Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 18 Maggio 2012.
La Chiesa dei Santi Euno e Giuliano di Piazza Magione fu realizzata verso la metà de XVII secolo per iniziativa della Confraternita dei Seggettieri o "Vastasi di cinga" (portantini che, secondo l'usanza in auge tra il XIII ed il XVIII secolo, trasportavano i clienti su seggiole - talvolta chiuse e coperte - provviste di aste). L'avvento di nuovi mezzi di trasporto portò alla scomparsa delle "sedie volanti". Il trascorrere del tempo, l'incuria, il vandalismo ed i bombardamenti ridussero l'edificio in fatiscenti condizioni. Sottratto al culto, venne adibito a svariati usi impropri. La cripta - corredata di scolatoio degli umori cadaverici - si raggiunge attraverso una scala in pietra con ingresso dalla sacrestia. Quest'ultima è accessibile attraverso una porticina, un tempo nascosta dall'altare maggiore. Nel 2006 le preposte Autorità avviarono i lavori di messa in sicurezza e
recupero che portarono al ritrovamento di un vano ipogeo, sottostante la cripta, destinato alla essiccazione dei cadaveri. Nell'immagine sono visibili, tra l'altro, il prospetto laterale (in basso le tre finestrelle del seminterrato sepolcrale) ed il sagrato, chiuso da inferriata, che funge da copertura di un tratto di cripta.
La loggetta campanaria, oggi tampognata, è decorata con elementi tipicamente barocchi. I due cippi recano i simboli del martirio dei Santi titolari.
La facciata, in pietra d'intaglio, presenta un portale dal pregevole timpano arcuato e spezzato entro cui una lapide marmorea, con scritta in latino, lascia intendere che il portale fu realizzato a spese della maestranza dei macellai (buccirie).


La foto di Leo Sinzi, oltre ai loculi disposti su tre ordini alternati alle nicchie verticali, mostra la volta (di recente ricostruita) segnata da vele che accolgono le piccole finestre dalle quali il vano seminterrato riceve luce naturale ed aria.
La facciata, in pietra d'intaglio, presenta un portale dal pregevole timpano arcuato e spezzato entro cui una lapide marmorea, con scritta in latino, lascia intendere che il portale fu realizzato a spese della maestranza dei macellai (buccirie).
L'interno, dagli addobbi barocchi, conserva stucchi (restaurati) in alternanza di bianco e
oro. Due artistiche edicole incorniciano altrettanti altari parietali. Uno era dedicato alla Madonna del Rosario, l'altro al
Crocifisso. L'altare maggiore recava una pala con i titolari Santi Euno e Giuliano.
Le volte dell'aula e del cappellone sono state ripristinate in sede di recupero dell'edificio monumentale.
Il presbiterio è introdotto da un arco trionfale che reca in sommità un cartiglio con scritta illeggibile.
Il riquadro sopra l'altare maggiore un tempo incorniciò le immagini dei Santi titolari. Presenta, in alto, una composizione in stucco al centro della quale si legge: "Tamquan aurum in fornace probavit eos Cap.3 v. 6" (Salomone).
Puttini decorano le edicole parietali. Reggono cartigli. Sull'altare del Crocifisso si legge: " Propter nimiam charitatem, qua dilexit nos. ephes 2 v. 4" e su quello dedicato alla Santa Vergine: " Salus nostra in manu tua est. Genesi 47. 25).
LA CRIPTA
Il locale degli scolatoi affianca la scala che conduce dalla sacrestia alla cripta. Conserva tracce dell'antica pavimentazione maiolicata. Le pregiate mattonelle dell'aula e dei locali sottostanti sono state divelte e trafugate.
La foto di Leo Sinzi, oltre ai loculi disposti su tre ordini alternati alle nicchie verticali, mostra la volta (di recente ricostruita) segnata da vele che accolgono le piccole finestre dalle quali il vano seminterrato riceve luce naturale ed aria.
dei Santi Euno e Giuliano
Leo Sinzi
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