mercoledì 3 luglio 2019

Oratorio dei Terziari Secolari alla Gancia ed ex Convento Francescano (oggi Archivio di Stato)



Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 24.5.2011.


Il visitatore che in questo periodo, causa lavori di recupero e conservazione, trova sbarrato il portone della stupenda Chiesa di Santa Maria degli Angeli che domina il Cortile Gancia, può lenire la delusione attraversando il bel portico gotico-catalano che si apre sulla destra della Gancia stessa e godersi i pregiati affreschi cinquecenteschi del portico, il pozzo dalle linee armoniose e soprattutto le strette trame barocche che decorano l'Oratorio detto "dei Pescatori" per via dell'affresco con la scena evangelica della "Pesca miracolosa".
Il piccolo locale concesso dai Padri francescani, agli albori del '600, alla Congregazione dei Terziari Secolari che lo dedicarono a Santa Maria degli Angeli, presenta forma squadrata, priva di cappelle e (oggi) priva altari. L'attenzione di quanti ne varcano la soglia è immediatamente attratta dal vasto manto di stucchi e affreschi che secondo il gusto barocco copre le quattro pareti e la volta a botte senza soluzione di continuità.



SX: Il portale gotico catalano che dal Cortile Gancia immette nel chiostro dell'ex convento francescano. La pavimentazione del chiostro è costituita da ciottoli e piccole basole composte con motivi geometrici. Al centro è visibile il pozzo barocco.









Sull'architrave dei portali la scritta
"Oratorium Terziarorum".




















Al centro della volta un festone di stucco dorato incornicia l'affresco con la Vergine Maria che consegna l'Indulgenza a San Francesco. Gli affreschi vengono attribuiti a Vincenzo Bongiovanni che operò a cavallo tra il XVII ed il XVIII secolo dipingendo, tra l'altro, "La Madonna di Guadalupe appare a Juan Diego" nella vicina Chiesa della Gancia.
Nella parete di sinistra, circondata dagli stucchi di Giuseppe Serpotta, la raffigurazione dell'episodio evangelico con San Pietro che riceve le chiavi da Cristo.


"Tentazione di San Francesco".


Sulla parete destra, tra putti, cavalli marini ed elementi vegetali (simbolici) realizzati -con tratto più raffinato di quello del fratello Giuseppe- dal grande Giacomo Serpotta (1656-1732), si trova l'affresco con "La pesca miracolosa".


"Estasi di San Francesco".


Un tratto della volta con i decori serpottiani.





Nella volta la raffigurazione
monocromatica di quattro re d'Israele.

Tra i personaggi coronati effigiati ricordiamo Saul e Davide, secondo re d'Israele.


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Particolare del manto scultoreo di Giacomo Serpotta con
putti, cavalli marini e draghi.

Immerso in una fitta rete di stucchi il tondo
con San Francesco che riceve le stimmate.


"San Francesco sul carro di fuoco".


Le maioliche originali rivestono solo la parte centrale
del pavimento, attorno alla botola che conduce nel
sepolcro dei confrati.


La botola del Sepolcro dei membri
della Confraternita reca l'indicazione
dell' "anno domini MDCLXXX" (1680).

 Convento Francescano (oggi Archivio di Stato)
Confinante con l'Oratorio c'è un'ala dell'antico
convento francescano, oggi Archivio di Sato.

Affresco seicentesco - riconducibile alla bottega di Antonio Grano (1660-1718) - sulla parete corta del portico con "Albero genealogico dei Monaci francescani dell'Ordine dei Minori della Sicilia".


 

 















 

 


Cristo porge la Regola a Francesco.


Leo Sinzi



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