico di fasce orizzontali e verticali che si intersecano. Le une, lungo le pareti laterali, accolgono nel primo ordine le Virtù alternate ai dipinti con i Misteri; le altre, nel secondo ordine, i grandi medaglioni in stucco bianco e dorato che raccontano episodi della Genesi e dell'Apocalisse. Le opere sono legate tra loro da un filo relazionale che si dipana lungo un percorso pedagogico.
La parete d'ingresso accoglie nove opere principali.
I due medaglioni in stucco di Giacomo Serpotta (*1652 +1732):
- Habacuc, sorretto dall'angelo, reca il pane (Eucarestia) a Daniele nella fossa dei leoni
- Visione di Giacobbe (scala con angeli che salgono e scendono dal Cielo).
Le Virtù:
- Vittoria
- Liberalità.
I dipinti con i Misteri del Rosario (Gloriosi):
- Pentecoste (Pietro Novelli *1603 +1647)
- Assunzione della Vergine (sec. XVII)
- Resurrezione di Cristo (attribuita al genovese Giovanni Andrea de Ferrari *1598 +1669)
- Ascensione (scuola del Novelli).
L'immagine sopra mostra anche il Tavolo dei Superiori (Sec. XIX) con artistici intagli e ripiano in marmo grigio e Santa Caterina d'Alessandria (pittura di scuola genovese - Sec. XVII).
MISTERO GLORIOSO (VOLTA)
Al centro della volta è La Vergine incoronata (Mistero glorioso).
L'abside della chiesa di San Domenico incombe su Via dei Bambinai e sull'attiguo ingresso (su prospetto settecentesco) dell'Oratorio del Rosario con i suoi due frontoni sovrapposti: quello a lunetta imita le linee della superiore finestra, il triangolare raccorda l'attico). Quattro paraste con capitelli compositi affiancano l'entrata corredata di scalone interno.
Leo Sinzi
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