mercoledì 29 maggio 2019

Giardino Inglese

 
Il Giardino Inglese nasce verso metà ottocento dal talento architettonico di Giovan Battista Basile (1825-1891), definito dal figlio Ernesto "artista liberissimo e  iniziatore di uno stile libero". Definizione che ben descrive la scelta di dotare la città di un polmone verde allontanandosi dagli schemi geometrici e formali del "giardino all'italiana", di cui ricordiamo magnifici esempi d'epoca rinascimentale nella Villa d'Este di Tivoli, nei Giardini Boboli di Firenze e nel Parco della Reggia di Caserta.
Il Progetto del grande Architetto palermitano infatti tendeva a creare uno spazio che, nell'escludere siepi figurate, sipari vegetali, fontane con vasche multiple che si rincorrono ed impianti prospettici, voleva assecondare la naturale morfologia del suolo mantenendo la movimentazione offerta dalle collinette, dagli avvallamenti, dagli anfratti, dalle conche, dai corsi d'acqua, in un armonioso connubio con piccole strutture artificiali (ponticelli, scale, vasche in pietra grezza, laghetti, serre, pergolati) e poi boschetti, con piante anche esotiche, aiuole irregolari e siepi dall'andamento curvilineo. Il tutto in un disordine composto, in cui dominavano gli accostamenti degli opposti.
Così nasceva in Via Libertà, a ridosso di Piazza Crispi, il "Bosco" all'inglese con il "Parterre" (zona verde di gusto francese divisa dal "corpo" principale a mezzo di viale). Quest'ultima area - ricca di statue che ricordano momenti dell'epopea garibaldina in Sicilia - in origine venne intitolata all'Eroe dei due mondi, per assumere la denominazione di "Giardino Falcone-Morvillo" in seguito alla strage di Capaci del 23 maggio 1992 in cui, per mano mafiosa, perirono i due Magistrati e la loro Scorta.




"Luigi Pirandello" (1938) di Antonio Ugo (1870-1950)
 "Edmondo De Amicis" (1910) di Mario Rutelli (1859-1941).


La Villa nel tempo, con il mutare del gusto estetico (non sempre in meglio... purtroppo) e delle esigenze funzionali (il luogo era destinato ad accogliere fiere, spettacoli, mostre, comizi ecc.) ha subito rivisitazioni che probabilmente avrebbero inorridito il Basile: alcune delle sette colline originarie sono state livellate per creare un pianoro nella zona centrale che oggi  presenta una pavimentazione, ben poco romantica, di asfalto rossastro alternato a quadroni di cemento; sono stati abbattuti edifici neoclassici che si richiamavano alla mitologia romana ed altri dai rimandi esotici; è stata sostituita l'inferriata neogotica; sono comparsi busti, cippi e lapidi;  sono stati creati spazi deputati a sport e divertimento quali la pista di pattinaggio ed il luna park, etc.


Monumento a "Benedetto Cairoli", Patriota, Politico, Garibaldino.
 Busto in marmo che come tanti altri, presenti all'interno del Giardino,
 furono realizzati da insigni artisti siciliani collocabili tra la fine
 dell'ottocento e gli albori del novecento.

La suggestiva fontana centrale costituita da un laghetto, bordato di pietra grezza, quattro isole zampillanti e due gruppi scultorei.









"Fratelli che giocano" di Mario Rutelli (*1859- +1941).



"I fratelli" dello scultore Rutelli



"Torre Saracena" padiglione in stile neo-moresco.





La Torre ospita l'opera di Benedetto Civiletti vincitrice nel 1878, a Parigi, della medaglia d'oro ed oggi in balia di writers teppisti.


"I Fratelli Kanaris a Scio", splendido gruppo marmoreo di Benedetto Civiletti (*1845- +1899) realizzato nel in occasione dell'Esposizione di Vienna. La copia in gesso è conservata (sicuramente meglio di quella in marmo) presso la Galleria d'Arte Moderna.
I marinai Costantino Kanaris e Giorgio Pepinis ("fratelli" nella lotta per l'indipendenza della Grecia occupata dai turchi) vengono ricordati soprattutto per l'atto eroico compiuto ai danni della flotta nemica con l'affondamento di alcune navi a mezzo di un barchino imbottito di esplosivo.



Monumento in memoria dei "Caduti di Palermo
 e Provincia decorati di medaglia d'oro al valore militare".


Il piccolo tunnel stravolto dai colori graffitari.

Busto di "Mariano Stabile"  (*1806 - +1863), Patriota e Statista.


Il "Putto con oca" opera di fine ottocento del  Bagnasco impreziosisce la vasca oblunga del settore occidentale.


Busto bronzeo di "Cesare Battisti"di Pasquale Civiletti (*1859- +1948)
fratello e discepolo del più noto Benedetto.


Il laghetto con l'isola che presenta rigogliose canne di bambù ed una plastica opera del primo novecento di Domenico De Lisi (*1870- +1946), figlio d'arte dello scultore Benedetto.



Ragazzo al lavatoio di  Domenico De Lisi



Josè Enrique Rodò, filosofo,  scrittore e maestro della gioventù uruguayana, morto a Palermo nel 1917


Elegante serra liberty in ghisa e vetro.



Busto di patriota ottocentesco il cui nome purtroppo è stato reso illeggibile dalle immonde scritte e dagli osceni disegnini.


La zona contigua al viale della Libertà è quella che meglio mantiene i tratti originali del progetto del Basile.


Busto di Lucio Tasca, Conte D'Almerita (1893)


Lo chalet



"Piccola Vedetta Lombarda" (1893) dello scultore palermitano Giovanni Nicolini (*1872- +1956).
Opera ispirata dall'eroico sacrificio del piccolo patriota lombardo raccontato da Edmondo De Amicis nel libro "Cuore".


"Villa Realmena Pottino" - stile neo-moresco - costruita nell'800 dal Duca di Realmena venne ceduta, nel 1930, al Barone di Capuano, Ettore Pottino. L'edificio per il colore rosa abbinato a merlature e finestratura arabeggiante si fa ammirare da quanti transitano da Via Libertà (angolo via Duca della Verdura) nonché dai visitatori del Giardino Inglese su cui sporge il retroprospetto.


Cherubino in pietra tufacea orna il prato del Giardino.


Su lato meridionale della villa si staglia il prospetto laterale della Chiesa delle Croci- Santa Maria di Monserrat.


Il Giardino ospita una grande varietà di specie botaniche, anche esotiche.
Nella foto, uno spendido esemplare di ficus microphilla.



XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

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