La Piana dei Colli pullula di antiche abitazioni aristocratiche: tra esse Villa Raffo. La settecentesca dimora oggi è fiancheggiata a settentrione dall'ipermercato Conca d'Oro e a meridione dai disordinati palazzoni del Quartiere San Filippo Neri già Zen. Le giovani guide delle "Vie dei Tesori" forniscono preziose informazioni sul nobile edificio. Vediamo di ricordarne alcune.
La villa prende il nome da uno dei proprietari susseguitisi nel tempo: Nicola Raffo, facoltoso commerciante proveniente dalla Liguria, che verso la metà del XIX secolo acquisì la prestigiosa villa da Giuseppe Maria Gugino, Barone del Guasto o Vasto (forse riconducibile a quel Guggino che, all'epoca dei viceré borboni, svolse le alte funzioni di Giudice della Corte Pretoriana di Palermo). Il Barone del Vasto, a sua volta, rilevò lo stabile dai governanti del tempo che lo avevano sottratto ai Gesuiti, cacciati da Napoli e dalla Sicilia negli anni sessanta del '700.
L'ultimo dei tanti proprietari, giunto il momento del trapasso, si rivelò alquanto munifico e provvide a dividere il prestigioso bene in quattro quote: una per la figlia e tre per altrettanti enti che oggi si definirebbero "no profit".
La Villa, nell'ultimo quarto del '900, entrò nella disponibilità della Regione Siciliana, furono avviati i lavori di recupero che, sospesi per un certo periodo, proseguono tuttora.
L'ultimo dei tanti proprietari, giunto il momento del trapasso, si rivelò alquanto munifico e provvide a dividere il prestigioso bene in quattro quote: una per la figlia e tre per altrettanti enti che oggi si definirebbero "no profit".
La Villa, nell'ultimo quarto del '900, entrò nella disponibilità della Regione Siciliana, furono avviati i lavori di recupero che, sospesi per un certo periodo, proseguono tuttora.
Nel baglio, che si apre sul fronte orientale della villa, è allocato il secondo ingresso (in asse con quello principale sul lato opposto). I locali del piano terra accoglievano la servitù e le cucine. A sinistra è visibile l'arco centrico che immetteva nella Cappella del Palazzo.
Le foto mostrano quel che resta della Cappella dopo le ripetute incursioni di ladri e vandali le cui tracce nefande sono riscontrabili in ogni angolo dell'edificio.
L'ingresso occidentale impreziosito da una rosta sopraporta
immette nell'andito da cui si diparte lo scalone
che conduce al piano nobile.
L'addobbo decorativo delle sale presenta architetture mistilinee in stucco dorato alternati a elementi floreali.
Portale classico sull'ultimo pianerottolo dello
scalone immette nella stanza da pranzo.
Ovali sopraporta recanti paesaggi
.
Sopraporta con veduta costiera.
La corte con il cancello, sostenuto da pilastrini sormontati da vassotti, che conduceva nei vasti giardini padronali. I locali perimetrali venivano adibiti a magazzini e rimesse per attrezzature agricole.
Saloni del primo piano.
Affresco con soggetto lagunare.
Salone da ballo che si affaccia sul terrazzo settentrionale. Gradevoli affreschi parietali, recanti scene di caccia ed agresti, risultano in buona parte vandalizzati con graffi, incisioni ed altre barbarie.
Dove non sono arrivati i teppisti ha provveduto il tempo e l'incuria.
Pannelli con paesaggi agresti.
Il salone
Terrazzo
Terrazzo con panchine in muratura e pavimento maiolicato (ristrutturato). Le aperture sono incorniciate da portali con timpani triangolari che si alternano a quelli curvilinei.
PARTICOLARI DEGLI AFFRESCHI PARIETALI:
La facciata pricipale, disegnata da lesene in alto e fasce sotto, presenta snelli balconcini marmorei con ringhiera in tondini di ferro. Le trabeazioni del primo piano recano frontoni triangolari ed a lunetta. I finestroni del piano terra esibiscono archi ribassati e grate in ferro battuto. Al centro una rosta a ventaglio.
Uno stucco al centro del prospetto principale espone l'altorilievo con le armi e lo stemma padronale (forse riconducibile ai Baroni del Vasto): Albero naturale accostato da due braccia (destro e sinistro), sormontato da tre stelle ad otto punte ordinate in fascia.
Il viottolo sul lato nord che attualmente conduce alla Villa.
Una dependance nei giardini orientali accoglieva
avveneristiche attrezzature e marchingegni di servizio.
avveneristiche attrezzature e marchingegni di servizio.
Leo Sinzi G.C.
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