Visualizzazione post con etichetta Chiesa di San Sebastiano a Porta Carbuni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chiesa di San Sebastiano a Porta Carbuni. Mostra tutti i post

mercoledì 13 agosto 2014

Chiesa di San Sebastiano a Porta Carbuni


La Confraternita che si richiamava al Santo, sul finire del '500 pose la prima pietra della Chiesa di San Sebastiano a ridosso delle mura difensive della Cala. Mura che si alzavano nei pressi di "Porta Carbuni". Le tre navate, il vasto transetto, la cupola ottagonale, la volta a botte, le cappelle  ricche di decori in stucco e marmi policromi, sono veri e propri scrigni contenenti meraviglie prodotte da grandi artisti. Ricordiamo  l'Architetto del senato palermitano Andrea Palma (frate domenicano n. 1644 - m.1730) per i disegni, il maestro stuccatore Giacomo Serpotta ed i pittori Francesco Maria Calvarino da Genova, Olivio Sozzi, Vito D'Anna ed altri.
La facciata è di gusto rinascimentale, con eleganti volute e altri elementi architettonici propri del nuovo stile barocco che stava per affermarsi.
Il tempio, danneggiato dai bombardamenti dell'ultima guerra, sottratto al culto, saccheggiato, adibito a magazzino ed infine oggetto, per lustri, di colpevole incuria, necessita di urgenti iniziative di recupero e di restauri atti a bloccare il lento disfacimento di tanta ricchezza culturale.



L'interno è tripartito in navate tramite archi a tutto sesto retti
 da sobrie colonne che poggiano su alti, inconsueti, basamenti.





Il presbiterio, di forma quadrangolare, presenta, al pari 
della navata centrale, volta a botte movimentata da vele.





La volta della navata centrale offre questo affresco settecentesco, ben conservato, con i Santi Sebastiano (a sinistra), Rosalia (a destra) e Rocco (al centro)  che, al cospetto di Dio e della Vergine (in alto nell'immagine) rispondono alle invocazioni dei palermitani perorando la fine alla peste che flagellava la città. 





L'altare maggiore decorato con tarsie di marmi policromi. Sulla parete l'affresco, dai colori sbiaditi, in cui si intuisce la figura di Gesù. Le architetture con effetto tridimensionale del presbiterio si possono collocare a metà '700.





Presbiterio: quadrone, del famoso pittore palermitano Vito D'Anna 
(*1718- +1769) con Sansone che distrugge le colonne che
sostenevano il Tempio.





Presbiterio: quadrone di Vito D'Anna che racconta
 l'episodio di Mosè e del serpente di bronzo.





Affresco sulla volta del presbiterio.





Sulla crociera è posta questa splendida cupola ottagonale.
Nei  quattro pennacchi sono riconoscibili gli Evangelisti,
dipinti da Olivio Sozzi (*1690- +1765).





L'ala destra del transetto con i pochi
 affreschi sfuggiti all'incuria.





Dell'affresco che ornava l'altare del transetto di destra rimane l'immagine del Padre Eterno e dello Spirito Santo e tracce della dipinto a "trompe l'oeil" che fungeva da quinta.





L'ala sinistra del Transetto presenta la volta a botte affrescata e raccordata alle pareti dal cornicione a linee spezzate che percorre, senza soluzione di continuità, il Cappellone, il Transetto e la Nave centrale.






Residuo affresco del transetto Sx.






Particolare della navata di sinistra con tre altari murali.





Ecce Homo esposto nella nicchia del secondo altare di sinistra. Gli altari erano abbelliti da preziose cornici con elementi vegetali e frutti (in gran parte distrutte da umidità e incuria) realizzate dal grande maestro stuccatore Giacomo Serpotta (*1656- +1732).






Particolare che rivela, oltre gli affreschi settecenteschi, negli otto spazi in cui è stata ripartita la volta della cupola, la distruttiva presenza di tracce di umidità. Nell'immagine, in basso: San Sebastiano riceve la corona della gloria dal Padre Eterno.






La parte della chiesa rivolta verso l'ingresso.






La parete della controfacciata, sopra l'ingresso, accoglie questo splendido affresco con San Sebastiano morente di Olivio Sozzi  (*1690- +1765). Sozzi era suocero di Vito D'Anna, pittore precursore del gusto rococò palermitano, qui presente con i due quadroni del presbiterio.







Facciata cinquecentesca con elementi architettonici di richiamo barocco inquadrati da lesene. Un oculo si apre al centro del secondo ordine, sotto il frontone di chiusura.
 




Portale barocco con il timpano curvo e spezzato
che ospita un medaglione con San Sebastiano.





Particolare: Scudo con San Sebastiano incorniciato da volute che avvolgono due busti ed un volto alato.






Portale laterale destro sormontato da una
 finestra ad edicola chiusa da grata.




Particolare dello scudo di DX: gli oggetti simbolici
conducono alla Confraternita di San Sebastiano.




 
Sui prospetti laterali, nel tempo, sono stati addossati edifici di civile abitazione che li occultano alla vista, tranne un breve tratto del lato destro in cui si apre un gradevole portale che mantiene gli elementi stilistici e decorativi degli altri tre della facciata principale.
In alto è visibile la loggetta campanaria.


A pochi passi dal Tempio dedicato a San Sebastiano è possibile ammirare lo stile gotico-catalano della Chesa di Santa Maria la Nova.





Leo Sinzi

AVVERTENZE: Gli scritti di questo Blog contengono informazioni che, ferma restando la buona fede dell'autore, potrebbero presentare qualche inesattezza. L'autore pertanto non si assume alcuna responsabilità per eventuali errori riscontrabili nei post ed inoltre si riserva il diritto di aggiornare, modificare e cancellare i contenuti del Blog senza preavviso.


Riproduzione riservata

LE "SOFFERENZE CONDOMINIALI IN VERSI" DEL MEDESIMO AUTORE SU YOUTUBE