mercoledì 6 giugno 2018

Chiesa di Sant'Orsola

 

Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 26.3.2011.

In Via Maqueda, in posizione mediana tra i Quattro Canti di Città e Piazza Sant'Antonino, leggermente rialzata sulla strada si offre ai fedeli la seicentesca Chiesa di Sant'Orsola. Lontana dai circuiti turistici e solitamente chiusa ai visitatori, si può considerare uno dei gioielli del barocco palermitano.
L'edificio fu voluto dalla Compagnia di Sant'Orsola - da cui assunse il nome - che lo offrì al culto dei fedeli a partire dalla seconda metà del '600. La Compagnia dell'Orazione della Morte detta "dei Negri" per il colore dell'abito rituale, era dedita alla pietosa sepoltura (nell'attiguo cimitero) dei defunti di quella zona della città , nonché ad officiare messe in suffragio delle anime del purgatorio.
La facciata rinascimentale presenta, nel secondo ordine, due angeli di mirabile fattura.
Nel timpano triangolare una figura umana (anima?) avvolta dalle fiamme ed altri elementi decorativi. All'interno, a navata unica, diverse opere di pregio tra cui un affrescosettecentesco di Gaspare Serenario con "La gloria di Sant'Orsola". I pilastri presentano sei ovali in stucco - della bottega del Novelli - con Sante palermitane. Mirabili gli stucchi dei Serpotta e gli affreschi dell'ultimo scorcio del '700. Vi sono custodite tele dello Zoppo di Gangi, Pietro Novelli, Antonio Manno, Giuseppe Patania ed altri insigni artisti ed artigiani.
Nel sottosuolo, la vasta Cripta


 
SX: Portale di notevole valore artistico caratterizzato da tre teschi sull'architrave che richiamano la pietosa attività di sepoltura svolta dalla "Compagnia dei Negri".
DX: Particolari di gusto barocco della facciata tardo-rinascimentale.



Il tratto di Via Maqueda su cui insiste
la Chiesa con la sua facciata sobria
marcata da lesene dalla quale emerge
uno dei due campanili simmetrici
previsti nel progetto originario.


Navata unica con cappelle laterali intercomunicanti.





SX: Passaggio di collegamento delle tre Cappelle di sinistra.
DX: "Salvazione delle anime purganti" (Sec. XVII).




SX: Particolare degli stucchi di Giacomo Serpotta (*1656- +1732).
DX: I due scheletri effigiati sono ricordati dagli estimatori del Serpotta per l'inconsueto atteggiamento, quasi giocoso, che fa pensare, anche per il contesto, alla loro ricomposizione carnale nella resurrezione piuttosto che al disfacimento in polvere.



 
SX: Dipinto collocabile tra il XVII e il XVIII Sec.
DX: Ovale posto sulla parete destra della Cappella delle "Anime purganti".



SX: Nella seconda cappella di destra:
" Martirio di Sant'Orsola" del monrealese
Pietro Novelli (*1603 +-1647).



DX: Altare con paliotto ricamato in oro e raffinate statue di angeli in legno dorato (Sec. XVIII) che reggono candelabri.



Nella volta della Cappella di Sant'Orsola
si possono ammirare piccoli affreschi con scene della
vita della Santa.




SX: Terza Cappella di destra dedicata a Sant'Anna.
DX: "Sant'Anna e Maria bambina", tela seicentesca della scuola di Pietro Novelli.




SX: Presbiterio ed abside.
DX: Stucchi serpottiani dell'abside con il triangolo equilatero che simboleggia la Trinità e la Divinità con la scritta Jahvè.


SX: Gloria della Santa Vergine (Sec. XVIII) sulla volta del presbiterio.
DX: "Le tre Marie e la Deposizione" tela dell'allievo del Velasco, Giuseppe Patania (*1780- +1852). Il Crocifisso del Tabernacolo si fa risalire al '700.




 
SX: "Discesa di Cristo al Limbo" di Antonio Manno (*1739- +1810).
DX: "La piscina probatica" (guarigione del paralitico) di Antonio Manno.



L'altare maggiore (Sec. XVIII) riccamente decorato
con scene sacre in formelle lignee a bassorilievo
e marmi policromi.





SX: Pulpito d'epoca. DX: Cantoria ed organo.


Gloria di Sant'Orsola (Sec. XVIII)
di Gaspare Serenario (*1707- +1759)
sulla volta della navata.





 
SX: " La Fede" di Gaspare Serenario. DX: "La Carità" del Serenario.




SX: Cappella del Crocifisso. DX: Crocifisso ligneo (Sec. XVIII) circondato da oggetti simbolo della passione di Cristo.


Tela che adorna l'altare
della Cappella del Crocifisso.



Le Sante palermitane effigiate nei sei ovali seicenteschi sono attribuite alla bottega del Novelli.

















 
Teatrini in stucco nella Cappella delle "Anime purganti". I tondi vennero realizzati dal Serpotta con la tecnica dell'altorilievo e incorniciati in ghirlande ornamentali.




SX: Reliquiario ligneo (Sec. XVIII). In basso Cristo deposto (Sec. XVIII).
DX: "Sacra Famiglia" (Sec. XVIII).




SX: "San Girolamo" di Giuseppe Salerno (*1588- +1630). DX: Particolare della mirabile opera dello Zoppo di Gangi.


SX: Affresco nella Cappella di San Girolamo.
DX: I Santi medici Cosma e Damiano (opere in legno poste sull'altare della Cappella di San Girolamo).




Angeli serpottiani.









SX: Stucchi parietali realizzati da valenti stuccatori dell'epoca.
DX: Statua del Cristo Risorto (Sec. XVIII), in legno di latifoglie.



SX: Stucchi ad ornamento del portale
interno e parete di fondo.
DX: Timpano spezzato del portale interno
con angeli e stucchi dorati.


L'effige in stucco di Sant'Orsola.




Antico confessionale.




LA SAGRESTIA








Particolari della Sagrestia.





"Madonna con Salvator mundi" di Pietro Novelli.



 
Nella Sagrestia una fontana in marmo magistralmente lavorata.









Addobbi e arredi della Sagrestia.

Il campanile.


CRIPTA 



Nel sottosuolo la Cripta, dove venivano deposti provvisoriamente i morti, che attualmente ospita (con qualche brivido per i visitatori più sensibili) una mostra di arte sacra di maestri ceramisti siciliani.




La Cripta vista dall'ingresso.




L'ingresso della Cripta.




Particolare con loculi e decorazioni serpottiane che
ricordano l'alto lignaggio di alcuni defunti ivi tumulati.


Particolare decorativo delle pareti.


Il pavimento, in gran parte seicentesco, è stato restaurato
con interventi mirati del maestro ceramista Angelo Seminara.


Pannello bassorilievo in terracotta: "Resurrezione di Gesù Cristo"
del maestro ceramista Angelo Seminara. Opera contemporanea
donata dal suo autore alla Venerabile Congregazione di Sant'Orsola
e posta come pala d'altare della Cripta.


Molto curati dai Serpotta i particolari in stucco dei loculi:
vedasi le cuciture dei cuscini.


Botola che copre il pozzetto
di confluenza degli umori cadaverici.


Un teschio sulla botola (simbolo ricorrente nel sotterraneo
e nella superiore chiesa).






Un teschio ad ornamento di alcuni loculi.


Vano d'accesso alla cripta.


Cisterna di raccolta degli umori dei defunti
qui convogliati con tubazioni provenienti dalle
botole della cripta e smaltiti in un corso d'acqua
sotterraneo. In primo piano effige papale in terracotta,
opera del contemporaneo Angelo Seminara.


Lapide marmorea commemorativa posta
all'ingresso della cripta.




ORATORIO


Cappella con stupendi stucchi seicenteschi.





Altare ligneo dell'Oratorio.




Pala d'altare con Sant'Orsola.


Il Cricifisso del Tabernacolo.


Particolare degli stucchi decorativi.


Stucchi e affresco della lunetta.


La volta barocca della Cappella affrescata.


La Volta dell'oratorio con affreschi che
richiamano la pietosa attività della Compagnia.


L'affresco centrale (Sec. XVII)
con il simbolo dei "Negri"



Simbolo della Compagnia
dell'Orazione della Morte.


Altra immagine simbolica.


Fondo dell'aula con il Crocifisso su Calvario.


Tela con "Deposizione".


Crocifisso ligneo.


Tavolo seicentesco dal pregiato intaglio.


Paliotto dai raffinati ricami.


Alle pareti alcuni dipinti con Sant'Orsola.












Leo Sinzi



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