Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 29.4.2009.
Dopo averne trattato "l'esterno", in questo post mi propongo di illustrare con immagini e didascalie l'"interno" della Cattedrale di Palermo, limitatamente agli ambienti principali che costituiscono le tre navate, il transetto, il presbiterio, l'abside e le relative opere ornamentali.
Le Tombe Reali, il Tesoro, la Cripta e la Cappella di Santa Rosalia sono oggetto di apposito spazio.
Le Tombe Reali, il Tesoro, la Cripta e la Cappella di Santa Rosalia sono oggetto di apposito spazio.
Un modellino in scala della Tribuna del Gagini si trova al Museo Diocesano.
facente parte del gruppo
(nelle immagini che seguono)
alla cui realizzazione parteciparono
i discendenti di Antonello Gagini.
Antonello Gagini prestò la sua opera nella Tribuna dal primo '500 fino alla morte avvenuta nel 1536. Dopo la morte di Antonello l'opera scultorea proseguì per mano dei figli Fazio, Giacomo, Vincenzo e Antonio (quest'ultimo figlio di prime nozze insieme a Giovanni Domenico).
La Tribuna dei Gagini comprendeva circa settanta opere tra statue e bassorilievi.
Gran parte delle opere della Tribuna furono allocate all'interno della Cattedrale stessa.
Sull'altare maggiore:"Cristo risorto con due soldati a
guardia del sepolcro"di Antonello Gagini.
Volta presbiterio: "Assunzione della Vergine tra le Virtù cardinali" (inizio '800)
dello sciacchitano Mariano Rossi *(1731- +1807).
al cero pasquale, di pregevole fattura ed il trono
del sovrano che reca decorazioni musive del Sec. XII.
Un tempo dirimpetto a quello reale era posto il
trono arcivescovile, rimosso da qualche sovrano
indispettito dell'eccessiva potenza politica ed
economica dei presuli.
Statue dell'antica Tribuna collocate nelle due ali del transetto.
Cappella del Battistero: Il Fonte battesimale istoriato con episodi della Bibbia ed i sottostanti simulacri (Sec. XVIII) sono di Filippo e Gaetano Pennino (padre e figlio). Il gruppo scultoreo esibisce otto bassorilievi (Sec. XVIII) e sotto: il melo, il serpente, Adamo, Eva.
La "Vergine dormiente"sopra i tre bassorilievi
attribuiti a Fazio e Vincenzo Gagini,
figli del grande Antonello.
attribuiti a Fazio e Vincenzo Gagini,
figli del grande Antonello.
"La Vergine assunta" collocata nella
Cappella della Madonna degli Angeli
dopo lo smantellamento della tribuna
del Gagini.
SX: Cappella di Sant'Antonio da Padova: "Sant'Antonio e Sant'Atanasio Chiaramonte" di Vito D'Anna, pittore palermitano (*1718- +1769). DX: "San Benedetto"
di Mariano Rossi *(1731- +1807).
di Mariano Rossi *(1731- +1807).
Acquasantiera realizzata negli anni trenta del '500 da Giuseppe Spatafora e Antonio Ferraro. I bassorilievi rappresentano: " Guarigione del paralitico ad opera di Gesù" " L'acqua che sgorga dalle rocce per intervento di Mosè". Statuetta della Vergine sul cupolino.
"Glorificazione di Santa Cristina"
di Giuseppe Velasquez (*1750- +1827),
insigne pittore palermitano.
Cappella di San Pietro e Sant'Agata: SX: Altare con decorazioni lignee dorate recanti episodi della sacra Bibbia. DX: Pregiato dipinto di Pietro Martorana (*1700- +1759): " San Pietro e Sant'Agata".
Libera Inferni si trova la splendida
statua realizzata da Filippo
Laurana (*1430- +1502).
Gaspare Serpotta (*1634- +1670) è l'autore delle statue della Madonna e della Maddalena.
Il San Giovanni è di Gaspare Guercio (*1611- +1679).
Nella mezzaluna in alto " Dio tra gli Angeli" (XVIII secolo) di Filippo Quattrocchi.
la navata settentrionale, realizzato
in pietre nobili da Cosimo Fanzaga (*1591- +1678).
Il Tabernacolo custodisce il SS. Sacramento.
La Cappella della"Madonna della lettera" con il dipinto dal messinese
Antonio Filocamo (*1669- +1743) di richiamo bizantino.
Antonio Filocamo (*1669- +1743) di richiamo bizantino.
La "Lettera" che si intravede in basso nella tela, nei contenuti, dovrebbe essere quella che, secondo la leggenda, sarebbe pervenuta, nel 42 d. c., da Maria Vergine - ancora vivente - in risposta ai ferventi cristiani di Messina che Le avevano inviato dei messi per conoscerla di persona.
Il rotolo era chiuso con una ciocca di capelli che venne conservata nel Duomo dello Stretto. La "Lettera", scritta in ebraico, nel 1490 fu tradotta in latino dal letterato di origini greche Costantino Lascaris (1434-1501) nel testo che segue:
Il rotolo era chiuso con una ciocca di capelli che venne conservata nel Duomo dello Stretto. La "Lettera", scritta in ebraico, nel 1490 fu tradotta in latino dal letterato di origini greche Costantino Lascaris (1434-1501) nel testo che segue:
«Maria Virgo, Joachim Filia, Dei Humilissima, Christi Jesu Crucifixi Mater, ex Tribu Juda, Stirpe David, Messanensibus ominibus salutem, et Dei Patris Omnipotentis benedictionem. Vos omnes fide magna Legatos, ac nuncios per publicum documentum ad nos misisse constat. Filium nostrum Dei genitum Deum, et Hominem esse fatemini et in Caelum post suam Resurrectionem ascendesse, Pauli Apostoli electi praedicatione mediante, viam veritas agnoscentes. Ob quod Vos et ipsam Civitatem benedicimus, cujus perpetuam Protectricem nos esse volumus.
Anno filii Nostri XLII.
Indictione I, III Nonas Junii, Luna XXVII feria X, ex Hierosolymis.
Maria Virgo quae supra hoc Chirographum approbavit».
Maria Vergine, figlia di Gioacchino, umilissima serva di Dio, Madre di Gesù Crocifisso, della tribù di Giuda, della stirpe di Davide, salute a tutti i Messinesi e benedizione di Dio Padre Onnipotente. Ci
consta, per pubblico strumento, che voi tutti con fede grande avete a
noi spedito Legati e Ambasciatori. Confessate che il nostro Figlio,
generato da Dio, sia
Dio e Uomo, e che dopo la sua risurrezione salì al Cielo, conoscendo
voi la via della verità mediante predicazione di Paolo Apostolo
eletto. Per questo, benediciamo voi e la stessa città, di cui Noi vogliamo essere perpetua protettrice.
L’anno di nostro figlio 42. Indizione I, III giorno di giugno, feria X, in Gerusalemme.
Maria Vergine quanto sopra ha approvato, scritto e firmato di sua mano.
(La scritta evidenziata in rosso è visibile alla base della stele con la statua della Vergine che accoglie i naviganti all'imbocco del Porto di Messina).
Bassorilievi dell'acquasantiera del Gagini: "Benedizione del fonte battesimale" e "Battesimo di Gesù".
SX: "Madonna con Bambino, Sant'Ignazio Layola e San Francesco Saverio" del rinomato pittore monrealese Pietro Novelli *(1603- +1647). DX: "Martirio di Sant'Oliva" di autore ignoto.
.
DX: "Gloria di San Francesco e San Domenico" opera settecentesca di Padre Fedele Tirrito da San Biagio Platani .
La Cappella delle Sacre Reliquie. Tra le altre, vi sono cutodite le reliquie di Santa Cristina, Santa Ninfa e San Mamilano.
DX: Episodi della vita di San Francesco di Paola scolpiti da Giambattista Ragusa.
DX: "Penitenza" di Giambattista Ragusa.
con un foro da cui a mezzodì un filo
di luce va ad illuminare un segno
zodiacale della Meridiana.
in Sicilia fino all'unità d'Italia.
La lastra marmorea è collocata a fianco
dell'ultima cappella lato sud in
corrispondenza della Meridiana.
L'altare dell'Assunta con bassorilievi
di Antonello Gagini:
"Vergine dormiente" e " Sante patrone".
"Vergine dormiente" e " Sante patrone".
La Cappella di Santa Rosalia chiude la navata meridionale.
L'urna che custodisce le sacre spoglie di Santa Rosalia venne realizzata da maestri argentieri palermitani su disegno di Mariano Smeriglio.
Bassorilievi di Valerio Villareale (*1773- +1854) sulle pareti della Cappella di Santa Rosalia: "Processione delle sacre spoglie". "Santa rosalia ferma il braccio all'angelo della morte".
della casa regnante del tempo sostenuto da due angeli.
La sottostante lapide marmorea indica l'anno 1801.
posta nel vano di accesso alla stanza del Tesoro.
La Cattedrale di Palermo fa parte del Patrimonio dell'Unesco all'interno all'Itinerario Arabo-Normanno
che si snoda tra Palermo, Monreale e Cefalù.
Leo Sinzi
Riproduzione riservata
LE "SOFFERENZE CONDOMINIALI IN VERSI" DEL MEDESIMO AUTORE SU YOUTUBE
Nessun commento:
Posta un commento