Sorto per volere dei re normanni, l'edificio avrebbe ospitato per breve tempo la futura madre di Federico II, Costanza d'Altavilla (la nobildonna badessa dell'originario convento delle Suore Basiliane sarebbe stata costretta per motivi politici a lasciare i voti e convolare a nozze). Progressivamente subì notevoli rimaneggiamenti fino ad approdare verso la fine del XVII Sec. al barocco ad opera dell'architetto Paolo Amato). La chiesa ha una inconsueta pianta ellittica spezzata da quattro profonde cappelle disposte a croce ed è sormontata da una cupola di pari forma. Al suo interno si possono ammirare pregevoli affreschi e decori realizzati con marmi mischi.
Vi si accede da Corso Vittorio Emanuele, quasi di fronte alla Biblioteca regionale.
Vi si accede da Corso Vittorio Emanuele, quasi di fronte alla Biblioteca regionale.
SX: Facciata realizzata nel primo settecento dal Frate domenicano Arch. Andrea Palma, discepolo di Paolo Amato.
DX: Particolare delle loggette dell'ultimo ordine.
L'aula vista dall'ingresso.
La volta dello scalone d'accesso venne affrescata, nel settecento, da un quarantaduenne Vito d'Anna con figure muliebri che secondo i più dovrebbero rappresentare le "Quattro Virtù cardinali" circondate di putti giocosi. (Qualche perplessità su tale interpretazione può nascere dagli inconsueti oggetti simbolo presenti nei dipinti).
SX: Miracolo di San Basilio in un affresco di Vito D'Anna realizzato sulla parete sinistra del vano scala.
DX: Secondo episodio della vita di San Basilio, rappresentato mentre predica al popolo, dipinto da V. D'Anna dirimpetto all'altro.
In uno dei 4 altari simmetricamente disposti lungo le pareti si può ammirare questo bel gruppo scultoreo con l'Arcangelo Michele, San Gaetano ed al centro Maria Maddalena, ai piedi del Crocifisso (Sec. XVII).
SX: Di fronte all'ingresso si apre un Cappellone squadrato coperto da cupola.
DX: Sulla volta del Cappellone gli affreschi del primo '700 del messinese Filippo Tancredi.
DX: Angeli realizzati in stucco sorreggono cartigli
con oggetti simbolici del culto cristiano.
I Resti degli affreschi settecenteschi con "San Basilio in Gloria" di Vito D'Anna, sulla volta della grande cupola di forma ellittica.
La Cappella a destra dell'ingresso accoglie l'altare maggiore.
SX: Pala d'altare con Incoronazione di Santa Rosalia (1725), l'opera si trovava nella Chiesa, titolata alla Santuzza, abbattuta per esigenze urbanistiche: prolungamento della Via Roma.
DX: Dipinto settecentesco di Giacinto Colandrucci raffigurante la Santa in abiti da monaca basiliana (prima di scegliere l'eremitaggio) che viene incoronata da due angiolini. Questa tela, che un tempo poteva essere ammirata presso il Monastero del SS. Salvatore, oggi è esposta nella sala dedicata del Museo Diocesano di Via Matteo Bonello.
DX: La volta della cappella di sinistra presenta tracce di affreschi settecenteschi.
Si racconta che le Monache Basiliane del Convento del SS. Salvatore, che verso la metà del XII secolo lasciarono la loro Casa normanna attigua alla Chiesa della Madonna dell'Oreto per trasferirsi sul Cassaro, durante gli sconvolgimenti politico-sociali ed anticlericali ottocenteschi riuscirono a recuperare ed a conservare nei locali del SS. Salvatore una statua della Madonna con Bambino di epoca medievale, ritenuta miracolosa dai fedeli.
Al centro della foto di Leo sinzi è la Cappella, sovrastata dalla cupola affrescata dal Tancredi, fronteggia l'ingresso.

Il Tiburio pentagonale che protegge la cupola dalle intemperie. Il tetto a falde inclinate culmina in una lanterna a cuspide.
Leo Sinzi
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