Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 18.12.11.
La Chiesa di San Ranieri e dei Santi 40 Martiri dei Nobili Pisani, ubicata tra la Strada dei Beati Paoli e Piazza SS. Quaranta Martiri alla Guilla, dietro un prospetto classico, lineare e sobrio, nasconde al suo interno un meraviglioso apparato decorativo realizzato prevalentemente dal grande pittore fiammingo Guglielmo Borremans.
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L'interno della chiesa della Guilla, titolata a San Ranieri ed ai
Ss. Quaranta Martiri, ha pianta a croce con i bracci costituiti
da due profonde cappelle rettangolari.
Ss. Quaranta Martiri, ha pianta a croce con i bracci costituiti
da due profonde cappelle rettangolari.
Sull'altare un pregevole Crocifisso ligneo
già nella Chiesa di Santa Maruzza.
DX: Opposto all'ingresso, lo splendido altare settecentesco in legno.
I due angeli reggi candelabro provengono dalla Chiesa dei
SS. Cosma e Damiano di Piazza Beati Paoli.
SS. Cosma e Damiano di Piazza Beati Paoli.
DX: Tela con scena di martirio.
iniziati nel primo quarto del '700.
DX: Quadrone affrescato da fiammingo Guglielmo Borremans con "L'apparizione della Santa Vergine a San Ranieri":
SX: La struttura della volta presenta una serie di vele dedicate ai Beati pisani. I dipinti a fresco sono di Guglielmo Borremans.
DX: La parte centrale della volta reca questa "Assunzione della Santa Vergine Maria".
Particolare della volta con: "Angeli suonatori".
CAPPELLA DI SINISTRA
DX: Sull'altare "Madonna dei Cancelli" (legno-Sec. XVII)
Nel quadrone: "Mosè compie il prodigio della
trasformazione del bastone in serpente"
trasformazione del bastone in serpente"
La volta della cappella con evidenti segni di umidità.
SX: Entrando, sulla parete di destra si può ammirare questo affresco in cui il Pittore fiammingo racconta a suo modo l'episodio di "San Ranieri ed il leone".
DX: Del medesimo autore questo "San Ranieri si appresta al martirio" (Parete SX), invaso dai sali rilasciati dalle infiltrazioni di umidità.
CAPPELLA DI DESTRA
SX: Alcuni tratti parietali purtroppo hanno perso i mirabili affreschi. Si confida in interventi atti a preservare i tesori artistici che rimangono.
DX: Nella teca sopra l'altare la statua lignea della "Madonna dei sette dolori" con sette pugnali infilzati nel cuore. Una scritta in filo d'oro ricamata sopra il suo mantello ricorda che si tratta di un dono, datato 1932, della Regina Elena moglie di Vittorio Emanuele III di Savoia.
DX: La volta, ricca di affreschi dagli intensi colori, si raccorda alla controfacciata tramite un cornicione leggermente aggettante.
Nel quadrone sopra l'ingresso è raccontato
l'episodio di "Ielo ed il battesimo dei Tartari".
Sotto si legge: "Guglielmus Borremans
Antuerpiensis pinxit"("Guglielmo Borremans
da Anversa dipinse") con cui il pittore di origine
fiamminga dichiarava la paternità degli affreschi.
l'episodio di "Ielo ed il battesimo dei Tartari".
Sotto si legge: "Guglielmus Borremans
Antuerpiensis pinxit"("Guglielmo Borremans
da Anversa dipinse") con cui il pittore di origine
fiamminga dichiarava la paternità degli affreschi.
DX: Crocifisso posto sotto il porticato del chiostro.
SX: Il prospetto occidentale della chiesa dei Ss. Quaranta Martiri.
DX: La foto mostra la loggetta con la campana proveniente dalla vecchia chiesa del Convento domenicano di Santa Cita. Chiesa che un tempo accoglieva i pisani nella zona della Cala.
I Ss.Quaranta Martiri secondo i racconti pervenuti sino a noi, erano soldati romani di fede cristiana appartenenti alla XII Legione"veloce" acquartierata a Melitene d'Armenia (Siwas-Turchia). Perseguitati dall'Imperatore Valerio Licino, subirono il martirio dei corpi nudi legati sulla superfice di un laghetto ghiacciato. Prima di morire chiesero ed ottennero che uno di loro si salvasse per custodirne le ceneri. L'unico apostata fu tal Melezio che, liberato, si immerse repentinamente nel bagno caldo all'uopo approntato, procurandosi in tal modo involontaria morte a causa del repentino sbalzo di temperatura. A quel punto il designato "custode" volle subire il martirio dell'assideramento al posto del defunto e si unì ai suoi 39 compagni.
Un angolo del Chiostro su cui insiste la sede della
Confraternita di Maria SS. dei Sette Dolori, costituitasi nel 1886.
Il Fercolo con la Mater Dolorosa dai sette pugnali nel cuore
viene portato in processione per le vie del Quartiere
ogni terza domenica di settembre.
Leo Sinzi
Confraternita di Maria SS. dei Sette Dolori, costituitasi nel 1886.
Il Fercolo con la Mater Dolorosa dai sette pugnali nel cuore
viene portato in processione per le vie del Quartiere
ogni terza domenica di settembre.
Leo Sinzi
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LE "SOFFERENZE CONDOMINIALI IN VERSI" DEL MEDESIMO AUTORE SU YOUTUBE
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