Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 11/4/2011.
Innumerevoli volte, transitando dalle parti di Piazza della Vittoria, sono stato incuriosito dalla scritta "Cappella della Soledad" che campeggia a fianco del ferreo cancelletto di quella che nel mio immaginario appariva come un'impenetrabile fortificazione, protetta da un'alta cancellata sul fronte del cortile-sagrato e dagli edifici che ospitano Questura e Forze Armate sui lati.
Stamane, approfittando della benemerita iniziativa denominata "La Scuola adotta la Città", ho potuto visitare "il fortino". Un giovane cicerone dall'eloquio forbito mi ha reso edotto di particolari su la storia e le opere d'arte del minuscolo edificio di culto che volentieri riverso in forma didascalica a corredo delle immagini di questo post.
La Cappella in origine faceva parte della cinquecentesca Chiesa di San Demetrio, scomparsa sotto i bombardamenti dell'ultima guerra.
dall'Architetto del Senato palermitano Paolo Amato (1634-1714).
della Madonna della Soledad dal caratteristico vestito di stoffa.
Autore degli stucchi (1679) fu Andrea Surfarello
contemporaneo dei Serpotta.
Bassorilievo marmoreo incastonato sul prospetto laterale.
Leo Sinzi
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