I due Basile (padre e figlio) nel progettare il Teatro Massimo non tennero in debito conto le resistenze delle monache dei Conventi di San Giuliano e di San Francesco delle Stimmate che non volevano saperne di allontanarsi da quei luoghi di preghiera e contemplazione per far posto al nascente tempio della lirica. Una suora in particolare (una superiora?), più volte, manifestò l'intenzione di non lasciare - neanche da morta - quella casa che aveva ospitato il suo percorso di elevazione spirituale verso Dio. Fu accontentata seppellendola nel sottosuolo del sacro edificio. Il sepolcro, purtroppo, venne violato da incaute maestranze durante i lavori di costruzione.
Il Teatro fu inaugurato in pompa magna il 16 maggio 1897 e qualcuno degli astanti, con un brivido, corse con il pensiero a quella religiosa. Qualche giorno dopo - nottetempo - strani fenomeni furono avvertiti dai custodi che giurarono di aver visto una monaca, orante, intenta a percorrere i corridoi che conducono ai palchi. Il presunto fantasma si dileguò per tornare a mostrarsi periodicamente... anche ad una soprano, che perse la voce.
Naturalmente si tratta di una leggenda. Durante una rappresentazione, però, uno spettatore proveniente dal loggione confidava: «'un'è bieru... ma ci criu» e raccomandava agli amici di afferrarsi alla ringhiera in prossimità dell'ultimo gradino della scala monumentale - gradino misteriosamente segnato da una fascia nera - laddove dozzine di melomani sarebbero inciampati contro un piedino calzato di sandalo.
Il Teatro fu inaugurato in pompa magna il 16 maggio 1897 e qualcuno degli astanti, con un brivido, corse con il pensiero a quella religiosa. Qualche giorno dopo - nottetempo - strani fenomeni furono avvertiti dai custodi che giurarono di aver visto una monaca, orante, intenta a percorrere i corridoi che conducono ai palchi. Il presunto fantasma si dileguò per tornare a mostrarsi periodicamente... anche ad una soprano, che perse la voce.
Naturalmente si tratta di una leggenda. Durante una rappresentazione, però, uno spettatore proveniente dal loggione confidava: «'un'è bieru... ma ci criu» e raccomandava agli amici di afferrarsi alla ringhiera in prossimità dell'ultimo gradino della scala monumentale - gradino misteriosamente segnato da una fascia nera - laddove dozzine di melomani sarebbero inciampati contro un piedino calzato di sandalo.
Il gradino della monaca
Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen
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