Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 7/6/2010.
La costante frequentazione della magnifica Piazza Pretoria mi ha consentito di orecchiare, giorno dopo giorno, le guide che accompagnano frotte di turisti in quel luogo. Riporto di seguito, memoria permettendo, alcune delle informazioni apprese.
La fontana - realizzata dallo scultore Francesco Camilliani - fu voluta, verso la metà del '500, dal Vicerè di Napoli Don Pedro Alvarez de Toledo (suocero di Cosimo I de' Medici che ne aveva sposato la figlia Eleonora) per arricchire il lussureggiante giardino di Palazzo San Clemente, sua dimora fiorentina, ove la macchina d'acqua rimase per 19 anni, fino alla vendita, per 20.000 scudi, al Senato di Palermo ad opera di Don Garcia de Toledo per conto dell'erede, il fratello Luigi a corto di liquidità.
Smontata in pezzi, fu ricomposta, negli anni ottanta del '500, nello slargo innanzi al Palazzo Pretorio, da Camillo Camilliani figlio dell'autore del complesso scultoreo.
La nudità delle statue indusse i palermitani del tempo a denominare quello spazio "Piazza della vergogna".
La leggenda narra che alcune scandalizzate suore del vicino convento, armate di martello, abbiano fatto censura spicciola e castrante.
La fontana è ricca di figure mitologiche e allegoriche: tra le altre ricordiamo alcune divinità pagane quali Cerere, Apollo, Ercole, Venere, Diana, Adone, Bacco ed i quattro fiumi palermitani Maredolce, Papireto, Oreto e Gabriele. La statua che simboleggia quest'ultimo in origine rappresentava il corso d'acqua toscano Mugnone citato dal Boccaccio in una delle sue novelle.
La ottocentesca balaustra di Giovan Battista Basile presenta quattro varchi ornati da otto Erme (sculture su pilastri).
Fanno da mirabile cornice alla fontana le splendide Chiese barocche di San Giuseppe dei Teatini e la dirimpettaia Santa Caterina nonché il quattrocentesco Palazzo delle Aquile (sede del Comune), Palazzo Gugino Chiaramonte Bordonaro (XVI Sec.) (in stato di colpevole abbandono) che incorpora uno dei "Quattro Canti" e Palazzo Lo Faso Bonocore sottoposto a recente restauro.
Altre foto della Fontana QUI.
Smontata in pezzi, fu ricomposta, negli anni ottanta del '500, nello slargo innanzi al Palazzo Pretorio, da Camillo Camilliani figlio dell'autore del complesso scultoreo.
La nudità delle statue indusse i palermitani del tempo a denominare quello spazio "Piazza della vergogna".
La leggenda narra che alcune scandalizzate suore del vicino convento, armate di martello, abbiano fatto censura spicciola e castrante.
La fontana è ricca di figure mitologiche e allegoriche: tra le altre ricordiamo alcune divinità pagane quali Cerere, Apollo, Ercole, Venere, Diana, Adone, Bacco ed i quattro fiumi palermitani Maredolce, Papireto, Oreto e Gabriele. La statua che simboleggia quest'ultimo in origine rappresentava il corso d'acqua toscano Mugnone citato dal Boccaccio in una delle sue novelle.
La ottocentesca balaustra di Giovan Battista Basile presenta quattro varchi ornati da otto Erme (sculture su pilastri).
Fanno da mirabile cornice alla fontana le splendide Chiese barocche di San Giuseppe dei Teatini e la dirimpettaia Santa Caterina nonché il quattrocentesco Palazzo delle Aquile (sede del Comune), Palazzo Gugino Chiaramonte Bordonaro (XVI Sec.) (in stato di colpevole abbandono) che incorpora uno dei "Quattro Canti" e Palazzo Lo Faso Bonocore sottoposto a recente restauro.
Altre foto della Fontana QUI.
Piazza Pretoria con la Fontana vista dallo scalone laterale
dalla Chiesa di Santa Caterina.
dalla Chiesa di Santa Caterina.
Le conche centrali della macchina d'acqua viste da diverse angolazioni.
Il Putto dispensatore di frutti posto al culmine della fontana.
Incerta figura allegorica che alcuni studiosi
ricondurrebbero al "Genio di Palermo", altri al Bacco.
ricondurrebbero al "Genio di Palermo", altri al Bacco.
SX: Scala settentrionale.
SX: Trittolemo, dio della mitologia greca dedito all'insegnamento dell'arte della coltivazione dei frutti. DX: Cerere dea della terra e della fertilità.
Venere (in primo piano).
SX: Il dio Ercole con l'Idra ai suoi piedi. DX: Il dio del sole, Apollo.
Le quattro foto che seguono mostrano la raffigurazione allegorica dei fiumi Maredolce, Gabriele, Oreto e Papireto. Ai lati delle Divinità sdraiate sono un tritone e una nereide (simboli d'acqua).
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Nereidi
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Sullo sfondo sono visibili: Palazzo delle Aquile sede del Comune di Palermo, Palazzo Bonocore, la Chiesa di Santa Caterina, la Chiesa di San Giuseppe.
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Animali e mostri mitologici nelle 24 nicchie della vasca grande. Il grande pittore e architetto rinascimentale Giorgio Vasari definì l'opera: "Fonte stupendissima che non ha pari in Fiorenza"

La Chiesa di Santa Caterina sullo sfondo.
La statua di Santa Rosalia, pregevele
opera di Carlo D'Aprile (1661), domina
la Piazza dall'alto del Palazzo Pretorio.
opera di Carlo D'Aprile (1661), domina
la Piazza dall'alto del Palazzo Pretorio.
Leo Sinzi
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