L'Oratorio del Rosario di Santa Cita, unitamente all'Oratorio di San Lorenzo, rappresenta la massima espressione del genio artistico di Giacomo Serpotta. Nessuna foto può rendere l'emozione del visitatore che direttamente posa lo sguardo sulle figure che emergono dagli spazi parietali: grazie alla cura del maestro stuccatore palermitano per le espressioni, gli sguardi, i gesti, gli atteggiamenti, esse sembrano prendere vita, intessendo un fitto dialogo tra loro e con gli astanti.
Fu costruito nella seconda metà del Seicento. Committente: la Compagnia del Rosario, nata circa un secolo prima per dedicarsi all'assistenza dei bisognosi ed alla preghiera in remissione dei peccati. A realizzare l'addobbo decorativo, riccamente barocco, venne chiamato il grande Serpotta, che tra il 1685 ed il 1718 (gli ultimi due anni dedicati ai decori del presbiterio) diede vita ad un'opera che coniuga la bellezza terrena (spesso espressa secondo i canoni del nascente stile rococò) e l'umanità di putti e figure muliebri con i continui richiami al trascendente, a Cristo ed ai Misteri.
Durante i recenti lavori di restauro sono stati rinvenuti sulle pareti dell'Oratorio pregevoli disegni preparatori del Serpotta.
L'Oratorio è attiguo alla Chiesa di Santa Cita - San Mamiliano.
DX: Affresco settecentesco di Vincenzo Bongiovanni. - Assisa sull'Arco Trionfale la figura muliebre allegoria della "Fede".
La pala dell'altare neoclassico reca "La Madonna del Rosario" di Carlo Maratta o Maratti (*1625- +1713).
SX: In piedi sulla mensola, "Ester", figura che racconta (Libro di Ester) l'episodio biblico con protagonista la moglie del re persiano Assuero che, grazie all'incrollabile fede in Dio, salvò il popolo ebraico dal crudele generale Aman che ne aveva deciso il genocidio. - Nel teatrino prospettico: "Gesù nel Tempio".
DX: Sulla mensola, "Guditta", reinterpretata in abiti settecenteschi. Allegoria - dal Libro di Giuditta - del debole che con la Fede nel Signore prevale sul forte e malvagio (Oloferne, la cui testa decapitata giace ai piedi della donna). - Nel teatrino prospettico: "Crocifissione"
I MISTERI GLORIOSI E LA BATTAGLIA DI LEPANTO
SX: La "Battaglia di Lepanto" combattuta tra vascelli cristiani e turchi e vinta dai primi per intercessione della Santa Vergine. Simboleggia la vittoria della Fede.
DX: Nel riquadro in alto, rilievo con "Incoronazione della Santa Vergine Maria".
DX.a: "Gesù ascende in cielo quaranta giorni dopo la resurrezione".
DX.b: "La Pentecoste (discesa dello Spirito Santo, 50 giorni dopo la Pasqua, sulla Chiesa nascente in Gerusalemme).
I MISTERI GAUDIOSI
La figura allegorica a sinistra rappresenta " L'Accoglienza".
I putti sulle mensole sono effigiati nell'atto, giocoso, di imitare la scena rappresentata sotto di loro.
DX: Teatrino con "Presentazione di Gesù al Tempio".
I MISTERI DOLOROSI
"Flagellazione", "Imposizione della corona di spine",
"Ascesa al Calvario", "Crocifissione".
SX: L'altorilievo incorniciato dal "teatrino" racconta l'episodio di Gesù nell'Orto del Getsemani.
DX: "La flagellazione"
DX: "Teatrino" con "La Veronica che asciuga con il suo velo il volto di Gesù durante l'ascesa al Monte Calvario" ed, in chiusura, "la Crocifissione".
DX: Nella foto, il "Telamone" che sostiene uno dei capitelli ai lati degli ingressi. In basso è visibile un tratto dello panche in legno d'ebano ricche di artistici intarsi in madreperla. Tali sedili, durante le cerimonie, erano riservati ai Confrati.
il simbolo con cui Giacomo Serpotta solitamente firmava
le sue opere più importanti.
L'ANTIORATORIO
SX: Splendidi simulacri della Madonna del Rosario e di San Domenico. DX: Tela con Gesù che salva Pietro dalle acque.
SX: Affreschi neoclassici sulla volta (1782). I due angiolini al centro reggono lo stemma della Compagnia del Rosario.
DX: Affreschi con motivi vegetali ed animali sulla volta a specchio dell'antioratorio. Nel tondo: Sant'Agata.
di realizzazione degli affreschi.
L'ESTERNO
L'ingresso dell'Oratorio di Santa Zita ("Cita" in dialetto toscano), alquanto sobrio, non lascia immaginare al visitatore il fastoso apparato decorativo interno. Il progetto viene attribuito all'Architetto Nicolò Peralta attivo verso la metà del '700.
Sul timpano lo stemma della Compagnia
del Rosario su cui campeggia un tralcio di rose.
Lo scalone in marmo che conduce all'antioratorio reca questo affresco con la "Madonna del Rosario e Santi Domenicani".
SX: Loggetta aperta sul vano scala dalla quale si intravede l'affresco con la Madonna del Rosario.
DX: Loggiato risalente alla fine del cinquecentesco, a duplice ordine, con archi a pieno centro su colonne doriche. Dal giardino si può accedere all'attigua Chiesa di Santa Cita - San Mamiliano
SX: Portale in pietra di Giuseppe Giacalone (1686) affiancato dal busto marmoreo di Giacomo Serpotta (10 marzo 1656- 27 febbraio 1732), posto in ricorrenza del bicentenario della morte.
DX: Prospetto posteriore.
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Leo Sinzi (zio-silen)
Riproduzione riservata
AVVERTENZE: Gli scritti di questo Blog contengono informazioni che, ferma restando la buona fede dell'autore,
potrebbero presentare qualche inesattezza. L'autore pertanto non si assume alcuna responsabilità per eventuali
errori riscontrabili nei post ed inoltre si riserva il diritto di aggiornare, modificare e cancellare i contenuti
del Blog senza preavviso.
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