A Palermo, in Piazza del Carmine (quartiere Albergheria) svetta sulle colorate bancarelle del Mercato di Ballarò l'imponente mole della seicentesca Chiesa del Carmine Maggiore. Il complesso conventuale dei Padri Carmelitani venne costruito nel periodo compreso tra il 1582 (anno inciso nel portale sotto il portico colonnato) ed il 1667. Il progettista dell'edificio di culto fu Mariano Smiriglio (*1561- +1636).
Approssimandosi alla Chiesa dalla parte posteriore, si può ammirare in tutta la sua magnificenza l'enorme cupola ricoperta di maioliche policrome e ricca di decorazioni, tra le quali spiccano quattro enormi telamoni effigiati nell'atto di sostenere la cupola medesima.
All'interno, tra stucchi serpottiani, pregevoli statue lignee e decorazioni in marmi mischi si può, altresì, godere della visione di opere di Pietro Novelli (Vergine del Carmelo), Antonello Gagini (statua di S. Caterina), Vincenzo Messina ed altri illustri artisti dell'epoca.
All'interno, tra stucchi serpottiani, pregevoli statue lignee e decorazioni in marmi mischi si può, altresì, godere della visione di opere di Pietro Novelli (Vergine del Carmelo), Antonello Gagini (statua di S. Caterina), Vincenzo Messina ed altri illustri artisti dell'epoca.
I primi insediamenti in loco dei carmelitani si fanno risalire all'epoca dei sovrani normanni che donarono ai religiosi la Chiesa di Santa Maria della Pietà, abbattuta nel Sec. XIII per far posto al Convento con annessa Cappella. Il complesso, nel tempo, subì rifacimenti ed aggiunte.
Statua in stucco della Madonna del Carmine (XVIII sec.)
nella nicchia al centro della facciata.
Campanile e cupola rivestita di maioliche policrome
che recano 4 stemmi dell'Ordine Carmelitano.
Le decorazioni con colonne, putti ed elementi floreali della cupola.
Al centro del tamburo uno dei quattro telamoni - incorniciato da colonne con
capitelli in stile ionico - simbolicamente regge la volta del Cielo.
capitelli in stile ionico - simbolicamente regge la volta del Cielo.
Il monumentale scalone interno porta dalla Piazza di Ballarò
alla navata centrale. Nacque in seguito all'abbassamento
(per sopravvenute esigenze urbanistiche) del livello stradale.
CAPPELLA DI SANTA CATERINA
La raffinata Cappella barocca di Santa Caterina.
Nell'affresco a dx "Apparizione di Sant'Elia".
"Santa Caterina", cinquecentesco capolavoro di Antonello Gagini (*1478- +1536).
Il piede che schiaccia la testa simboleggia la battaglia, vinta, contro l'eresia;
la ruota dentata: il martirio.
La volta della Cappella affrescata
con S. Elia che dona il suo mantello al successore S. Eliseo,
designato profeta e ascende al Cielo sul carro di fuoco.
Monumento funebre
CAPPELLA DELLA MADONNA DELL'UDIENZA
"Madonna dell'udienza"
Autore: Domenico Gagini (*1456- +1571),
padre del grande scultore Antonello.
Sepolcro Famiglia Meneces.
Colonne e arcate a tutto sesto separano le tre navate
e immettono nelle Cappelle.
PRESBITERIO
Presbiterio separato dall'aula da raffinata balaustra in marmi mischi.
raffiguranti "I Sacrifici", in legno intagliato e dorato.
Sull'abside "Agnus Dei" sul sacro libro
immerso nei raggi di luce divina.
con Sant'Angelo e Sant'Alberto di Thomas De Vigilia.
Il prezioso coro di legno intagliato fu realizzato nei primi anni del' 700.
TRANSETTO
L'emblema carmelitano intarsiato in una lapide
marmorea posta al centro del transetto.
Il "Profeti Elia e Mosè"
stucchi di Vincenzo Messina (Sec. XVII)
I Profeti ""Giovanni Battista e Giona". Opere del Messina.
Particolare disegno a vele della volta.
Affresco ottocentesco sulla volta
con Sant'Elia in adorazione dell'Assunta.
L'interno della cupola è decorata
con festoni di fiori e frutti scaturiti
dalle abili mani di Andrea Surfarello
e Gaspare La Farina contemporanei
dei Serpotta.
CAPPELLA DELLA MADONNA DEL CARMINE (Transetto SX)
dalle abili mani di Andrea Surfarello
e Gaspare La Farina contemporanei
dei Serpotta.
CAPPELLA DELLA MADONNA DEL CARMINE (Transetto SX)
Sulla superfice dorata delle colonne tortili una processione di scene relative alla vita
di Maria si snoda verso l'alto con un andamento a spirale. Autori dell'opera seicentesca
Giacomo Serpotta (*1656-+1732) ed il fratello Giuseppe (*1653- +1719).
"Santa Vergine del Carmelo" tela di fine '400
del palermitano Thomas de Vigilia. Nei riquadri
episodi della vita di Maria e dei Fondatori
dell'Ordine Carmelitano.
del palermitano Thomas de Vigilia. Nei riquadri
episodi della vita di Maria e dei Fondatori
dell'Ordine Carmelitano.
"Padreterno benedicente affiancato dai
Pontefici San Dionisio a Sx e San Benedetto a DX ".
"Annunciazione"
"Maria in visita alla cugina Elisabetta"
Colonne tortili o salomoniche istoriate dai Serpotta con episodi della vita di Maria.
CAPPELLA DEL CROCIFISSO (Transetto DX)
Stessa mano (Serpotta) e stesso motivo architettonico dell'altare della Madonna del Carmine si ritrova, sul lato opposto del transetto, nel seicentesco Altare del Crocifisso.
Sul timpano le austere effigi
di due Pontefici: San Telesforo e San Zaccaria.
di due Pontefici: San Telesforo e San Zaccaria.
"Donne al Sepolcro"
(Uno dei teatrini serpottiani realizzati alla base
delle colonne della Cappella del Crocifisso).
" Salita al Golgota e Deposizione"
(Sulle colonne tortili immagini a rilievo della vita e Passione di Cristo).
"Resurrezione"
CAPPELLA DI S. ELIA
mischi dedicato a Sant'Elia.
Sulla destra il sarcofago di Jacopo
La Matina.
Sulla destra il sarcofago di Jacopo
La Matina.
L'effige pittorica di Santo Spiridione funge da pala dell'altare riccamente decorato con marmi intramischi.
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CAPPELLA DI SAN GIUSEPPE
Cinquecentesca "Natività".
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CAPPELLA CON BEATO
"Beato Franco da Siena"
CAPPELLA DEL SACRO CUORE
CAPPELLA DELL'IMMACOLATA
SX: Cappella del transetto che chiude la navata laterale destra. In origine vi era il passaggio (oggi chiuso) all'antico convento. DX:"Immacolata" opera in legno del Bagnasco.
CAPPELLA S. ANDREA CORSINI
"Madonna del Carmine con Sant'Andrea Corsini"
attribuito a Pietro Novelli (1603-1647).
attribuito a Pietro Novelli (1603-1647).
Nei dipinti ai lati S. Biagio e S. Calogero.
CAPPELLA DI SANTA TERESA D'AVILA
E SANTA MARIA MADDALENA DE' PAZZI
Tela seicentesca con la Madonna del Carmine e le due Sante Carmelitane
Teresa d'Avila e Maddalena de' Pazzi, attribuita a Giacomo
Lo Verde della Bottega del Novelli.
Teresa d'Avila e Maddalena de' Pazzi, attribuita a Giacomo
Lo Verde della Bottega del Novelli.
Quadroni laterali della cappella.
ACQUASANTIERA DEL '500
Acquasantiera attribuita
ad Antonello Gagini.
ad Antonello Gagini.
Il Chiostro dell'antico Convento conosciuto come "Maggiore" perchè primo
in ordine temporale nonché primo per importanza tra i cinque nati a Palermo.
Sotto il portico si può ammirare il magnifico portale marmoreo
che reca tre stemmi (al centro quello dei carmelitani).
Nell'architrave l'incisione dell'anno di realizzazione: il 1582.
Nel Chiostro si nota un'alternarsi di archi ogivali e centrici
sostenuti da capitelli squadrati ed esili colonne.
SX: Pregevole Edicola Votiva di fine settecento con Maria SS. del Carmelo,
allocata sul fronte destro della Chiesa.
DX: Bassorilievo di "Madonna del Carmine"
sul fronte posteriore della Chiesa che si
presume coevo dell'opera in stucco sulla
facciata principale con il medesimo soggetto.
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Leo Sinzi (zio-silen)
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