Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 13.6.2016.
Santa Rosalia, da qualche giorno, si è materializzata in una delle piazze del Villaggio che porta il suo nome, a pochi metri dal cinquecentesco "Baglio Benso Orfanelli". No, non si tratta di visione miracolistica, ma più semplicemente dell'opera murale di un talentuoso writer. Costui, meritoriamente, ha nascosto alla vista dell'indifeso passante gli sgradevoli e incivili imbrattamenti del TOY di turno che, perso nel suo "bombing" esasperato, agisce nell'ombra delle notti palermitane. Il Toy - come dimostrano le ultime due foto in basso - è privo di stile, grigio nell'out-line, orripilante nel tratteggio. Esibisce caratteri incerti, raffazzonati - tipici della persona insicura e miope. E' un killer seriale del pulito e del bello, con TAG eventuale. I veri Writers (i puri, gli artisti) - come l'autore dell'opera di Piazza Raiti - invece si autoimpongono rigide regole per amore dell'ARTE: "mai imbrattare il patrimonio storico artistico monumentale; mai sporcare - con atto blasfemo - le chiese, i luoghi di ogni culto, le edicole votive; mai insozzare la genialità, l'arte, la bellezza". Loro fanno "Street Art", espongono a cielo aperto, raggiungono un pubblico variegato e vastissimo, che raramente ha frequentato gallerie d'arte o musei. Colorano, con risultati esteticamente gradevoli, il quotidiano di tutti noi. Ed allora eleviamo un peana ai cultori del graffitismo urbano: arte popolare per il popolo.
La foto di Leo Sinzi mostra il prospetto laterale (prospicente via Gustavo Roccella) della Chiesa del Baglio Benso Orfanelli (Sec. XVI) sfregiata - dopo essere stata rispettata per secoli dagli abitanti del quartiere - da toys imbrattatori con due demenziali dediche.
Porta Nuova (Sec. XVI) insudiciata da insulsi TAG.
Leo Sinzi
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