giovedì 12 luglio 2018

Chiesa di Santa Ninfa dei Crociferi



Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 6.7.2011.

La costruzione della Chiesa intitolata a Santa Ninfa - incentivata dal Senato palermitano con la donazione ai Camilliani di una vasta area edificabile che si estendeva lungo la Strada Nuova (appena aperta) - si protrasse dagli albori del 600 per circa sessanta anni.
Il sacro edificio fu realizzato soprattutto con lasciti e generose donazioni di nobili famiglie palermitane (alcune furono compensate con mausolei all'interno del tempio) mosse dall'ammirazione per il caritatevole servizio di assistenza e conforto offerto a malati e moribondi dai Chierici regolari (Crociferi). Ordine fondato negli anni sessanta del '500 da Don Camillo de Lellis, il quale presenziò alla posa della prima pietra.




ELEMENTI DECORATIVI DELLA FACCIATA


Nel timpano: stemma dei Crociferi
da cui si dipartono due festoni.
Al disegno della facciata collaborò, tra gli altri, da 
Venazio Marvuglia. I festoni
e ghirlande in stucco si devono alla mano di Luigi Romano.





Al centro del primo ordine della facciata emerge
l'altorilievo in stucco di Gaspare Firriolo (seconda
metà XVIII) raffigurante il "Martirio di Santa Ninfa".




Sopra il portale di sinistra questo rilievo (XVIII Sec.)
di Vittorio Perez con San Camillo de Lellis che pone la
prima pietra della chiesa.




Sul portale destro:
"San Camillo de Lellis assiste gli infermi".
Di Vittorio Perez, stuccatore di scuola serpottiana.



NAVATA UNICA


La navata unica si apre sulle profonde cappelle
laterali tra esse intercomunicanti.
La pianta è a croce latina con presbiterio
ed abside squadrato.



CAPPELLA DI SAN GIUSEPPE

"Morte di San Giuseppe"
del pittore fiammingo Guglielmo Borremans.





"Sacra Famiglia" del Borremans
(*Anversa 1672- +Palermo 1744).



"Il piccolo Gesù al lavoro con San Giuseppe falegname"
di Guglielmo Borremans.



CAPPELLA DI SAN VENANZIO


La settecentesca tela di anonimo
è sorretta da due Serafini di chiara
impronta serpottiana.
Le effigi sulle pareti laterali raffigurano
San Venanzio e San Liborio.
Gli affreschi della volta e delle lunette
sono di Antonio La Barbera.




"Serafino" in stucco dai tratti riconducibili
alla mano di Giacomo Serpotta (1656-1732).




Altro bellissimo angelo del Serpotta.



CAPPELLA DEL SACRO CUORE


L'ottocentesca statua del Cuore di Gesù
posta nella nicchia che in passato ospitava
la Madonna del Gagini oggi conservata in Sacrestia.




Nella volta l'affresco settecentesco
della Madonna Assunta in Cielo.




Tela recente con Gesù Misericordioso.
Faustina Kowalska, suora polacca proclamata santa
nel 2000, nel 1931 ebbe la visione del Cristo
benedicente, con due raggi di luce, uno rosso
ed uno bianco (simboli del "Sangue che è la vita
delle anime e dell'Acqua che giustifica le anime"),
che uscivano dal petto.




ALTARE DI SANTA NINFA (TRANSETTO SX)


Imponenti colonne binate di granito rosso
incorniciano la nicchia con l'Addolorata.




Nella nicchia: statua lignea dell'Addolorata
(in passato conservata nella chiesa di Santa
Margherita abbattuta dai bombardamenti
dell'ultima guerra) Artista trapanese.



Teca con "Cristo morto".




A fianco delle imponenti colonne di granito rosso
la statua del Profeta Simeone di Andrea Sulfarello.
Sul lato opposto: San Geremia di Gaspare La Farina.




PRESBITERIO


Il presbiterio, costruito nella prima metà del '600,
ospita una pala d'altare del 1768, opera di
Gioacchino Martorana, con le Sante Vergini
Palermitane, Ninfa, Rosalia, Oliva ed Agata,
San Giuseppe, Maria e la SS. Trinità.




Sulla volta: "Trionfo della Croce" di Gioacchino Martorana.
I medaglioni monocromatici raffigurano San Pietro e Sant'Andrea.




Sull'altare maggiore in marmi policromi si allunga
un pannello in stucco dorato
 con la "Traslazione delle reliquie di Santa Ninfa in Cattedrale".
Tale traslazione, dalla Chiesa romana di Santa Maria
di Monticelli, avvenne il 5 novembre 1593 per volere del
Pontefice dell'epoca, Clemente VIII, sensibile alle preghiere
della Contessa D'Olivares che si adoperò per far tornare nella
città natale le venerate reliquie della Santa. A Palermo i sacri
resti vennero custoditi nell'altare della Cattedrale.




Uno dei meravigliosi angeli reggitori
di candelabro ai lati dell'altare.




Sulla parete destra del presbiterio
"I Dottori della Chiesa: San Gregorio Magno e San Gerolamo.



Sulla parete sinistra
i Dottori della Chiesa: 
Sant'Agostino e Sant'Ambrogio.




ALTARE DI SAN CAMILLO DE LELLIS (TRANSETTO DX)


Il monumentale altare in legno, con effetto marmo,
che ospita le reliquie di San Camillo de Lellis.



"San Camillo ascende al Cielo",
dipinto settecentesco attribuito a Gaspare Serenario.
La tunica, all'altezza del petto, reca la croce latina
di colore rosso simbolo dei Crociferi.
Un angiolino mostra le "Regole dell'Ordine".




Numerosi simboli accompagnano le figure
allegoriche in stucco poste sulle sporgenze della
trabeazione innanzi al timpano curvilineo:
Bambino attaccato alle vesti: Carità;
Cuore nella mano sinistra: Fede;
Corona di fiori in mano al putto: Speranza;
Ramoscello di quercia: Saggezza e Fortitudine;
Aquila: Vicinanza al Cielo;
Ramoscello in fiore stretto dal putto:
Immortalità dell'anima e Virtù di San Camillo.




Teca con le reliquie del Santo fondatore dell'Ordine
dei Crociferi e con la sua maschera mortuaria.




FALSA CUPOLA

Dipinto prospettico (a trompe l'oeil) della falsa cupola.
Sui pennacchi effigiati i quattro Evangelisti da Giovanni Li Volsi.
.


Nell'ala destra del transetto un raffinato monumento funebre,
con sarcofago in marmo rosso sorretto da due artistici grifoni,
conserva le spoglie di Donna Petronilla Lombardo (1667).




Una delle cantorie dai decori barocchi.




Il passaggio ad archi che pone
in comunicazione le cappelle.


CAPPELLA DEL CROCIFISSO


La Cappella del Crocifisso custodisce mirabili
opere di Giacomo Serpotta (1656-1732).




Sull'altare pregevole Crocifisso ligneo di età
barocca posto su paesaggio dipinto a fresco.
Ai suoi piedi le effigi in stucco, dalle pose
plastiche ed espressive,
di Maria, la Maddalena e San Giovanni,
realizzate da Giacomo Serpotta.



Sulla parete i monumenti funebri
in stile rococò dei Baroni Marassi.




CAPPELLA DELLA MADONNA DELLA SALUTE
E DEI SS. LIBERALE ED EVANZIA


Sulle mensole, due figure allegoriche dalle fattezze muliebri
riconducibili alla scuola serpottiana: "Giustizia" sulla sinistra
e "Penitenza" sulla destra.



Madonna della Salute (dipinto su tavola) .




Dipinto a fresco raffigurante San Liberale.




CAPPELLA DI SANTA ROSALIA

L'altare di Santa Rosalia.




Statua lignea della Patrona di Palermo.




Affresco di Alessandro D'Anna,
figlio del più famoso Vito D'Anna, raffigurante
"Santa Maria Maddalena penitente".




Opera musiva.




"San Filippo Neri in gloria" di Alessandro d'Anna.




VOLTA A BOTTE




MONUMENTO A G. GIURATO


Entrando, sulla destra, il monumento
funebre di Don Giuseppe Giurato, artistica
opera risalente al 1772 dello scultore
palermitano Filippo Pennino (1755-1801).





Entrando, sulla sinistra, il monumento funebre,
in stile neoclassico, a John Acton (m. 1811),
Ministro del Regno di Napoli durante il regno
di Re Ferdinando I.





CAPPELLA DELL'ECCE HOMO

Con accesso da Via Maqueda,
la Cappella offre ai fedeli 
un busto settecentesco in mistura (tecnica simile
alla cartapesta) dell'Ecce Homo.




CROCIFISSO DELL'ANTISACRESTIA


Nel passaggio che conduce alla Sacrestia
si può ammirare questo Crocifisso di squisita fattura.




CASA DEI PADRI CROCIFERI

L'ex Casa Professa dei Chierici Regolari, Ministri degli Infermi (intesi come "Camilliani" per via del loro fondatore, Don Camillo de Lellis e "Crociferi" per la croce rossa sulla tonaca) confina con la Chiesa di Santa Ninfa. La sobria facciata, su via Maqueda, si ispira ad analoghi edifici romani di fine Sec. XVI. L'interno conserva una statua di Don Camillo de Lellis realizzata da Giacomo Serpotta e parte dell'antico chiostro. Sul portico attiguo alla chiesa è visibile una "Madonna con Bambino" realizzata a rilievo e incorniciata da una ghirlanda in stucco. La parte del chiostro rivolta ad oriente si apre sull'Oratorio della Carità di San Pietro: sulla volta mirabili affreschi del Borremans raccontano l'Evasione di San Pietro e la Gloria dello stesso Santo. Sulle vele, effigi di Santi tra cui San Francesco d'Assisi.




Il Portale della Casa dei Crociferi
con il loro stemma nel timpano.




LA CHIESA SU VIA MAQUEDA

La costruzione della Chiesa avvenne negli stessi tempi
in cui fu realizzata la "Strada Nuova" (deliberata dal
Senato palermitano nel 1597) che una
volta definita assunse il nome di "Maqueda" dal Vicerè
Don Bernardino Cardines duca di Maqueda.





Alcuni pannelli esposti al pubblico su un cavalletto all'inizio della navata (lato destro) offrono accurate informazioni storico-artistiche sulla Chiesa di Santa Ninfa e sulle opere che conserva.
Lo scrivente ha attinto da tale fonte per integrare alcune didascalie a corredo di questo post.



Leo Sinzi


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