La facciata è di gusto rinascimentale, con eleganti volute e altri elementi architettonici propri del nuovo stile barocco che stava per affermarsi.
Il tempio, danneggiato dai bombardamenti dell'ultima guerra, sottratto al culto, saccheggiato, adibito a magazzino ed infine oggetto, per lustri, di colpevole incuria, necessita di urgenti iniziative di recupero e di restauri atti a bloccare il lento disfacimento di tanta ricchezza culturale.
L'interno è tripartito in navate tramite archi a tutto sesto retti
da sobrie colonne che poggiano su alti, inconsueti, basamenti.
da sobrie colonne che poggiano su alti, inconsueti, basamenti.
Il presbiterio, di forma quadrangolare, presenta, al pari
della navata centrale, volta a botte movimentata da vele.
della navata centrale, volta a botte movimentata da vele.
La volta della navata centrale offre questo affresco settecentesco, ben conservato, con i Santi Sebastiano (a sinistra), Rosalia (a destra) e Rocco (al centro) che, al cospetto di Dio e della Vergine (in alto nell'immagine) rispondono alle invocazioni dei palermitani perorando la fine alla peste che flagellava la città.
L'altare maggiore decorato con tarsie di marmi policromi. Sulla parete l'affresco, dai colori sbiaditi, in cui si intuisce la figura di Gesù. Le architetture con effetto tridimensionale del presbiterio si possono collocare a metà '700.
Presbiterio: quadrone, del famoso pittore palermitano Vito D'Anna
(*1718- +1769) con Sansone che distrugge le colonne che
sostenevano il Tempio.
Presbiterio: quadrone di Vito D'Anna che racconta
l'episodio di Mosè e del serpente di bronzo.
l'episodio di Mosè e del serpente di bronzo.
Affresco sulla volta del presbiterio.
Sulla crociera è posta questa splendida cupola ottagonale.
Nei quattro pennacchi sono riconoscibili gli Evangelisti,
dipinti da Olivio Sozzi (*1690- +1765).
L'ala destra del transetto con i pochi
affreschi sfuggiti all'incuria.
affreschi sfuggiti all'incuria.
L'ala sinistra del Transetto presenta la volta a botte affrescata e raccordata alle pareti dal cornicione a linee spezzate che percorre, senza soluzione di continuità, il Cappellone, il Transetto e la Nave centrale.
Residuo affresco del transetto Sx.
Particolare della navata di sinistra con tre altari murali.
Ecce Homo esposto nella nicchia del secondo altare di sinistra. Gli altari erano abbelliti da preziose cornici con elementi vegetali e frutti (in gran parte distrutte da umidità e incuria) realizzate dal grande maestro stuccatore Giacomo Serpotta (*1656- +1732).
Particolare che rivela, oltre gli affreschi settecenteschi, negli otto spazi in cui è stata ripartita la volta della cupola, la distruttiva presenza di tracce di umidità. Nell'immagine, in basso: San Sebastiano riceve la corona della gloria dal Padre Eterno.
La parte della chiesa rivolta verso l'ingresso.
La parete della controfacciata, sopra l'ingresso, accoglie questo splendido affresco con San Sebastiano morente di Olivio Sozzi (*1690- +1765). Sozzi era suocero di Vito D'Anna, pittore precursore del gusto rococò palermitano, qui presente con i due quadroni del presbiterio.
Particolare: Scudo con San Sebastiano incorniciato da volute che avvolgono due busti ed un volto alato.
conducono alla Confraternita di San Sebastiano.
Sui prospetti laterali, nel tempo, sono stati addossati edifici di civile abitazione che li occultano alla vista, tranne un breve tratto del lato destro in cui si apre un gradevole portale che mantiene gli elementi stilistici e decorativi degli altri tre della facciata principale.
In alto è visibile la loggetta campanaria.
A pochi passi dal Tempio dedicato a San Sebastiano è possibile ammirare lo stile gotico-catalano della Chesa di Santa Maria la Nova.
Leo Sinzi
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