Notte cupa e tempestosa. Le onde
altissime frustano la roccia di Capo Zafferano. Una nave di pirati
stenta a governare e rischia di colare a picco. L'ennesimo sobbalzo fa
volare e capovolgere la tavola posta a copertura di un barile d'acqua
potabile. Un lampo illumina l'immagine in essa dipinta: la Madonna nera.
I corsari invocano l'intervento del loro Dio e ritengono di compiere un
gesto a lui gradito lanciando tra i flutti quella sacra effige,
qualcuno vorrebbe disfarsene consegnandola ai cristiani del luogo. La
notizia del suo ritrovamento sulla spiaggia ai piedi del paesino di
Altavilla, nei pressi della foce del torrente Milicia, ben presto fa il
giro di borghi e campagne. La folla di fedeli pone la preziosa tavola
su un carro trainato da buoi e in processione la conduce in paese dove
viene custodita e venerata nella quattrocentesca chiesetta affacciata
sul mare.
Una versione meno romanzata dell'episodio racconta invece di un vascello
corsaro che nella giornata del 15 luglio 1636 veleggiava lungo
l'orizzonte diretto a Palermo per l'ennesima razzia. Una mareggiata
costringeva i pirati a rivedere i loro propositi ed a riparare sulla
costa di Altavilla. Mentre i palermitani, avvertiti del pericolo, si
mobilitavano e correvano in soccorso dei milicioti, i pirati, prima di
fuggire, si producevano in atti atroci e blasfemi, arrivando a colpire
con la scimitarra la sacra tavola sulla quale restavano tre tagli
(tutt'oggi visibili).
La ritirata dei pirati e la loro rinunzia a depredare borghi e città
della costa palermitana fu vissuta dalle popolazioni come un miracolo
della Vergine Nera.
Da quell'episodio nacque la devozione dei palermitani verso la Madonna
della Milicia. Devozione che ogni anno viene manifestata con la
partecipazione ai festeggiamenti della Santa Madre che si tengono tra il
sei e l'otto settembre.
Il Santuario della Madonna della Milicia con i fedeli in attesa dell'uscita della "vara".
Il quadro con la Madonna Nera viene staccato dalla parete absidale
La sacra immagine viene collocata sulla vara
L'uscita dal Santuario
Prima sosta
I fedeli assiepati sul belvedere assistono ai fuochi artificiali
che danno inizio alla Processione
Lo Stendardo di Palermo
La Processione lungo il Belvedere Beccadelli di Bologna
Un piccolo aereo fa l'inchino alla Vergine
La tradizione prevede che oltre ai milicioti la "vara" sia portata in spalla da rappresentanti delle borgate marinare palermitane che da est verso ovest sono: Acqua dei corsari , Bandita, Romagnolo, Acqua Santa, Arenella, Vergine Maria.
'U volu 'i l'ancili all'imbocco di Via Loreto.
Per tre volte, lungo le vie del paese, gli angeli
(due bambine) si accostano in volo alla Sacra
Immagine e recitano soavi litanie diffuse
da altoparlanti.
Per tre volte, lungo le vie del paese, gli angeli
(due bambine) si accostano in volo alla Sacra
Immagine e recitano soavi litanie diffuse
da altoparlanti.
Portatori all'opera
Più volte la processione viene fermata per il bacio
dei bambini alla Santa Madre
Un fiume di migliaia di persone scorre,
tra bancarelle multicolori, lungo Via Loreto
In primo piano il "coppo" per la raccolta delle offerte
Dal balcone del Municipio il Cardinale Paolo Romeo,
affiancato da prelati ed autorità, pronuncia la sua omelia
Immagine simbolica
Il carro trionfale, a forma di vascello, trainato da buoi. Nei giorni della Festa percorre le vie del paese facendo rivivere l'episodio de corsari che lasciarono il quadro sulla spiaggia miliciota.
Uno scorcio di Altavilla Milicia in festa
Leo Sinzi
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LE "SOFFERENZE CONDOMINIALI IN VERSI" DEL MEDESIMO AUTORE SU YOUTUBE

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