SANTUARIO DI SANTA ROSALIA PATRONA DI PALERMO.
Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 30.3.2011.

L'effige lignea di Santa Rosalia con il Crocifisso
ed il teschio che sono simboli del suo percorso.

Lapide posta sulla facciata del Santuario.
- L'apertura della Grotta protetta da una
cancellata in ferro collocata nel XVIII Sec..
Una lapide marmorea ricorda
la visita al Santuario del grande poeta e
romanziere tedesco Goethe.Nelle numerose
bacheche sono esposti gli ex voto dei fedeli.
Teca con la statua di Santa Rosalia in
contemplazione (1625), opera dello scultore fiorentino
Gregorio Tedeschi. Oggetto di grande venerazione
da parte dei Fedeli.

L'altare della Santa.

Splendido bassorilievo sulla parete destra della grotta:
"Incoronazione di Santa Rosalia" (1636) di Nunzio La Mattina.
L'Immacolata (opera dello scultore Giuseppe Albino
realizzata nel 1656) in una nicchia naturale della roccia.
Il sacro luogo vanta anche una apparizione mariana: Girolama La Gattuta, nel lontano 15 ottobre 1623, fu ricoverata nell'Ospedale Grande e Nuovo (oggi Palazzo Sclafani di Piazza della Vittoria), in gravissime condizioni. Prossima ad esalare l'ultimo respiro, vide avvicinarsi una giovinetta bionda, vestita da suora che, oltre a recarle conforto con un po' d'acqua sulle labbra secche, le sussurrò: "Non dubitare che sei salva, fai voto di andare a Monte Pellegrino". Era Santa Rosalia. Tre giorni appresso, Girolama ormai guarita, tornò nel paesello natio di Ciminna dimenticando di sciogliere il voto. Nel maggio dell'anno successivo - imperversava già la peste -, la popolana, ammalatasi nuovamente di malaria e sentendo la morte vicina, volle ottemperare all'impegno con quella suora; si recò sul Monte ove, dopo essersi dissetata con l'acqua che scendeva dalle pareti di roccia, avvertì in tutto il corpo un benefico torpore. Mentre riposava, serena, le apparve la Santa Vergine che le preannunciò l'imminente guarigione. In un angolo della grotta una fanciulla ricoperta di un poverissimo sacco di juta era immersa nella preghiera; ad un tratto le disse: "qui troverai un tesoro". La Gattuta convinse le Autorità a fare scavare in quel punto: lì vennero rinvenute delle ossa di giovane donna. Qualche mese dopo, il saponaio Vincenzo Bonello, a caccia in quelle alture, ebbe la visione della Santa, che indicò quei resti come propri ed invitò le Alte Gerarchie ecclesiastiche a portarle in processione nelle vie della martoriata città per debellare la peste. Così il morbo fu vinto.

L'Altare maggiore con la Statua dell'Immacolata.
La teca con la Santa ed il relativo altare protetti
da un baldacchino in pietra nobile, metallo lavorato
e marmi mischi dono del Senato di Palermo (1683).
Artistico Tabernacolo sormontato dall'aquila
palermitana che regge una statuetta in argento della Santa.
Ai lati delle colonnine deliziosi angeli marmorei.

"San Atanasio", opera dello scultore
Giuseppe De Martino (1743).
La nicchia presenta decorazioni in marmi mischi.
Albero genealogico che ricorda la discendenza
della Santa dai Re normanni.

Addossati alle colonne tortili centrali
due magnifici angeli con acquasantiere (1653).

Secondo Angelo con acquasantiera.
-Una fontanella sopra il pozzo che raccoglie l'acqua
che sgorga dalla grotta.
-Statua lignea di Rosalia, dello scultore gardenese
Giuseppe Stuflesser (contemporaneo).

Vestibolo barocco a tre arcate (Sec XVII).
Le colonne tortili sono in alabastro.

La volta a crociera del vestibolo ricca di affreschi.
Gli affreschi rappresentano scene della vita di Santa Rosalia.
Il vestibolo d'ingresso con le colonne tortili
e l'atrio con l'artistico pavimento di ciottoli
policromi composti in disegni geometrici.
Volta affrescata della Sacrestia
Un armadio di legno pregiato, arricchito da preziosi intagli,
arreda la Sacrestia.

Atrio a cielo aperto.

Entrati nella grotta, nella roccia in alto a sinistra,
si può ammirare la testa della Santa in ceramica
che indica il punto, secondo vulgata, dell'apparizione
al cacciatore. Una rete di grossolane grondaie in lamiera
avvolge la volta convogliando il gocciolio delle acque.
Altare punico rinvenuto nel 1977.
La grtta, in epoca punica, ospitò gli altari eretti in onore della
Dea della fertilità: Tanit, consorte del Dio Baal. Ancora oggi, culti
diversi dal cristiano convergono in quegli spazi: alcuni Tamil dello Sri Lanka, insediatesi a Palermo, vi si recano in pellegrinaggio per pregare la Dea della reincarnazione che in alcuni tratti iconografici viene identificata con Rosalia.

Lapide commemorativa di Re Ferdinando
e della Regina Carolina in visita alla Grotta (1800).
Un Crocifisso ligneo di mirabile fattura
accoglie i visitatori appena varcata la soglia.

Lapide commemorativa di Carlo III
che volle un manto d'oro per la statua della Santa.(1748).
Grotta con la statua di San Benedetto il Moro.
San Benedetto il Moro Con il Bambinello ed Angeli.
La Stupenda facciata barocca del Santuario.

Il raffinato Portale.
Dipinto con Rosalia che appare a Vincenzo Bonello.

Stemma di Palermo sulla facciata.
Edicola barocca.
- La settecentesca statua di Santa Rosalia
domina la facciata del Santuario.
- Palermo annualmente celebra due feste
in onore della Patrona: "il Festino" il 15 luglio
(in cui i momenti religiosi si alternano a quelli ludici)
ed il 4 settembre con
"l'acchianata" alla Grotta e la
partecipazione alla Messa celebrata dal Cardinale.

La torre dell'orologio nonchè campanile.

Pio rifugio orfanelli Santa Rosalia -
Opera Don Orione.

Dal sagrato è visibile uno scorcio di Sferracavallo e l'Isola delle Femmine.

L'imponente scalone che conduce al Santuario.
La Chiesa vista dalla sottostante piazzetta.

La piazzetta ricca di bancarelle di souvenir e locali di ristorazione.

Panorama offerto da uno dei tornanti della strada per la vetta.
Mondello visto da Monte Pellegrino.

La strada per il Santuario offre la visione a tutto tondo della città.

La "timpa" del Pellegrino che ospita la grotta della Santuzza.
Leo Sinzi
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