L'Oratorio della Congregazione delle Dame del Giardinello al Ponticello si trova in via Ponticello 41, in posizione mediana tra la Chiesa di Santa Maria delle Grazie - Santuario di N. S. di Lourdes e la Chiesa del Gesù, intesa "Casa Professa". L'origine dell'edificio - incerta - viene collocata tra la fine del '500 e l'inizio del '600, al tempo della nascita della Congregazione titolata a Maria Santissima dell'Aspettazione del Parto, costituitasi tra nobili Dame per assistere con preghiere ed elargizioni di beni materiali le partorienti indigenti del Rione Albergheria. Le Consorelle, secondo tradizione, a Natale e Pasqua, realizzavano con le loro mani e donavano alle giovani incinte abitini per neonati. Le Dame si riunivano tutti i venerdì per la missione di carità, ed inoltre una volta al mese per le meditazioni e l'orazione della buona morte. Collettivamente si dedicavano, altresì, con l'assistenza di una guida spirituale - solitamente gesuita - ai pii esercizi per le Novene natalizie e le Quaresime. L'attività meritoria delle congregate continua tutt'oggi nei confronti di ragazze, anche immigrate, che versano in gravissime condizioni economiche.
La foto mostra il Portale barocco di pietra tratta dalle cave del vicino Monte Billiemi. Dall'architrave emerge il monogramma mariano in elaborata cornice.
Le aristocratiche Dame, come accennato sopra, una volta al mese varcavano tale portale per meditare sulla vita oltre la vita. Lo scrivente, non essendo riuscito a reperire elementi sui rituali adottati, nei secoli, dalle Consorelle, ritiene (sperando di non prendere una cantonata) che - in via analogica - il lettore possa farsi un'idea dagli insegnamenti di Don Bosco (*1815 +1888) che ai suoi discepoli predicava:
«Tutta la nostra vita, o miei cari giovanetti,
dev'essere una preparazione a fare una buona morte. Per conseguire
questo fine importantissimo giova assai praticare il cosiddetto Esercizio della buona morte,
il quale consiste nel disporre in un giorno di ogni mese tutti i nostri
affari spirituali e temporali, come se di lì a poco dovessimo realmente
morire.
Il modo pratico di fare tale Esercizio è il seguente:
Il modo pratico di fare tale Esercizio è il seguente:
- Fissare per esso un giorno del mese: l’ultimo giorno di ogni mese;
- fare fin dal giorno o dalla sera precedente
qualche riflessione sulla morte, che forse è vicina e potrebbe anche
sopraggiungere all'improvviso;
- pensare come si è passato il mese
antecedente, e soprattutto se vi è qualche cosa che turbi la coscienza e
lasci inquieta l'anima sulla sorte a cui andrebbe incontro se allora
dovesse presentarsi al tribunale di Dio; e al domani fare una Confessione
e Comunione, come se si fosse veramente in punto di morte.
- Siccome poi potrebbe anche succedere che
doveste morire di morte subitanea, o per una disgrazia malattia che
non vi lasciasse il tempo di chiamare un prete e di ricevere i Santi
Sacramenti,
così vi esorto a far sovente durante la vita, anche fuori
della Confessione, atti di dolore perfetto dei peccati commessi ed atti
di perfetto amor di Dio, perché un solo di tali atti, congiunto al
desiderio di confessarsi, può bastare in ogni tempo, e specialmente
negli estremi momenti, a cancellare qualsiasi peccato e aprirci il
Paradiso.
- Vi esorto pure a fare di quando in
quando il proposito d'accettare, per amor di Dio, dalle, sue sante mani,
qualsiasi genere di morte gli piacerà mandarvi, con tutte le sue
angosce, pene e dolori».
L'andito, con volta a crociera, che dall'androne conduce al "giardinello" (a sinistra) ed ai locali di riunione delle Consorelle (a destra). Sulla parete di fondo è posizionato un pregevole stallo intagliato.
Particolarmente curate le architetture pittoriche a trompe l'oeil (effetto tridimensionale) del presbiterio.
Tra le colonne, rese con maestria, sono le figure di San Pietro (SX) e San Paolo (DX).
Una meravigliosa cornice di epoca barocca accoglie la tela con "Maria SS. Madonna del Parto" (anonimo siciliano del settecento). La corona in rilievo sul capo della Vergine costituisce segno devozionale di momento posteriore. La Madonna del Parto si festeggia il 18 Dicembre.
Curiosità: 1) le piastrelle maiolicate, ai piedi del paliotto mirabilmente ricamato, mostrano l'immagine del "Ponticello" (richiamato nella denominazione dell'Oratorio) sotto il quale scorreva il Kemonia o fiume del maltempo o Cannizzaro (dall'arabo "haindrizzar" "fonte stretto"
perchè nasceva da luogo angusto nei pressi di Monreale); 2) sul lato destro dell'altare si nota uno scorcio di pavimento maiolicato: in realtà dipinto sulla parete con stile trompe l'oeil; 3) sul piano d'appoggio dell'altare è un canestro con vestitini rosa ed azzurri per neonati, a ricordare il tradizionale impegno.
La parete opposta al presbiterio presenta al centro - tra le due porticine che immettono alla sala riunioni - il prezioso stallo ligneo a tre sedute che accoglieva la Superiora e le Congiunte, nonché un tavolo d'epoca.
"Ultima Cena" nella parete sopra lo stallo delle tre Reggenti.
Le foto di Leo Sinzi mostrano alcuni particolari degli artistici intagli e intarsi dello Stallo e del tavolo su cui poggia un pregevole Crocifisso settecentesco.
Antonio Grano, fu uno dei pittori più attivi in Sicilia nei decenni a cavallo tra i secoli XVII e XVIII. Ricordiamo sue opere in alcune chiese di Palermo e provincia: Casa Professa (1678-1687-1690);
Martorana (1685); Cappella del Crocifisso del duomo di Monreale (1692); Santa Maria Valverde (1696); Gancia - santa Maria degli Angeli; Santa Chiara (fine seicento);Convento della Pietà (1712), Oratorio di Santa Caterina d'Alessandria (1718).
Il "Giardinello" visto dall'Oratorio.
Nella foto sono visibili le maioliche ottocentesche del Giardinello.
Leo Sinzi
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