Oggi, approfittando di una delle iniziative culturali (solitamente affidate agli alunni delle scuole palermitane) promosse dal Comune di Palermo, mi prefiggo di visitare la Chiesa di San Francesco da Paola. L'ingresso stranamente è deserto: manca il consueto vociare dei ragazzi che, con eloquio forbito, illustrano i tesori del nostro patrimonio artistico-monumentale. Chiedo lumi a un signore che staziona nei pressi: "è in ritardo di una settimana" mi dice, "però - se vuole - posso farle da cicerone". Accolgo l'offerta con entusiasmo e faccio scorta di informazioni, aneddoti e quant'altro che - memoria permettendo - tento di riversare in questo post.
I lavori di costruzione della Chiesa voluta dai Frati Minimi - Ordine istituito da San Francesco da Paola - furono avviati nel primo ventennio del '500. Presenta un portale in stile tardorinascimentale ornato da tre statue di Giacomo Gagini: la Madonna delle Grazie (al centro) con San Francesco e Santa Oliva (ai lati). L'antico Convento, attiguo alla chiesa, oggi è sede del Circolo Ufficiali delle Forze Armate.
San Francesco di Paola è ubicata nell'omonima piazza, a pochi passi dal Politeama e da Porta Carini (Mercato del Capo).
Per visionare l'interno della chiesa clicca QUI
San Francesco di Paola è ubicata nell'omonima piazza, a pochi passi dal Politeama e da Porta Carini (Mercato del Capo).
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La foto - gentilmente concessa da Maurizio F. - mostra i prospetti (visti dall'alto) della Chiesa e dell'attiguo Convento oggi sede del Circolo Ufficiali delle Forze Armate.
Negli angoli del frontone spezzato si nota la forbice, simbolo della Maestranza dei Sarti, antichi detentori dell'edificio ceduto ai Minimi verso la fine del '400. Nell'architrave è visibile
l'incisione dell'anno MDXCIIII (1594) in cui la Chiesa, ultimati i
lavori di ampliamento, venne consacrata al Santo della "carità" (parola incisa nel sole al centro del timpano spezzato).
Decorazioni in stucco del portale laterale.
Nel medaglione rotondo si legge "CHARITAS",
motto dei Minimi.
Nel medaglione rotondo si legge "CHARITAS",
motto dei Minimi.
con bassorilievi che riproducono scene
della vita di San Francesco di Paola.
Il Santo invita un vecchio frate del Convento di Corigliano, assediato dai turchi, a puntellare il portone con una canna, rendendo la Casa dei religiosi miracolosamente inespugnabile.
San Francesco riceve da un Angelo i simboli del suo Ordine.
Il Re di Napoli mette alla prova la santità di Francesco donandogli un recipiente pieno di monete d'oro che vengono rifiutate in quanto frutto del lavoro del popolo e non dei beni del sovrano.
L'Arcangelo Michele consegna al Santo lo stemma dell'Ordine con la scritta "CHARITAS".
seppellirono i resti di Sant'Oliva, morta a Tunisi
dopo aver subito il martirio (463)
La foto di Leo Sinzi mostra il prospetto orientale della chiesa. A ridosso del campanile è visibile la cupoletta della 2° Cappella di DX
dai richiami arabeggianti.
dai richiami arabeggianti.
La copertura della Cappella attigua a quella dedicata alla Santa martire, dai richiami arabeggianti - diversa nello
stile dal resto dell'edificio - fa pensare ad una precedente costruzione,
forse risalente ai tempi della dominazione islamica, inglobata nella
chiesa cinquecentesca. All'interno, pochi passi oltre la cupoletta,
esiste un pozzo nel quale, secondo tradizione, nel V secolo sarebbe
stata tumulata la salma di Sant'Oliva, trafugata da cristiani
palermitani in quel di Tunisi ove la vergine venne uccisa dopo aver
subito il martirio. Da quel pozzo, si narra, sgorgò dell'acqua ritenuta
miracolosa dai devoti.
Leo Sinzi (G.C.)
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