Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 6.7.2011.
La costruzione della Chiesa intitolata a Santa Ninfa - incentivata dal Senato palermitano con la donazione ai Camilliani di una vasta area edificabile che si estendeva lungo la Strada Nuova (appena aperta) - si protrasse dagli albori del 600 per circa sessanta anni.
Il sacro edificio fu realizzato soprattutto con lasciti e generose donazioni di nobili famiglie palermitane (alcune furono compensate con mausolei all'interno del tempio) mosse dall'ammirazione per il caritatevole servizio di assistenza e conforto offerto a malati e moribondi dai Chierici regolari (Crociferi). Ordine fondato negli anni sessanta del '500 da Don Camillo de Lellis, il quale presenziò alla posa della prima pietra.
Il sacro edificio fu realizzato soprattutto con lasciti e generose donazioni di nobili famiglie palermitane (alcune furono compensate con mausolei all'interno del tempio) mosse dall'ammirazione per il caritatevole servizio di assistenza e conforto offerto a malati e moribondi dai Chierici regolari (Crociferi). Ordine fondato negli anni sessanta del '500 da Don Camillo de Lellis, il quale presenziò alla posa della prima pietra.
ELEMENTI DECORATIVI DELLA FACCIATA
Nel timpano: stemma dei Crociferi
da cui si dipartono due festoni.
Al disegno della facciata collaborò, tra gli altri, da
da cui si dipartono due festoni.
Al disegno della facciata collaborò, tra gli altri, da
Venazio Marvuglia. I festoni
e ghirlande in stucco si devono alla mano di Luigi Romano.
e ghirlande in stucco si devono alla mano di Luigi Romano.
l'altorilievo in stucco di Gaspare Firriolo (seconda
metà XVIII) raffigurante il "Martirio di Santa Ninfa".
di Vittorio Perez con San Camillo de Lellis che pone la
prima pietra della chiesa.
"San Camillo de Lellis assiste gli infermi".
Di Vittorio Perez, stuccatore di scuola serpottiana.
NAVATA UNICA
La navata unica si apre sulle profonde cappelle
laterali tra esse intercomunicanti.
La pianta è a croce latina con presbiterio
ed abside squadrato.
laterali tra esse intercomunicanti.
La pianta è a croce latina con presbiterio
ed abside squadrato.
CAPPELLA DI SAN GIUSEPPE
"Sacra Famiglia" del Borremans
(*Anversa 1672- +Palermo 1744).
(*Anversa 1672- +Palermo 1744).
"Il piccolo Gesù al lavoro con San Giuseppe falegname"
di Guglielmo Borremans.
di Guglielmo Borremans.
CAPPELLA DI SAN VENANZIO
La settecentesca tela di anonimo
è sorretta da due Serafini di chiara
impronta serpottiana.
Le effigi sulle pareti laterali raffigurano
San Venanzio e San Liborio.
Gli affreschi della volta e delle lunette
sono di Antonio La Barbera.
è sorretta da due Serafini di chiara
impronta serpottiana.
Le effigi sulle pareti laterali raffigurano
San Venanzio e San Liborio.
Gli affreschi della volta e delle lunette
sono di Antonio La Barbera.
CAPPELLA DEL SACRO CUORE
L'ottocentesca statua del Cuore di Gesù
posta nella nicchia che in passato ospitava
la Madonna del Gagini oggi conservata in Sacrestia.
posta nella nicchia che in passato ospitava
la Madonna del Gagini oggi conservata in Sacrestia.
Faustina Kowalska, suora polacca proclamata santa
nel 2000, nel 1931 ebbe la visione del Cristo
benedicente, con due raggi di luce, uno rosso
ed uno bianco (simboli del "Sangue che è la vita
delle anime e dell'Acqua che giustifica le anime"),
che uscivano dal petto.
ALTARE DI SANTA NINFA (TRANSETTO SX)
Imponenti colonne binate di granito rosso
incorniciano la nicchia con l'Addolorata.
incorniciano la nicchia con l'Addolorata.
(in passato conservata nella chiesa di Santa
Margherita abbattuta dai bombardamenti
dell'ultima guerra) Artista trapanese.
la statua del Profeta Simeone di Andrea Sulfarello.
Sul lato opposto: San Geremia di Gaspare La Farina.
PRESBITERIO
Il presbiterio, costruito nella prima metà del '600,
ospita una pala d'altare del 1768, opera di
Gioacchino Martorana, con le Sante Vergini
Palermitane, Ninfa, Rosalia, Oliva ed Agata,
San Giuseppe, Maria e la SS. Trinità.
ospita una pala d'altare del 1768, opera di
Gioacchino Martorana, con le Sante Vergini
Palermitane, Ninfa, Rosalia, Oliva ed Agata,
San Giuseppe, Maria e la SS. Trinità.
I medaglioni monocromatici raffigurano San Pietro e Sant'Andrea.
con la "Traslazione delle reliquie di Santa Ninfa in Cattedrale".
Tale traslazione, dalla Chiesa romana di Santa Maria
di Monticelli, avvenne il 5 novembre 1593 per volere del
Pontefice dell'epoca, Clemente VIII, sensibile alle preghiere
della Contessa D'Olivares che si adoperò per far tornare nella
città natale le venerate reliquie della Santa. A Palermo i sacri
resti vennero custoditi nell'altare della Cattedrale.
Tale traslazione, dalla Chiesa romana di Santa Maria
di Monticelli, avvenne il 5 novembre 1593 per volere del
Pontefice dell'epoca, Clemente VIII, sensibile alle preghiere
della Contessa D'Olivares che si adoperò per far tornare nella
città natale le venerate reliquie della Santa. A Palermo i sacri
resti vennero custoditi nell'altare della Cattedrale.
Sant'Agostino e Sant'Ambrogio.
ALTARE DI SAN CAMILLO DE LELLIS (TRANSETTO DX)
Il monumentale altare in legno, con effetto marmo,
che ospita le reliquie di San Camillo de Lellis.
che ospita le reliquie di San Camillo de Lellis.
"San Camillo ascende al Cielo",
dipinto settecentesco attribuito a Gaspare Serenario.
La tunica, all'altezza del petto, reca la croce latina
di colore rosso simbolo dei Crociferi.
Un angiolino mostra le "Regole dell'Ordine".
dipinto settecentesco attribuito a Gaspare Serenario.
La tunica, all'altezza del petto, reca la croce latina
di colore rosso simbolo dei Crociferi.
Un angiolino mostra le "Regole dell'Ordine".
allegoriche in stucco poste sulle sporgenze della
trabeazione innanzi al timpano curvilineo:
Bambino attaccato alle vesti: Carità;
Cuore nella mano sinistra: Fede;
Corona di fiori in mano al putto: Speranza;
Ramoscello di quercia: Saggezza e Fortitudine;
Aquila: Vicinanza al Cielo;
Ramoscello in fiore stretto dal putto:
Immortalità dell'anima e Virtù di San Camillo.
FALSA CUPOLA
Sui pennacchi effigiati i quattro Evangelisti da Giovanni Li Volsi.
con sarcofago in marmo rosso sorretto da due artistici grifoni,
conserva le spoglie di Donna Petronilla Lombardo (1667).
CAPPELLA DEL CROCIFISSO
La Cappella del Crocifisso custodisce mirabili
opere di Giacomo Serpotta (1656-1732).
opere di Giacomo Serpotta (1656-1732).
Sull'altare pregevole Crocifisso ligneo di età
barocca posto su paesaggio dipinto a fresco.
Ai suoi piedi le effigi in stucco, dalle pose
plastiche ed espressive,
di Maria, la Maddalena e San Giovanni,
realizzate da Giacomo Serpotta.
barocca posto su paesaggio dipinto a fresco.
Ai suoi piedi le effigi in stucco, dalle pose
plastiche ed espressive,
di Maria, la Maddalena e San Giovanni,
realizzate da Giacomo Serpotta.
CAPPELLA DELLA MADONNA DELLA SALUTE
E DEI SS. LIBERALE ED EVANZIA
E DEI SS. LIBERALE ED EVANZIA
Sulle mensole, due figure allegoriche dalle fattezze muliebri
riconducibili alla scuola serpottiana: "Giustizia" sulla sinistra
e "Penitenza" sulla destra.
riconducibili alla scuola serpottiana: "Giustizia" sulla sinistra
e "Penitenza" sulla destra.
Madonna della Salute (dipinto su tavola) .
Dipinto a fresco raffigurante San Liberale.
CAPPELLA DI SANTA ROSALIA
Affresco di Alessandro D'Anna,
figlio del più famoso Vito D'Anna, raffigurante
"Santa Maria Maddalena penitente".
figlio del più famoso Vito D'Anna, raffigurante
"Santa Maria Maddalena penitente".
"San Filippo Neri in gloria" di Alessandro d'Anna.
VOLTA A BOTTE
MONUMENTO A G. GIURATO
Entrando, sulla destra, il monumento
funebre di Don Giuseppe Giurato, artistica
opera risalente al 1772 dello scultore
palermitano Filippo Pennino (1755-1801).
Entrando, sulla sinistra, il monumento funebre,
in stile neoclassico, a John Acton (m. 1811),
Ministro del Regno di Napoli durante il regno
di Re Ferdinando I.
funebre di Don Giuseppe Giurato, artistica
opera risalente al 1772 dello scultore
palermitano Filippo Pennino (1755-1801).
in stile neoclassico, a John Acton (m. 1811),
Ministro del Regno di Napoli durante il regno
di Re Ferdinando I.
CAPPELLA DELL'ECCE HOMO
la Cappella offre ai fedeli
un busto settecentesco in mistura (tecnica simile
alla cartapesta) dell'Ecce Homo.
CROCIFISSO DELL'ANTISACRESTIA
Nel passaggio che conduce alla Sacrestia
si può ammirare questo Crocifisso di squisita fattura.
CASA DEI PADRI CROCIFERI
L'ex Casa Professa dei Chierici Regolari, Ministri degli Infermi (intesi come "Camilliani" per via del loro fondatore, Don Camillo de Lellis e "Crociferi" per la croce rossa sulla tonaca) confina con la Chiesa di Santa Ninfa. La sobria facciata, su via Maqueda, si ispira ad analoghi edifici romani di fine Sec. XVI. L'interno conserva una statua di Don Camillo de Lellis realizzata da Giacomo Serpotta e parte dell'antico chiostro. Sul portico attiguo alla chiesa è visibile una "Madonna con Bambino" realizzata a rilievo e incorniciata da una ghirlanda in stucco. La parte del chiostro rivolta ad oriente si apre sull'Oratorio della Carità di San Pietro: sulla volta mirabili affreschi del Borremans raccontano l'Evasione di San Pietro e la Gloria dello stesso Santo. Sulle vele, effigi di Santi tra cui San Francesco d'Assisi.
si può ammirare questo Crocifisso di squisita fattura.
CASA DEI PADRI CROCIFERI
LA CHIESA SU VIA MAQUEDA
in cui fu realizzata la "Strada Nuova" (deliberata dal
Senato palermitano nel 1597) che una
volta definita assunse il nome di "Maqueda" dal Vicerè
Don Bernardino Cardines duca di Maqueda.
Alcuni pannelli esposti al pubblico su un cavalletto all'inizio della navata (lato destro) offrono accurate informazioni storico-artistiche sulla Chiesa di Santa Ninfa e sulle opere che conserva.
Lo scrivente ha attinto da tale fonte per integrare alcune didascalie a corredo di questo post.
Leo Sinzi
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