Leo Sinzi ripropone qui un suo post pubblicato su "Palermo e Dintorni ma anche" in data 5 Luglio 2010.
La Chiesa di Maredolce è il biglietto da visita di Palermo offerto a coloro che si apprestano ad entrarvi arrivando dall'autostrada PA-CT. Infatti è impossibile che quella imponente struttura posta alle falde di Monte Grifone, quasi sotto la grotta degli elefanti preistorici, passi inosservata.
Purtroppo i tempi colpevolmente biblici della burocrazia da oltre un quarto di secolo mantengono il fatiscente edificio, ormai sottratto al culto, in stato di permanente restauro.
Il luogo, al tempo di Ruggero II, ospitava un laghetto (per la vulgata "maredolce"), del quale, in mezzo alla folta vegetazione, si intravedono le arcate della sorgente. Con l'avvento del cristianesimo quell'area passò da spazio consacrato a Cerere a sede di raccoglimento dei fedeli a Roma. Verso la metà del '600 fu eretta la prima Cappella ad opera del sacerdote Girolamo Matranga. Circa un secolo dopo fu realizzata la Chiesa su impulso della Congregazione di San Ciro. Nel tempo l'incuria e gli scavi per opere viarie ne hanno compromesso la stabilità con conseguente crollo di un angolo dell'abside, di un tratto del tetto e dei muri che chiudevano la parte destra. Negli anni '80 le preposte Autorità hanno provveduto a mettere in sicurezza la struttura ed a i ricostruire le parti mancanti.
Purtroppo i tempi colpevolmente biblici della burocrazia da oltre un quarto di secolo mantengono il fatiscente edificio, ormai sottratto al culto, in stato di permanente restauro.
Il luogo, al tempo di Ruggero II, ospitava un laghetto (per la vulgata "maredolce"), del quale, in mezzo alla folta vegetazione, si intravedono le arcate della sorgente. Con l'avvento del cristianesimo quell'area passò da spazio consacrato a Cerere a sede di raccoglimento dei fedeli a Roma. Verso la metà del '600 fu eretta la prima Cappella ad opera del sacerdote Girolamo Matranga. Circa un secolo dopo fu realizzata la Chiesa su impulso della Congregazione di San Ciro. Nel tempo l'incuria e gli scavi per opere viarie ne hanno compromesso la stabilità con conseguente crollo di un angolo dell'abside, di un tratto del tetto e dei muri che chiudevano la parte destra. Negli anni '80 le preposte Autorità hanno provveduto a mettere in sicurezza la struttura ed a i ricostruire le parti mancanti.
Il portale coronato dal timpano a lunetta.
I vasotti ornamentali sul parapetto d'attico e sul frontone triangolare.
Il grande finestrone semicircolare tripartito, affiancato da due coppie di paraste.
Cappella sul lato sinistro
Cappella sul lato destro. L'altare conserva tracce di due volute decorative.
Retrofacciata con un accenno (ricostruito) del coro.
L'aula è a navata unica con volta a crociera. Imponenti pilastri, decorati con candidi festoni in stucco, reggono gli archi centrici della navata e delle due cappelle.
La Chiesa, grazie alle encomiabili iniziative socio-culturali e religiose della Parrocchia
di Maria Santissima di Pompei (Quartiere Bonagia), da qualche tempo, in rare occasioni, è tornata a nuova vita.
La Chiesa alle falde di Monte Grifone vista dal vicino Castello della Favara
Leo Sinzi
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AVVERTENZE: Gli scritti di questo Blog contengono informazioni che, ferma restando la buona fede dell'autore, potrebbero presentare qualche inesattezza. L'autore pertanto non si assume alcuna responsabilità per eventuali errori riscontrabili nei post ed inoltre si riserva il diritto di aggiornare, modificare e cancellare i contenuti del Blog senza preavviso.
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