giovedì 12 marzo 2020

Chiesa dei SS. Quaranta Martiri al Casalotto




















Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 16.11.2011.

Nell'omonima piazza, all'ombra dell'imponente campanile della Chiesa del Gesù (già torre di Palazzo Marchesi), si trovano i resti di una delle più antiche chiese palermitane (Sec.XII). Quella titolata ai SS. Quaranta Martiri, detta del Casalotto dal nome del borgo ebraico "Guzzet", nei pressi del quale era situata. L'edificio sarebbe sorto su grotte sotterranee divenute catacombe per i primi cristiani. Agli albori dell'800 assunse quell'aspetto classicheggiante di cui rimane traccia nella facciata e nel portale. Tra il XVI ed il XVII Secolo ospitò la Compagnia dei Negri prima del loro trasferimento nella Chiesa di Sant'Orsola in Via Maqueda. Fu anche prima sede del "Boccone del Povero" di Padre Giacomo Cusmano. L'opera distruttiva di bombardamenti (1943), terremoti e vandali ha quasi raso al suolo il tempio medievale. Attualmente una lastra di lamiera con funzione protettiva lascia sperare nel recupero di quel che resta.



Medaglione posto sull'architrave dell'ingresso con bassorilievo di tre palme simbolo del martirio dei Quaranta Martiri. Questi, secondo i racconti pervenuti sino a noi, erano soldati romani di fede cristiana appartenenti alla XII Legione "veloce" acquartierata a Melitene d'Armenia (Siwas-Turchia). Perseguitati dall'Imperatore Valerio Licino, subirono il martirio dei corpi nudi legati sulla superfice di un laghetto ghiacciato. Prima di morire chiesero ed ottennero che uno di loro si salvasse per custodirne le ceneri. L'unico apostata fu tal Melezio che, liberato, si immerse repentinamente nel bagno caldo all'uopo approntato, procurandosi in tal modo involontaria morte a causa del repentino sbalzo di temperatura. A quel punto il designato "custode" volle subire il martirio dell'assideramento al posto del defunto e si unì ai suoi 39 compagni.






Sui resti del portale ancora si legge parte del termine
numerario "QUADRAGINTA" preceduto da SS.




Lapide posta sulla facciata il 14 aprile 1890 dal Municipio di Palermo a ricordo del sacrificio di un gruppo di patrioti (tra cui il primo cappellano della chiesa, Sacerdote Giuseppe La Villa) che nell'anno 1822 furono "moschettati dalla tirannide borbonica".


Leo Sinzi

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