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giovedì 6 giugno 2019

CHIESA DI SANTA TERESA ALLA KALSA





Splendido esempio di barocco palermitano, la Chiesa di Santa Teresa si deve alla maestria dell'architetto Giacomo Amato. Realizzata tra il 1686 ed il 1706, rivolge il suo prospetto principale verso il mare del Foro Italico. Sul portale principale si può ammirare una "Sacra Famiglia" di Cristoforo Milanti, risalente al XVIII sec.. 



"Sacra Famiglia" di Cristoforo Milanti (XVIII Sec.)





Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 12.7.2010.









Portale sul prospetto laterale sinistro.
In origine faceva parte del complesso della demolita
Chiesa delle Raccomandate su Via Maqueda.




Particolare del portale delle "Raccomandate".



La Chiesa di Santa Teresa
vista dal sagrato di San Mattia.




La Chiesa di S. Teresa vista da Via dello Spasimo



INTERNO



I visitatori che, dopo avere ammirato l'esterno del tempio seicentesco e soprattutto la maestosa facciata barocca che domina Piazza Kalsa, accedono all'interno notano immediatamente che l'aula dedicata al culto, a navata unica, ha proporzioni inferiori a quelle che i volumi della struttura lascerebbero immaginare. Ma la sorpresa iniziale lascia ben presto posto alla meraviglia ed all'ammirazione per l'armonia, gli equilibri, la particolare luce, i colori, l'atmosfera che si presta al raccoglimento, l'inseguirsi di ornamenti, coretti, nicchie, stucchi, statue di santi, affreschi. Di notevole impatto cromatico le pregevoli tele d'epoca poste sugli altari addossati alle pareti laterali.
L'Architetto di tanta beltà fu Frate Giacomo Amato (1643-1732) dell'Ordine camilliano. La Chiesa fu ralizzata, tra il 1686 ed il 1806, per volere delle Carmelitane Scalze del vicino Convento (in seguito sede dell'Istituto delle Artigianelle).


Il catino dell'abside decorato con stucchi
di mano serpottiana.





L'altare maggiore impreziosito
da cornici dorate, pietre nobili ed artistici angioletti.
Le colonnine del Tabernacolo sono rivestite di ametiste.




La tela sull'altare, ispirata all'affermazione della divina
maternità
della Santa Vergine, è stata realizzata verso la
metà del '700 da Gaspare Serenario (1707-1759).




Nicchia dell'abside con la Santa titolare della Chiesa.
Autore: Giacomo Serpotta (1656-1732) che, con la
collaborazione del fratello Giuseppe e del figlio Procopio,
relizzò anche la statua di Sant'Anna e gli altri ornamenti in stucco.




Sant'Anna del Serpotta




Dipinto di Antonio Grano con la
rappresentazione di un simbolo eucaristico:

"La profanazione del sacrificio"
(Il figlio di Eli prende la carne oggetto
del sacrificio suscitando le ire del sacerdote).




Antonio Grano (1660-1718):
La pia Rut raccoglie le spighe,
simbolo eucaristico.




Alla sinistra dell'abside, l'affresco di Antonio Grano
recante l'episodio biblico della vedova di Zarepta di Sidone
che dona un pane (simbolo eucaristico) al Profeta Elia,
nonchè pregevoli stucchi serpottiani.




Antonio Grano:
l'uva, simbolo eucaristico.




"Sacra Famiglia con Gioacchino ed
Anna benedetti dall'Eterno"(1720)

 tela di Giovanni Odasi (1663-1731).





Mirabile realizzazione scultorea del 1781
di
Ignazio Marabitti (1719-1797):
Crocifisso ligneo; ai suoi piedi la Vergine,
la Maddalena e San Giovanni; in alto il Padre.




Sebastiano Conca (1680-1764):
Madonna del Carmine con i domenicani
San Giovanni della Croce e San Simone Stock che riceve lo scapolare.




"Estasi di Santa Teresa"(1722), tela del pittore
fiammingo Guglielmo Borremans (1672-1744).
Il dardo fiammeggiante rappresenta il dolore
della Santa che rivive la passione di Cristo.




La balaustra in legno della Cantoria di Sx
con intarsi dorati ed applicazioni in stucco.




Il Fercolo che, per tradizione, viene
portato in processione dai fedeli
la domenica successiva al 16 luglio
( giornata
di celebrazione della Madonna del Carmelo).





Crocifisso ligneo settecentesco
realizzato dal Cappuccino Benedetto Valenza.





Statua della titolare della Chiesa.
Nel libro capovolto si legge il motto
di Santa Teresa d'Avila: AUT PATI AUT MORI.



Nicchia con il Bambinello di Praga
ed acquasantiera.




Mosaico decorativo dietro l'inginocchiatoio.



Particolare del simulacro di Santa Teresa di Lisieux, vergine e dottore della Chiesa.





Il Coro, sopra l'ingresso, sotenuto da archi
decorati e da otto colonne marmoree.




La Madonna del Carmelo
nella nicchia musiva in oro.




Il pavimento progettato
da Giacomo Amato (1643-1732)

e realizzato con tarsie marmoree policrome.




Particolare del pavimento dell'entrata.




Leo Sinzi G.C.


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