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martedì 31 marzo 2020

Chiesa dell'Angelo custode


Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 30.11.2017.

- La fedele macchinetta analogica in tasca, percorro Via Matteo Bonello; all'angolo con Via dei Carrettieri mi appaiono, oltre un decadente muro, le linee essenziali del tempio che, con andamento ascendente, si inerpicano verso il cielo al seguito di  due flessuose e speculari rampe di scale. Nel mio immaginario si materializzano gli Staffieri della omonima Confraternita commissionaria dell'edificio di culto che, nelle loro sgargianti livree,  partecipano alla prima funzione religiosa. Era il 28 Luglio 1701. 
Entro. L'immagine che si compone sotto i miei occhi lascia senza fiato (e non mi riferisco alla leggiadra fanciulla che espleta le funzioni di guida nell'ambito dell'iniziativa culturale "Le Vie dei Tesori): è tutto un rincorrersi di preziosi altari (cinque: taluno ligneo con effetto marmoreo), stucchi in stile post-barocco, dipinti settecenteschi. Sopra l'ingresso, una originale cantoria lignea di colore verde brillante esibisce intagli in stile neoclassico giustapposti ad altri rococò. L'aula, a navata unica, accoglie, tra l'altro, uno stupendo crocifisso di legno e cartapesta. La pala dell'altare maggiore reca un Angelo custode dalle mirabili fattezze.


La Chiesa del Santo Angelo Custode, conosciuta anche come Oratorio degli Angeli custodi, è protetta da un alto muro coronato da balaustra, al centro della quale si leva una edicola con nicchia che accoglie il simulacro, in stucco, del santo titolare. Dal sagrato si diparte l'elegante scala curvilinea a rampe contrapposte. Un portale di gusto palesemente barocco anticipa un breve andito che, presumibilmente, conduce alla cripta seminterrata.


Aula a navata unica con cappellone centrale e cappelle laterali.

SX: Decori rococò dell'abside. DX: Pala dell'altare maggiore con "L'Angelo Custode"



Retrofacciata, cantoria e due dei quattro altari parietali.

La cantoria viene illuminata da un oculo aperto sulla facciata. Ai lati di esso si possono ammirare due angiolini alle prese con realistici drappeggi in stucco. Due colonne con capitello dorico assicurano adeguato sostegno alla struttura.



SX: L'Angelo libera San Pietro dai ceppi. DX Sant'agata in prigione viene visitata dall'angelo.
L'addobbo parietale è ricco di stucchi, tra i quali spiccano due tondi con San Pietro e San Paolo.



SX. "San Michele Arcangelo" (sec. XVIII) di autore ignoto. DX: Crocifisso ligneo. Sotto: teca con statua del Cristo morto.
























 SX: La Madonna degli staffieri appare in sogno. Dipinto attribuito a Gioacchino Martorana (* 1736  + 1779).  DX: Altare di Sant'Ignazio di Loyola.


Crocifisso ligneo su fondo dipinto con i tre personaggi che vegliarono Gesù sul Golgota: la Madonna, Maddalena e Giovanni.






SX: Mater dolorosa; DX: Arcangelo Raffaele, protettore di viandanti e medici, qui con il compagno di viaggio, il piccolo Tobiolo, affidatogli dal padre per proteggerlo dal male.



  Leo Sinzi 



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