Costruzione avviata pochi anni dopo l'unità d'Italia.
Stile classico romano.
Progettista: Giuseppe Damiani De Almeyda.
Ubicazione: Piazza Ruggero Settimo.
Nel 1882 il teatro, prima "Municipale", fu denominato "Politeama Giuseppe Gaibaldi" in onore dell'eroe dei due mondi morto quell'anno.
Sorto come arena, negli anni settanta dell'800 venne provvisto di copertura sorretta da tralicci di ghisa.
L'apparato decorativo, disegnato dall'Architetto Damiani, trovò compimento - come recita la lapide nel vestibolo - in data 1° febbraio 1891.
Il termine "Politeama" indica un teatro destinato alle varie arti (circo, musica, prosa, cinema, ecc.).
Attualmente ospita l'Orchestra Sinfonica Siciliana.
Le sale "Rossa" e "Gialla" del piano superiore, con affreschi di Giuseppe Enea, Rocco Lentini e Giuseppe Cavallaro, ospitavano la Galleria Civica d'Arte Moderna, di recente trasferita nell'ex Convento di Sant'Anna attiguo all'omonima Chiesa.
La Sala degli specchi viene utilizzata per mostre ed eventi culturali.
Stile classico romano.
Progettista: Giuseppe Damiani De Almeyda.
Ubicazione: Piazza Ruggero Settimo.
Nel 1882 il teatro, prima "Municipale", fu denominato "Politeama Giuseppe Gaibaldi" in onore dell'eroe dei due mondi morto quell'anno.
Sorto come arena, negli anni settanta dell'800 venne provvisto di copertura sorretta da tralicci di ghisa.
L'apparato decorativo, disegnato dall'Architetto Damiani, trovò compimento - come recita la lapide nel vestibolo - in data 1° febbraio 1891.
Il termine "Politeama" indica un teatro destinato alle varie arti (circo, musica, prosa, cinema, ecc.).
Attualmente ospita l'Orchestra Sinfonica Siciliana.
Le sale "Rossa" e "Gialla" del piano superiore, con affreschi di Giuseppe Enea, Rocco Lentini e Giuseppe Cavallaro, ospitavano la Galleria Civica d'Arte Moderna, di recente trasferita nell'ex Convento di Sant'Anna attiguo all'omonima Chiesa.
La Sala degli specchi viene utilizzata per mostre ed eventi culturali.
La Quadriga con Apollo (dio delle arti ) ed Euterpe (musa della lirica).
Opera in bronzo degli anni trenta del palermitano Mario Rutelli (*4 aprile 1859 +4 novembre 1941).
Opera in bronzo degli anni trenta del palermitano Mario Rutelli (*4 aprile 1859 +4 novembre 1941).
I due loggiati esterni con il colonnato ionico sovrapposto a quello in stile dorico.
e Carmelo Giarrizzo (*1850- +1917) per i fregi su sfondo rosso.
Busto marmoreo del progettista del teatro:
l'Architetto Giuseppe Damiani Almeyda (*Capua 1834 +31 gennaio 1911).
l'Architetto Giuseppe Damiani Almeyda (*Capua 1834 +31 gennaio 1911).
marmorea che ricorda l'inaugurazione del teatro.
Progettista: Giuseppe Damiani De Almeyda.
Figure muliebri allegoriche al culmine dei magnifici candelabri posizionati ai fianchi dell'ingresso.
Un fregio accompagna il soffitto a cassettoni del loggiato.
Mascheroni decorativi della retrofacciata
L'INTERNO
Il progetto del Damiani prevedeva ben 5000 posti distribuiti tra platea, palchi disposti in doppio ordine e loggione ad anfiteatro. La prima rappresentazione - l'opera lirica "I Capuleti ed i Montecchi" di Vincenzo Bellini - si fa risalire all'inaugurazione dell'arena (ed in quanto tale priva di copertura) del 7 giugno 1874. In occasione della Mostra Nazionale di Palermo del 1891 fu realizzato da Gustavo Mancinelli un prezioso sipario dipinto con "Eschilo alla corte di Gerone di Siracusa" e pesante 450 kg che, alla presenza di Margherita di Savoia e del reale consorte Umberto I, si aprì sull' "Otello" di Verdi. Gli affreschi dei riquadri simmetricamente disposti ai lati del palcoscenico (ai piedi della cavea) si devono al pittore Luigi Di Giovanni.
La copertura in tralicci di ghisa realizzata nel 1877 dalla Fonderia Oretea.
Particolare dei palchi
La cupola con il falso velario azzurro ed ocra inscritto in un fregio con la rappresentazione, tramite pittura a fresco di Gustavo Mancinelli (*1842-+1933), delle "Feste Eleuterie" (feste in onore di Zeus e di Demetra, dea ispiratrice delle tecniche per la coltivazione della terra).
La trabeazione sopra il boccascena si apre in una loggia con sei colonne
corinzie che fanno da ali al busto marmoreo di Giuseppe Garibaldi. Le
due nicchie laterali (non visibili nella foto) accolgono due statue
allegoriche della "Tragedia" e della "Commedia".
VESTIBOLO
Il vestibolo con il bel soffitto a lacunari.
Particolari decorativi del vestibolo. Il foyer ed i corridoi furono dipinti dal palermitano Salvatore Gregorietti (*1870 +1952).
Una lapide, tra cornicione e sopraporta in vetro policromo, recita: S.P.Q.P. - QUESTO EDIFIZIO A SVARIATI SPETTACOLI ADDETTO E' STATO CONVENIENTEMENTE DECORATO DAL SUO AUTORE ARCHITETTO GIUSEPPE DAMIANI DE ALMEYDA PER DECRETO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 1° FEBBRAIO 1891 - SINDACO EMANUELE PATERNO' DI SESSA NELLA SOLENNE OCCASIONE DELLA MOSTRA NAZIONALE DEL 1891-92.
L'area occupata dal teatro si estende per circa 5000 mq
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Leo Sinzi
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