Da ex studente universitario (molto ex) ritengo che, a parte gli Iscritti ad Agraria, siano ben pochi i frequentatori delle aule ed uffici dell'Ateneo di Viale delle Scienze che abbiano potuto ammirare la Fossa della Garofala all'interno del Parco d'Orléans. Questa opportunità è stata colta da un gruppo di entusiasti cittadini, tra cui chi scrive, in occasione della manifestazione "Le vie dei tesori" promossa dall' Università di Palermo.
Le notizie a corredo delle foto sono state in buona parte fornite da una gentile guida ed altresì attinte dai pannelli informativi strategicamente collocati lungo il percorso.
Le notizie a corredo delle foto sono state in buona parte fornite da una gentile guida ed altresì attinte dai pannelli informativi strategicamente collocati lungo il percorso.
L'antica fontana accoglie i visitatori all'ingresso
della Cittadella Universitaria - Facoltà di Agraria.
della Cittadella Universitaria - Facoltà di Agraria.
Pannello curato dall'Università degli Studi di Palermo
che fornisce ai visitatori notizie storico-documentali
sul Parco degli Orléans.
che fornisce ai visitatori notizie storico-documentali
sul Parco degli Orléans.
Dal pannello, piazzato a fianco dell'obelisco, apprendiamo che esso: è poggiato su un basamento circolare a tre gradoni in calcarenite, è sormontato da un vaso in pietra di Billiemi. L'intero impianto è carico di simbologie alchemiche massoniche, quali il basamento circolare, la colonna, il braciere, la strada sinuosa.
Ceppo con lapide marmorea, risalente al tempo
di Luigi Filippo d'Orléans, in cui si legge:
"L'angolo di terra compreso tra queste lapidi
ed il muro è libero di cenzo e di qualunque
altro peso -1813".
di Luigi Filippo d'Orléans, in cui si legge:
"L'angolo di terra compreso tra queste lapidi
ed il muro è libero di cenzo e di qualunque
altro peso -1813".
La panchina a doppia seduta dalla quale si godeva la visione
della Fossa con i suoi campi e la lussureggiante vegetazione.
della Fossa con i suoi campi e la lussureggiante vegetazione.
La Fossa della Garofala oggi è sede dei campi sperimentali della Facoltà di Agraria.
Il nome nasce da Onorio Garofalo, primo proprietario documentato (fine'400).
Nel 1950, l'Università di Palermo acquista 40 ettari di quelle terre già appartenute, dal 1809 al 1814, a Luigi Filippo D'Orlèans, Re di Francia (dal 1830 al 1848) con il nome di Luigi Filippo I. Questi nel 1809 viene a Palermo per sposare la Principessa Maria Amelia, figlia di Ferdinando III di Borbone, Re di Sicilia dal 1759 al 1816.
Il nome nasce da Onorio Garofalo, primo proprietario documentato (fine'400).
Nel 1950, l'Università di Palermo acquista 40 ettari di quelle terre già appartenute, dal 1809 al 1814, a Luigi Filippo D'Orlèans, Re di Francia (dal 1830 al 1848) con il nome di Luigi Filippo I. Questi nel 1809 viene a Palermo per sposare la Principessa Maria Amelia, figlia di Ferdinando III di Borbone, Re di Sicilia dal 1759 al 1816.
Filare di washinghtonie sul costone
che sovrasta la Fossa della Garofala.
In primo piano un enorme pino d'Aleppo.
che sovrasta la Fossa della Garofala.
In primo piano un enorme pino d'Aleppo.
Antica scala realizzata assemblando
conci di calcarenite.
conci di calcarenite.
Gibbiuni: pozzetto di adduzione.
Strada sterrata interna alla Fossa.
Alcuni campi sperimentali.
Tratto di bancata calcarenitica del Kemonia (fiume del maltempo)
che qui scorreva partendo dalla Sorgente del Gabriele. Le sue sponde
furono trasformate prima dai Fenici e poi dai Romani in grandi cave
a cielo aperto.
che qui scorreva partendo dalla Sorgente del Gabriele. Le sue sponde
furono trasformate prima dai Fenici e poi dai Romani in grandi cave
a cielo aperto.
Pannello curato dall'Università degli Studi di Palermo
con notizie sulla storia e geologia del territorio del Parco.
con notizie sulla storia e geologia del territorio del Parco.
Grotta ricavata nella calcarenite.
Nel pannello leggiamo:"La calcarenite è un deposito tipico di ambienti marini poco profondi o costieri che testimonia la presenza del mare nella zona in epoche geologiche recenti."
Altra immagine della Fossa della Garofala.
L'antico Borgo Agricolo.
La loggetta che conteneva una campanella con cui
si chiamavano a raccolta i contadini.
si chiamavano a raccolta i contadini.
Altra immagine del Borgo.
Vegetazione del Parco.
I visitatori attraversano un passaggio stretto
da una folta e variegata vegetazione.
da una folta e variegata vegetazione.
Visitatori sostano in quello che fu il letto del Kemonia.
Macchia mediterranea e piante esotiche
fanno da contorno alle sculture naturali.
fanno da contorno alle sculture naturali.
Grotta
Strati di calcarenite (impropriamente detta "tufo").
"La colorazione giallastra è dovuta alla presenza di ossidi di ferro".
"La colorazione giallastra è dovuta alla presenza di ossidi di ferro".
Particolare
Galleria nella roccia.
Un gazebo in ghisa (fine ottocento) protegge
la grande vasca di raccolta.
la grande vasca di raccolta.
Viottolo che conduce alla Gebbia.
Pannello curato dall'Università degli Studi di Palermo
che illustra il "Sistema irriguo tradizionale".
che illustra il "Sistema irriguo tradizionale".
Una fila di risittaculi e la gebbia in alto.
"Risittaculu: pozzetto che riceve l'acqua dalla gebbia
attraverso la saia o i catusi e la cede costringendola
nei cannelli tarati".
attraverso la saia o i catusi e la cede costringendola
nei cannelli tarati".
Gebbia e sottostante Gibbiuni.
Nel cartello illustrativo si legge: " Gebbia, dall'arabo gabiyah o jabia (cisterna) è una vasca a pianta quadrata o rettangolare con mura in conci di calcarenite, internamente impermeabilizzati con malta di calce e polveri d'argilla e fondo rivestito con mattoni invetriati. Al centro si eleva un frangionde (pipituni) a sezione quadrata."
Il percorso si chiude in un boschetto di querce.
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Leo Sinzi (zio-silen)
Riproduzione riservata
AVVERTENZE: Gli scritti di questo Blog contengono informazioni che, ferma restando la buona fede dell'autore,
potrebbero presentare qualche inesattezza. L'autore pertanto non si assume alcuna responsabilità per eventuali
errori riscontrabili nei post ed inoltre si riserva il diritto di aggiornare, modificare e cancellare i contenuti
del Blog senza preavviso.
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