Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 26.3.2011.
In
Via Maqueda, in posizione mediana tra i Quattro Canti di Città e Piazza
Sant'Antonino, leggermente rialzata sulla strada si offre ai fedeli la
seicentesca Chiesa di Sant'Orsola. Lontana dai circuiti turistici e
solitamente chiusa ai visitatori, si può considerare uno dei gioielli
del barocco palermitano.
L'edificio
fu voluto dalla Compagnia di Sant'Orsola - da cui assunse il nome -
che lo offrì al culto dei fedeli a partire dalla seconda metà del '600. La Compagnia
dell'Orazione della Morte detta "dei Negri" per il colore dell'abito
rituale, era dedita alla pietosa sepoltura (nell'attiguo cimitero) dei
defunti di quella zona della città , nonché ad officiare messe in
suffragio delle anime del purgatorio.
La facciata rinascimentale presenta, nel secondo ordine, due angeli di mirabile fattura.
Nel timpano triangolare una figura umana (anima?) avvolta dalle fiamme ed altri elementi decorativi. All'interno, a navata unica, diverse opere di pregio tra cui un affrescosettecentesco di Gaspare Serenario con "La gloria di Sant'Orsola". I pilastri presentano sei ovali in stucco - della bottega del Novelli - con Sante palermitane. Mirabili gli stucchi dei Serpotta e gli affreschi dell'ultimo scorcio del '700. Vi sono custodite tele dello Zoppo di Gangi, Pietro Novelli, Antonio Manno, Giuseppe Patania ed altri insigni artisti ed artigiani.
Nel sottosuolo, la vasta Cripta .
La facciata rinascimentale presenta, nel secondo ordine, due angeli di mirabile fattura.
Nel timpano triangolare una figura umana (anima?) avvolta dalle fiamme ed altri elementi decorativi. All'interno, a navata unica, diverse opere di pregio tra cui un affrescosettecentesco di Gaspare Serenario con "La gloria di Sant'Orsola". I pilastri presentano sei ovali in stucco - della bottega del Novelli - con Sante palermitane. Mirabili gli stucchi dei Serpotta e gli affreschi dell'ultimo scorcio del '700. Vi sono custodite tele dello Zoppo di Gangi, Pietro Novelli, Antonio Manno, Giuseppe Patania ed altri insigni artisti ed artigiani.
Nel sottosuolo, la vasta Cripta .
Il tratto di Via Maqueda su cui insistela Chiesa con la sua facciata sobria
marcata da lesene dalla quale emerge
uno dei due campanili simmetrici
previsti nel progetto originario.
SX: Passaggio di collegamento delle tre Cappelle di sinistra.
DX: "Salvazione delle anime purganti" (Sec. XVII).
" Martirio di Sant'Orsola" del monrealese
Pietro Novelli (*1603 +-1647).
DX: Altare con paliotto ricamato in oro e raffinate statue di angeli in legno dorato (Sec. XVIII) che reggono candelabri.
SX: Terza Cappella di destra dedicata a Sant'Anna.
DX: Stucchi serpottiani dell'abside con il triangolo equilatero che simboleggia la Trinità e la Divinità con la scritta Jahvè.
DX: "Le tre Marie e la Deposizione" tela dell'allievo del Velasco, Giuseppe Patania (*1780- +1852). Il Crocifisso del Tabernacolo si fa risalire al '700.
DX: "La piscina probatica" (guarigione del paralitico) di Antonio Manno.
con scene sacre in formelle lignee a bassorilievo
e marmi policromi.
SX: Cappella del Crocifisso. DX: Crocifisso ligneo (Sec. XVIII) circondato da oggetti simbolo della passione di Cristo.
DX: "Sacra Famiglia" (Sec. XVIII).
SX: "San Girolamo" di Giuseppe Salerno (*1588- +1630). DX: Particolare della mirabile opera dello Zoppo di Gangi.
DX: I Santi medici Cosma e Damiano (opere in legno poste sull'altare della Cappella di San Girolamo).
DX: Statua del Cristo Risorto (Sec. XVIII), in legno di latifoglie.
LA SAGRESTIA
Il campanile.
CRIPTA
CRIPTA
Nel sottosuolo la Cripta, dove venivano deposti provvisoriamente i morti, che attualmente ospita (con qualche brivido per i visitatori più sensibili) una mostra di arte sacra di maestri ceramisti siciliani.
ricordano l'alto lignaggio di alcuni defunti ivi tumulati.
del maestro ceramista Angelo Seminara. Opera contemporanea
donata dal suo autore alla Venerabile Congregazione di Sant'Orsola
e posta come pala d'altare della Cripta.
qui convogliati con tubazioni provenienti dalle
botole della cripta e smaltiti in un corso d'acqua
sotterraneo. In primo piano effige papale in terracotta,
opera del contemporaneo Angelo Seminara.
Leo Sinzi
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LE "SOFFERENZE CONDOMINIALI IN VERSI" DEL MEDESIMO AUTORE SU YOUTUBE
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