mercoledì 12 giugno 2019

Panormos: Paleapolis, Neapolis e loro cinte murarie



Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 25.10.2012.


Stamattina, invogliato dalla temperatura mite e da un cielo grigio-fumo, decido di tornare podisticamente al V secolo a.C., e di percorrere a passo sostenuto il perimetro, ormai ideale, di quelle che furono le mura puniche.

L'imponente opera già nel VII Sec. a. C. fu eretta per proteggere l'originario nucleo fenicio (Paleapoli - Città antica) di quello che i Greci, nell'VIII Sec. a. C., chiamarono Panormos (Tutto Porto). La Paleapoli sorgeva nella parte più elevata (lato monte) della piattaforma calcarenitica sita tra i fiumi Kemonia e Papireto. Essa si innalzava progressivamente sino a raggiungere i trenta metri ca. sul livello del mare.
Autori delle possenti strutture  furono i colonizzatori, di cultura fenicia, provenienti da Cartagine, aiutati di buon grado dalla popolazione indigena (Siculi) e di altre etnie, dedite al commercio, parimenti approdate in quell'area; ciò al fine di creare una barriera difensiva attorno alla città.
Alcuni studiosi collocano la Paleapoli  in una zona corrispondente, approssimativamente, a quella che oggi insiste tra Via del Bastione, il Palazzo Reale, Piazza della Vittoria, il Complesso Militare San Giacomo e L'Arcivescovado.

  Via del Bastione




 Sotto la sala Duca di Montalto, all'interno del Palazzo Reale,
 sono stati ritrovate copiose vestigia di mura ed altre strutture
 difensive di epoca punica.




  Nell'angolo nord-est di Villa Bonanno, a Piazza della Vittoria,
 sono visibili i resti delle mura che, secondo l'uso di quelle
 popolazioni, dividevano la Paleapoli dalla Neapoli.



In Corso Alberto Amedeo, all'ombra di uno degli edifici che fanno parte del Quartiere Militare di San Giacomo o degli Spagnoli (attuale sede del Comando Legione Carabinieri Sicilia), è possibile ammirare un breve tratto di quella che fu la cinta muraria punica.
Le Mura in immagine correvano lungo il Fiume Papireto (oggi interrato) al fine di  proteggere a settentrione l'agglomerato urbano. Furono realizzati in conci di calcarenite, materiale proveniente dalla sponde del vicino Kemonia. Perfettamente assemblati, resistettero per secoli ai tentativi di invasione.


Resti di antiche strutture urbane,  protetti da ampie vetrate su
 intelaiature metalliche, sono visibili all'interno
 del cortile dell'Arcivescovado.


 
Vestigia di epoca punica all'interno del Museo Diocesano di Via Matteo Bonello.

La Neapoli - che occupava la zona orientale (più vicina al mare) della suddetta piattaforma, invece si può virtualmente iscrivere all'interno di un rettangolo dai lati scomposti che ai tempi nostri corrisponde, suppergiù, al seguente tracciato: Vicolo dei Pellegrini, Piazza Peranni,  Via Gioemi, Via Sant'Isidoro, Discesa dei Candelai, Piazza Venezia, Salita Sant'Antonio, Via degli Schioppettieri, Piazza Bellini, Via dell'Università,  Via Rua Formaggi, Via dei Biscottari, Piazza Vittoria.


Vicolo dei Pellegrini (breve tratto della "Via Francigena" che in origine partiva dalla Francia ( da quì il nome) per arrivare nei massimi luoghi sacri del cristianesimo: Gerusalemme, Roma e Santiago de Compostela.



 Piazza Peranni al Papireto ( sul margine destro la cupola della Cattedrale).



 Via Gioemi ( da Piazza Peranni a via Sant'Isidoro)



 Via Sant'isidoro (da via Gioemi a Discesa dei Candelai).



  Discesa dei Candelai
 (da Via Sant'Isidoro all'incrocio con Via Maqueda).



 Resti di antiche mura su Via dei Candelai.



 Via Venezia


 Salita Sant'Antonio



 Poderose mura puniche inglobate nella base del Convento
 di Santa Caterina in Via degli Schioppettieri.


 Mura del V sec a. C. all'ombra della Cappella di San Cataldo.


Particolare delle mura puniche di Piazza Bellini (lato Maqueda)
 solitamente nascoste alla vista da una folta siepe.


 
Via dell'Università



Vestigia di epoca punica  alla base del muro di sostegno
 del cortile del Complesso di Santa Chiara (lato Rua Formaggi).


 Il teatro del Centro Santa Chiara come si presenta
 al visitatore in seguito agli scavi archeologici.


Le mura difensive venivano costruite sulle rive dei fiumi Papireto e Kemonia. Quindi in posizione dimessa rispetto al piano viario cittadino. Ciò rendeva necessaria una notevole elevazione delle strutture che si presentavano imponenti.


Reperto archeologico in Santa Chiara.



Arco ricavato nelle mura (Centro Santa Chiara).



Via dei Biscottari



Piazza della Vittoria vista da Via dei Biscottari.
 

Dopo circa un'ora dal primo passo mosso dal Piano antistante il Palazzo Reale, mi ritrovo al punto di partenza a fantasticare di Fenici, Greci, Cartaginesi, Siculi e tante altre popolazioni che vivevano all'interno di quelle mura. E li vedo entrare ed uscire dalla Città attraverso le quattro porte principali che, fatti salvi gli scherzi della memoria, erano:

-Quella aperta nei pressi dell'attuale Chiesa di Sant'antonio Abate in Via Roma, corrispondente alla Porta di Mare (Bab-Al-Bahr) del tempo dei dominatori arabi;

-La Porta di Sud-Ovest  presso la quale gli arabi, tra l'827 ed il 1027, realizzarono la Bab- Al-Abna. In quel luogo, nel 1620, sarebbe stata costruita la Porta Di Castro. Tale varco nel VII Sec a. C. già consentiva l'accesso alla vasta Necropoli che si estendeva nell'area oggi delimitata da Piazza Indipendenza, a valle e dalla Fossa dei Danisinni (sorgente del fiume Papireto), Via Pindemonte e Via Cuba a monte;

-Quella rivolta verso Nord, allocata all'incirca là dove c'era la Porta Sant'agata alla Guilla (Bab-Al-Haggarin);

-La meridionale che si trovava nel luogo in cui le maestranze fatimite realizzarono la Bab-As-Sudan (Porta dei Negri) che, per la vulgata, nel tempo divenne Busuemi.

La breve passeggiata conferma a me stesso che la Panormos punica era raccolta in un'area calcarenitica di circa quaranta ettari: un piccolo gioiello urbanistico, incastonato nello sperone roccioso tra il Kemonia (fiume del maltempo) ed il Papireto, con i papiri che crescevano rigogliosi  lungo le sue sponde. Piccola città dunque, ma popolata di grandi uomini che con il loro genio, seppero creare opere pronte a sfidare i millenni. 



Accontento un gentile commentatore e fornisco in modo approssimativo il percorso da me compiuto lungo gli ipotetici camminamenti delle mura puniche del VII-V Sec. a.C..


Trascrivo i pregevoli contributi di due lettori:

Anonimo carmelo ha detto...

Chiarissimo nell'esposizione. Nell'ubicare le porte dell'antica Paleopoli, credo che Lei non abbia accennato alla porta che si trova nello  scantinato della sala Montalto a Palazzo reale di origine punica; questa porta permetteva l'uscita della città dal Castello. Bellissime le foto che ricostruiscono la cinta muraria della cittadina .Complimenti. 26.10.2012


Anonimo ha detto...Mi associo ai complimenti. Volevo aggiungere riguardo alla bab-al-bahr araba che erano presenti, a chiusura della porta, anche le torri Baych e Pherat e di quest'ultima so essere ancora rimasto il basamento alla base del campanile della chiesa di San Antonio Abate.







Leo Sinzi G.C.

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