- A poche decine di metri dal Castello della Zisa, sulla destra, ad angolo tra Via dei Normanni e Piazza Zisa, si trova un gioiellino dell'arte arabo-normanna sconosciuto alla maggior parte dei palermitani: la Cappella della Ss. Trinità. Il visitatore (disinformato) che si accosta al tempio cristiano viene colto da subitaneo smarrimento nel ritrovarsi innanzi, affiancati sulla medesima linea, il retroprospetto con tanto di absidi e la facciata principale di quello che appare un corpo di fabbrica unico. Una veloce indagine aiuta a dissolvere le nebbie e mostra nitide due chiese disposte in senso contrario l'una rispetto all'altra. Le absidi in conci di tufo perfettamente assemblate e sormontate da una cupoletta di chiara mano fatimita, appartengono alla Cappella dei Re Normanni che qui venivano, percorrendo un passaggio coperto di cui sono rimaste tracce, a liberarsi del peso dei peccati compiuti o pianificati nel vicino "Palazzo delle delizie". Sembra che il piccolo edificio, preesistente alla Zisa, fosse stato trasformato da Guglielmo I d'Altavilla, detto il Malo, da moschea in luogo di culto cristiano. Verso la fine del '300, appena insediato nell'importante carica di Gran Siniscalco (amministratore delle residenze reali e dei luoghi di delizia e svago del sovrano) il Barone di Ciminna Giovanni Guglielmo Ventimiglia titolò la chiesetta a S. Anna, in onore della Santa alla quale la sua Famiglia era particolarmente devota.
Al suo fianco si erge la Chiesa di Gesù, Maria e Santo Stefano, la cui costruzione fu avviata verso la prima metà del settecento e definita con rivisitazioni all'alba dell'800. Le due strutture per un lungo periodo fecero parte di un unico complesso e la Cappella venne adibita a sacrestia.
Nel tempo subì manomissioni per avvicinarla al gusto delle varie epoche. Sottratta al culto pervenne ad utilizzazioni commerciali poco rispettose del valore artistico-monumentale del bene: l'edificio settecentesco, addirittura, venne adibito a sala cinematografica.
Nell'ultimo ventennio è stata oggetto di provvidenziali opere di recupero e restauro.
Oggi il complesso rientra nelle disponibilità della vicina Parrocchia dell'Annunziata.
Al suo fianco si erge la Chiesa di Gesù, Maria e Santo Stefano, la cui costruzione fu avviata verso la prima metà del settecento e definita con rivisitazioni all'alba dell'800. Le due strutture per un lungo periodo fecero parte di un unico complesso e la Cappella venne adibita a sacrestia.
Nel tempo subì manomissioni per avvicinarla al gusto delle varie epoche. Sottratta al culto pervenne ad utilizzazioni commerciali poco rispettose del valore artistico-monumentale del bene: l'edificio settecentesco, addirittura, venne adibito a sala cinematografica.
Nell'ultimo ventennio è stata oggetto di provvidenziali opere di recupero e restauro.
Oggi il complesso rientra nelle disponibilità della vicina Parrocchia dell'Annunziata.
L'aula della Cappella normanna
con la zona absidale.
I muqarnas, di chiara impronta fatimita,
affiancano la cupoletta.
La volta a crociera.
Nella parete di fondo, in alto, due aperture, probabilmente, consentivano
Nella parete di fondo, in alto, due aperture, probabilmente, consentivano
ai sovrani di assistere alle funzioni senza mischiarsi con il popolo.
Particolare del catino dell'abside e della cupola araba.
Particolare dell'architettura arabo-normanna
Locale (stesso stile) attiguo alla Cappella della Ss. Trinità (lato sinistro).
Nella foto, la facciata dei locali posti sul fianco sinistro della Cappella. Il prospetto presenta evidenti aggiunte e modifiche di epoca successiva: lo stile della balaustra identico a quella che corona la contigua Chiesa di Santo Stefano fanno pensare ad opere risalenti al XVIII Secolo.
La volta a crociera del vestibolo che affianca il monumento normanno in direzione della Zisa. Probabilmente veniva attraversato da Regnanti e cortigiani che, dopo aver percorso la via coperta che univa il Castello all'edificio sacro, assitevano ai riti religiosi.
La cupoletta realizzata dalle maestranze arabe
tanto apprezzate da Guglielmo.
La settecentesca Chiesa di Santo Stefano Protomartire
stretta alla Cappella normanna.
L'interno a navata unica della Chiesa di Gesù, Maria e Santo Stefano.
Particolare delle scarne decorazioni.
La zona del coro e dell'organo. Le strutture sono in legno.
Particolare di un capitello parietale e di un minuscolo affresco.
Leo Sinzi/zio-silen
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LE "SOFFERENZE CONDOMINIALI IN VERSI" DEL MEDESIMO AUTORE SU YOUTUBE
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